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lunedì 14 giugno 2021

ELEZIONI TORINO 2021: PRIMARIE INCORONANO LO RUSSO, CONTE SPERA DI ARRIVARE AL 10%


ELEZIONI TORINO 2021. PRIMARIE CENTROSINISTRA: VINCE LO RUSSO, SCARSA L'AFFLUENZA. CONTE INVITA IL M5S AL REALISMO E ALLA MEDIAZIONE PER SCEGLIERE TRA SGANGA E RUSSI
Si sono svolte nel week end le #Primarie del #centrosinistra a Torino, decretando che sarà #StefanoLoRusso il candidato sindaco della coalizione. Affluenza scarsa rispetto alle consultazioni precedenti, nonostante l'apertura al voto online: hanno partecipato 11.325 torinesi, di cui un decimo abbondante online. Nel 2016, quando venne scelto Fassino come candidato, parteciparono alle primarie 29.297 elettori.
  • Stefano Lo Russo: 4229 voti, pari al 37,48%
  • Francesco Tresso: 3932 - 34,85%
  • Enzo Lavolta: 2864 - 25,39%
  • Igor Boni: 257 - 2,28%
Schede nulle: 35 Schede bianche: 8 Risultati seggio per seggio:
https://partitodemocraticotorino.it/wp-content/uploads/2021/06/risultati-Primarie-2021.pdf Oltre alla scarsa affluenza, anche il margine ridotto rispetto a Tresso suggerisce alla coalizione la necessità di un forte impegno collettivo per sostenere Lo Russo e affrontare compattamente la campagna elettorale da qui a ottobre. Nella videoconferenza di venerdì pomeriggio il neo-leader pentastellato #GiuseppeConte ha raffreddato gli entusiasmi del Movimento torinese. L'obiettivo per lui non è vincere ma partecipare e cercare di arrivare in doppia cifra: "se non superassimo il 10% sarebbe un bel problema, daremo un segnale di debolezza. Se superassimo il 15% avremmo fatto il botto". L'ex premier ha anche espresso rammarico per il mancato accordo con il PD, che di fatto era l'unica possibilità per poter continuare a governare la Città, alla luce degli attuali consensi. Per individuare il candidato sindaco ha chiesto qualche giorno di riflessione per arrivare a una sintesi anziché andare al voto per decidere tra #ValentinaSganga e #AndreaRussi.

Massimo

mercoledì 26 maggio 2021

DAMILANO VERSO TRE LISTE CIVICHE, I CANDIDATI DELLE PRIMARIE FIRMANO UN PATTO "CAVALLERESCO"

IL COMUNE DISTRIBUISCE LE TESSERE ELETTORALI. DAMILANO VERSO TRE LISTE CIVICHE, CON GIOVANI, LIBERALI ED EX CSX. I 4 CANDIDATI DELLE PRIMARIE FIRMANO UN PATTO "CAVALLERESCO" E CONCORDANO SU EUROPEISMO, SOSTENIBILITÀ E SI ALLA TAV. 

Presso i Comandi della Polizia Municipale delle Circoscrizioni, il Comune ha iniziato il 18 maggio, con largo anticipo, la distribuzione delle nuove #TessereElettorali, oltre 10mila, per i neo-maggiorenni e per chi vota la prima volta a Torino. Gli interessati ricevono a domicilio una lettera con le modalità per il ritiro. 

Un secondo giro di consegna delle tessere verrà eseguito un mese prima del voto, secondo l'aggiornamento delle liste elettorali. 

Dal 21 maggio quasi 40mila lettere sono in partenza per cittadini di Paesi europei residenti a Torino con l’invito ad iscriversi alle liste elettorali, valido fino a quaranta giorni dal voto.


Lunedì mattina #PaoloDamilano ha incontrato i vertici locali di #ForzaItalia. Rimandata per ora l'investitura ufficiale dei partiti del centrodestra, per favorire l'avvicinamento di candidati civici, di giovani, di esponenti di area liberale/centrista: si parla di due liste civiche oltre a quella di Damilano. Tra gli obiettivi, anche gli scontenti del centrosinistra: ex #PD e candidati dei due partiti orfani del progetto di polo civico promosso da #ValentinoCastellani, #ItaliaViva e #Azione (su questa pesa anche l'ostruzionismo dem alla candidatura di Calenda a Roma). In #TorinoBellissima potrebbe confluire #Cambiamo!, se non riuscirà a formare una lista. 


Ufficializzate le 4 candidature delle primarie del centrosinistra, in programma il 12 e 13 giugno: #StefanoLoRusso, che ha raccolto le firme previste fra gli iscritti, #IgorBoni, presentato dai #Radicali, #FrancescoTresso ed #EnzoLavolta, che hanno superato il numero richiesto di firme di elettori, rispettivamente 4.000 e 7.000. Martedì mattina la campagna elettorale verso le primarie è iniziata ufficialmente: in piazza Palazzo di Città i 4 candidati hanno firmato codice di autoregolamentazione, che impone fair play, sobrietà (limite di 30 mila euro per la campagna, divieto di manifesti 6x3), l'accettazione dell’esito del voto e il sostegno al vincitore. Il candidato dei Radicali ha presentato il suo programma e continuerà la #BoniMarathon, corsa di 42,5 chilometri che tocca le Circoscrizioni cittadine partendo dalla 8: prossime tappe la 6 e la 5. Il giro dei quartieri di Tresso si svolge in bicicletta (già percorsi 320 Km), alla ricerca di "nuove connessioni tra le realtà cittadine e tra le solitudini". A breve il candidato civico annuncerà la sua squadra: "non una potenziale giunta comunale ma persone che hanno voglia di mettersi a disposizione della città. Tra le ipotesi, #MaxCasacci dei Subsonica e il manager culturale #PaoloVerri. Il giro di Lo Russo prevede ogni giorno un incontro e un tema differente: partendo dalle palestre, che hanno appena riaperto, ci sarà spazio anche per il confronto con le comunità etniche e religiose della città. Lavolta continuerà con l'approccio che gli ha consentito di raccogliere 7.000 firme, un tour a contatto con le persone, che lo ha stupito per lo scollamento tra la politica e la gente (citando come esempio il fatto che moltissimi non conoscono il nome del presidente della Circoscrizione). 

I 4 candidati delle primarie concordano sull'#europeismo, la sostenibilità ambientale e il si alla TAV (che calato nelle competenze del Comune si potrebbe tradurre nel rientro nell’Osservatorio tecnico, ormai depotenziato). Più variegate le posizioni sui rapporti con il #Movimento5Stelle: molto favorevole Lavolta (che propone un accordo al primo turno, in particolare mettendo sul piatto la presidenza delle Circoscrizioni 5 e 6), conciliante Tresso (propenso a un dialogo per il ballottaggio), contrari Boni e Lo Russo (su cui pende il "veto" del sindaco uscente #Appendino).


I candidati sindaco delle altre forze politiche: #DavideBettiBalducci, del Partito Gay, che si presenta nella lista civica #TerzoPolo», e #AngeloDOrsi, della lista #SinistraInComune, appoggiato dalla sinistra radicale. 

Massimo

venerdì 14 maggio 2021

ELEZIONI TORINO 2021. OK DI FRATELLI D'ITALIA A DAMILANO. PRIMARIE: LO RUSSO, LAVOLTA E TRESSO A BUON PUNTO CON LE FIRME

#elezioniTorino2021
COMBA CONFERMA APPOGGIO DI FDI A DAMILANO. 
A BUON PUNTO CON LE FIRME LO RUSSO (ISCRITTI), LAVOLTA E TRESSO (CITTADINI). 
Per #PaoloDamilano confermato l'appoggio dell'intero centrodestra. Arriva infatti l'ok #FratelliDItalia, il cui segretario regionale, #FabrizioComba, dichiara: "Sarà un ottimo sindaco, interpreta la voglia di cambiamento di una città che ha bocciato i governi rossi e poi gialli".
"Saremo noi - prosegue Comba - la vera sorpresa delle comunali a Torino, a differenza di certi alleati che ci imitano. Noi siamo coerenti anche sulle alleanze e i cittadini lo capiscono. Damilano ridarà slancio alla città addormentata dai Cinquestelle. Torino è fatta di tanta periferia dove noi siamo presenti da anni e il cui voto sarà decisivo. Si percepisce un clima simile a quello che ha portato Guazzaloca a diventare sindaco di Bologna".
Prima gli italiani? "Prima chi paga le tasse. Tendiamo la mano a chi viene nel nostro paese in modo regolare. Ma per chi pensa anche solo per un attimo di delinquere ed essere mantenuto
allora abbiamo una sola parola: fuori".

RACCOLTA FIRME: A BUON PUNTO LAVOLTA, TRESSO (CITTADINI) E LO RUSSO (ISCRITTI DEM) 
#EnzoLavolta, che assicura che in caso di vittoria si rivolgerà a tutti, nel suo tour dei quartieri ha già raccolto 3.278 firme, quasi metà dell'obiettivo: rimangono dieci giorni e - per un terzo del totale - la possibilità della sottoscrizione  online.
Sfuma la partecipazione di #ChiaraAppendino all'incontro organizzato per lui al Valentino dai #Verdi, intenzionati a essere inclusivi: "Noi cerchiamo di creare ponti per allargare la coalizione", spiega #TizianaMossa, referente del partito.
Per raccogliere le firme #FrancescoTresso sta girando i quartieri su  una bici con rimorchio: "Ho già fatto 120 chilometri da San Salvario alla Falchera. Ho dovuto stampare tremila fogli: simbolicamente, per mandare un messaggio, uso la bici per pareggiare l'impatto ecologico». Tresso, che l’altra sera ha raccolto le firme anche a casa di #PatiziaGhiazza, "madamin" pro Tav. Tresso assicura di essere a buon punto, perché il dialogo paga: "in un bar ho addirittura raccolto la sottoscrizione di un elettore M5S e di uno della Lega". 
#StefanoLoRusso ha scelto di raccogliere le firme degli iscritti nei circoli dem: "ma nel frattempo vanno avanti gli incontri con persone e realtà del territorio" spiega a chi teme che gli altri candidati guadagnino popolarità. Negli ultimi mesi ha organizzato a sostegno della candidatura 18 incontri tematici online che hanno coinvolto oltre 80mila persone.

Massimo

giovedì 13 maggio 2021

ELEZIONI TORINO 2021 - APPENDINO DIALOGA CON I RIVALI DI LO RUSSO. LA SINISTRA CANDIDA ANGELO D'ORSI

CONTE VORREBBE APPENDINO BIS (O SARACCO CANDIDATO GIALLOROSSO)
SINDACA USCENTE E SARDINE SOCCORRONO I RIVALI DI LO RUSSO
DAMILANO, OK DA TAJANI 
SINISTRA CANDIDA ANGELO D'ORSI 

Condizionati anche dalle candidature romane (il binomio Zingaretti sindaco e un pentastellato per il Lazio avrebbe dovuto consolidare le alleanze giallorosse alle amministrative) cambiano le posizioni dei vertici nazionali sulla possibilità di un'alleanza #PD-#M5S a Torino: #EnricoLetta ha preso atto della mancanza di condizioni, mentre #GiuseppeConte ipotizza ancora di unire i suoi e i dem con la candidatura di #GuidoSaracco. 
Ma a Roma si ricomincia a parlare di un #Appendino bis, in caso di corsa solitaria del #M5S. La stessa sindaca uscente, che da tempo ha annunciato di non ricandidarsi, ribadisce il no ad accordi al ballottaggio e annuncia provocatoriamente che il Movimento avrà il candidato prima del PD (che, salvo colpi di scena, dovrà aspettare il 13 giugno). 
Nel M5S non mancano voci più concilianti rispetto alla sindaca, come il viceministro all’Economia #LauraCastelli "Non possiamo lasciare la città alla destra". Per garantire la continuità con l'amministrazione uscente, auspicata da Conte, le alternative sono l'assessore #MarcoGiusta o una figura civica. 
Durante l'assemblea online di Articolo 1, #ChiaraAppendino ha ammesso che nel 2013 il #M5S era ingenuo, scusandosi con #Bersani, cui ai tempi delle consultazioni #BeppeGrillo aveva detto che stava cercando di comprare parlamentari. Preoccupata dalla possibile vittoria del "nemico" #StefanoLoRusso, la sindaca uscente ha speso parole positive per #PaoloDamilano e potrebbe partecipare sabato prossimo all'iniziativa dei #Verdi al Valentino a favore di #EnzoLavolta. 
#Repubblica parla apertamente di un piano di Chiara Appendino per far perdere le primarie a Lo Russo: per non dover chiedere di votare il suo maggiore oppositore in caso di ballottaggio, per poter dialogare a Torino con il vincitore sui temi affini, per poter trattare a Roma con il Movimento, aspirando al ruolo di vice-Conte. Il quotidiano ritiene la sua candidatura un'ipotesi usata come arma per influenzare il centrosinistra. Un modo di difendere il suo mandato e il percorso di avvicinamento al centrosinistra, ostacolato a Roma da #DiMaio, a Torino da parte della maggioranza, a partire dalla capogruppo #ValentinaSganga. 
Il M5S nazionale - #Conte e Di Maio in particolare - insiste per far ricandidare Chiara Appendino, per riproporre lo schema del 2016, come a Roma con #VirginiaRaggi, puntando al ballottaggio. La sindaca, appunto, rifiuta sobriamente. La sentenza di appello sul processo - motivo ufficiale della sua rinuncia a ripresentarsi - arriverà in autunno, a fine campagna elettorale o elezioni avvenute. 
Va detto che se anche la sindaca uscente facesse salire il consenso cittadino del M5S torinese, attestato sull'8-10%, difficilmente i pentastellati da soli potrebbero superare una delle due coalizioni al primo turno per giocarsela al ballottaggio. #MarcoGrimaldi, consigliere regionale di #LUV, è disposto a trattare con #ChiaraAppendino per contenere l'ascesa della destra. In generale a sinistra emergono posizioni più concilianti rispetto a quelle di Lo Russo. 

PRIMARIE: TIMIDA APERTURA "GIALLA" DI BOCCIA, SARDINE PER I CANDIDATI MINORI 
#FrancescoBoccia, responsabile dem per gli enti locali, ribadisce che saranno le primarie a individuare il candidato del centrosinistra a Torino, che avrà il mandato popolare per trattare con chiunque, e chiede rispetto per questo percorso partecipativo, cui il #M5S ha deciso di non partecipare: un ulteriore no all'idea di un'alleanza giallorossa guidata da #GuidoSaracco, ma un'apertura a un dialogo dopo le primarie. 

Intanto le #Sardine torinesi, inizialmente in disparte sulle #Primarie, invitano a firmare per #FrancescoTresso ed #EnzoLavolta, non condividendo la metodologia stabilita per le candidature, che li penalizzerebbe obbligandoli a raccogliere in soli 20 giorni molte firme, rispettivamente 4.000 e 7.000: a Roma e Bologna i regolamenti regionali ne richiedono meno. Il gruppo ritiene che riducendo forzatamente il numero di candidati si limiti la democrazia. 
Va detto che anche #StefanoLoRusso sta raccogliendo le firme e che da martedì è attiva la sottoscrizione online su partecipa.partitodemocratico.it, con cui è possibile raccogliere fino a un terzo delle firme necessarie: occorre inserire i propri dati anagrafici, una foto del documento d’identità e l'indicazione del candidato che si vuole appoggiare. #Repubblica segnala che al momento il sistema ha diverse falle che consentono registrazioni multiple. 

DAMILANO, OK DA TAJANI #PaoloDamilano incassa anche l'appoggio di #AntonioTajani, coordinatore nazionale di #ForzaItalia, che incontrerà #MatteoSalvini e #GiorgiaMeloni per definire le candidature nelle grandi città. A #PortaPalazzo il candidato imprenditore ha osservato #Repopp, il progetto di recupero dell’invenduto del mercato che impegna un gruppo di operatori stranieri. Gli organizzatori del progetto: "Siamo contenti che un’iniziativa solidale ambientalista e multietnica possa diventare un bene comune".

LA SINISTRA CANDIDA ANGELO D'ORSI 
Presentata davanti a Casa Gramsci la candidatura dello storico #AngeloDOrsi nella lista #SinistraComune, sostenuta dalla coalizione composta da #RifondazioneComunista, #PotereAlPopolo, #SinistraAnticapitalista, #Pci, #Dema, #FrontePopolare e #TorinoSolidale. Parole d'ordine: #ascolto e #trasparenza. 

Massimo

venerdì 7 maggio 2021

ELEZIONI TORINO 2021: CDX 46%, CSX 43%, M5S 8%. ONLINE RACCOLTA FIRME E VOTO PER LE PRIMARIE


SONDAGGIO: CDX AVANTI DI 3 PUNTI. PRIMARIE, ONLINE FIRME E VOTO

SONDAGGIO: CDX 46%, CSX 43%, M5S 8%.
Un sondaggio effettuato su 5000 torinesi vede il centrodestra al 46%, tre punti più del centrosinistra, con il #Movimento5Stelle all'8%. Un vantaggio esiguo su cui pendono il 22% di indecisi (che i sondaggisti danno in transito verso #FdI), la rilevazione fatta sulle coalizioni anziché sui candidati sindaco, l'incertezza sul futuro prossimo del #M5S (i cui consensi potrebbero salire con la leadership di #GiuseppeConte). Un'alleanza giallorossa arriverebbe, sulla carta, al 51%.
#Centrodestra: #Lega 21,5%, #FratelliDItalia 13,5%, #ForzaItalia 6,5, 4,5% complessivo per le liste civiche di centrodestra, #Udc, #TorinoBellissima di #PaoloDamilano.
Centrosinistra: #PD 28%, #Moderati 5,5%, Sinistra+Verdi 3,5%
lista civica #Monviso 3%, #Azione 2%, #ItaliaViva 1%.
Gli stessi intervistati saranno interpellati sui candidati sindaco, un lotto che potrebbe comprendere un nome del M5S, #MinoGiachino (#SìTav e #ListaSgarbi), #GiusiGretaDiCristina (#PartitoComunista), #UgoMattei (#Futura) e #AngeloDOrsi (#Sinistra).

PRIMARIE, OK A RACCOLTA FIRME E VOTO ONLINE
Per le #Primarie del 12 e 13 giugno, il PD nazionale ha confermato la possibilità di usare la piattaforma #Partecipala collegata allo #SPID: il centrosinistra darà la possibilità di usare la piattaforma sia per raccogliere le firme per le candidatura (come richiesto da #FrancescoTresso ed #EnzoLavolta), sia per votare (previa registrazione almeno 4 giorni prima), fermo restando il voto al gazebo: i dem regionali aggiorneranno il regolamento.

I MODERATI PROPONGONO CHIAMPARINO COME COORDINATORE DELLA CAMPAGNA E CANDIDANO LA "VOCE" DEI CIVICH.
#MimmoPortas, leader dei #Moderati, propone #SergioChiamparino come coordinatore della campagna elettorale, perché amato dai torinesi, in grado di dare slancio e unità al centrosinistra e di attirare gli elettori pentastellati. Portas invita a scrivere il programma con i cittadini e le associazioni anziché con
i "piani alti", occupandosi in particolare del #lavoro. Ribadisce infine l'appoggio a #StefanoLoRusso ma lo invita a fare la campagna in funzione della Città e non del #PD.
Intanto #ValterGerbi, ex responsabile comunicazione dei Vigili Urbani e protagonista dell'Informatraffico (TG3 e La Stampa on line) ha annunciato la propria candidatura nei #Moderati.

SINISTRA FRA GRIMALDI, MEZZALAMA, TRESSO E LAVOLTA.
A sinistra, #MarcoGrimaldi si candiderà solo nel caso Tresso e Lavolta non dovessero raccogliere le firme necessarie. #SinistraItaliana, #Articolo1, #Possibile e i sostenitori di #MauroSalizzoni potrebbero puntare su una candidatura civica e ambientalista, come quella di #RobertoMezzalama, docente del Politecnico autore dell'esposto contro le politiche (poco) ecologiche dei vertici politici locali. In alternativa potrebbero puntare su Tresso o, meno probabilmente, Lavolta, che è sostenuto dai Verdi e sta coinvolgendo i giovani di #FridaysForFuture, vicini a #GretaThunberg

Massimo

sabato 1 maggio 2021

Elezioni Torino 2021: Confermate le regole per le primarie del 12 e 13 giugno

Buon Primo Maggio a tutti. Dopo il grande annuncio dell'altro giorno (in sintesi: di fumetti ora scrivo su Icrewplay), passo al piano B, cioè al diario della campagna che porterà Torino alle Elezioni Amministrative 2021

CONFERMATE LE REGOLE PER LE PRIMARIE. TRESSO CHIEDE FLESSIBILITÀ. A SINISTRA NON SI TROVA UNA SINTESI: DOPO CURTI SPUNTA IL NOME DI TRICARICO

I vertici locali del PD respingono al mittente le accuse di Chiara Appendino sulle responsabilità in caso di vittoria della destra. Mimmo Carretta, segretario provinciale dem: "I matrimoni combinati non funzionano, noi ci muoviamo con realismo. Ci siamo messi in un viaggio a favore e non contro qualcosa, un percorso che guarda alla Torino del 2031. Siamo convinti di avere la squadra giusta per vincere al primo turno. Ma in caso di ballottaggio mi auguro che i 5 Stelle votino la forza politica più vicina". 
Intanto, il segretario nazionale Enrico Letta riconosce l'impossibilità di un'alleanza giallorossa al primo turno a Torino ma auspica un apparentamento al secondo turno in tutti i Comuni al voto.

Ieri sera la direzione metropolitana del Partito Democratico ha confermato il numero di firme richieste per le Primarie del 12 e 13 giugno: per i dem servono 7000 elettori o 540 dei 1800 iscritti del 2019: il termine per presentarsi scade domani alle 15, mentre per raccogliere le firme c'è tempo fino al 23 maggio.

Non ha partecipato alla direzione Enzo Lavolta, mentre Gianna Pentenero ha insistito per chiedere una sintesi fra i candidati di sinistra, idea su cui prima della riunione si erano confrontate le aree dem che non sostengono Lo Russo, convocate da Giangiacomo Migone e Giorgio Ardito: presenti Pentenero, Lavolta, Tresso, Marco Grimaldi per Sinistra Italiana
Non si registrano disponibilità a passi indietro, anzi emergono nuovi nomi, come l'ex assessore Roberto Tricarico e, come riportato ieri, Ilda Curti (oltre a Carlotta Salerno per i Moderati).
Secondo il Corriere della Sera, Stefano Lo Russo cerca le firme del 35% degli iscritti mentre Enzo Lavolta proverà la petizione tra gli elettori delle primarie. Secondo invece La Stampa, Lo Russo ha già la sicurezza delle firme degli iscritti, mentre a Lavolta è arrivata la proposta di candidatura dai Verdi, con cui il numero di firme necessarie scenderebbe molto. 

Per le candidature extra PD, che vanno presentate entro il 23 maggio, servono infatti 4000 firme, o l'appoggio di una forza di coalizione presente negli enti locali. 
Di qui il "caso Tresso":  eletto in Comune nel 2016 nella lista civica Insieme per Fassino, subito dopo il voto Francesco Tresso aveva cambiato il nome del gruppo in Insieme per Torino, e poco tempo fa ha aderito al progetto Capitale Torino, già tramontato. Secondo Mario Giaccone, fondatore della lista attualmente in Consiglio comunale, che ha deciso di sostenere Lo Russo, Tresso non può che candidarsi a titolo personale. Dunque, secondo un'interpretazione restrittiva del regolamento delle Primarie, deve raccogliere le firme. Tresso chiede flessibilità e intanto ipotizza le vie legali.

Intanto anche Torino Civica, lista coordinata da Mimmo Dellisanti, sosterrà Davide Betti Balducci, candidato sindaco del Partito Gay - Solidale, Ambientalista, Liberale.

Massimo

giovedì 29 aprile 2021

Dopo un lungo silenzio...

Non ho controllato, ma certamente ho battuto ogni record di assenza su queste pagine. A parziale discolpa, una bella novità: la collaborazione con il sito Icrewplay, in particolare per quanto riguarda fumetti e animazione.

Ho raccolto i primi link e l'ultimo, ma sono oltre 100 articoli, vi invito a leggerli:

Direi che, per il momento, tutto ciò che ho da dire sull'argomento fumetti lo trovate lì, idem per serie TV Marvel. Trovate infatti, tra le altre cose, sia le recensioni di tutte le testate di Dylan Dog, a ridosso dell'uscita (qualche volta anche prima) e i riferimenti ai fumetti contenuti nelle serie Marvel, man mano che entrano in scena i personaggi. What else?
Teoricamente, trovate tutto qui.

Altre due novità. Una è meramente tecnica: il solito font, benché selezionabile, non si visualizza più, quindi proviamo il Verdana...
L'altra: visto che sto curando una sorta di diario della campagna elettorale delle amministrative torinesi, proporrò anche qui i contenuti.

Massimo

lunedì 7 settembre 2020

Bojack Horseman: ne è valsa la pena

Ho affrontato il "recuperone" di Bojack Horseman, non tanto per il maggior tempo libero dovuto al Coronavirus (con due bimbe e una neonata in casa?), quanto per la convinzione che potesse valerne la pena, e in effetti è stato così. In precedenza solo per Breaking Bad mi ero cimentato nella visione di tutte le stagioni di una serie già conclusa o quasi (il cosiddetto recuperone, appunto). Nel frattempo (questo post è stato scritto ad aprile, poi rimasto lì) è successo anche con Community, sit-com davvero valida, ci tornerò (magari tra meno di cinque mesi...). 

Innanzitutto, non fatevi ingannare: anche se è un cartone, il cui protagonista è un uomo con la testa di cavallo, in un mondo in cui gli uomini convivono con animali antropomorfi, e spesso si ride di gusto, BH è una serie per adulti, di alta qualità, che affronta con toni drammatici temi come depressione, dipendenze, autolesionismo. Per un'analisi più tecnica, rimando al sommo dottor Manhattan, il cui giudizio mi ha convinto al recupero: stagioni 1-3, stagione 4 , stagione 5, stagione 6

Superate le perplessità iniziali (nelle prime puntate la serie non sembra un granché), si scopre la profondità dei personaggi e della storia (mai scontata), la continuity che non lascia cascare neanche quelle che sembrano gag fini a se stesse. Se in qualche modo ci si affeziona al cavallo egoista e tossico, o all'etica e all'apparente normalità di Diane, più facile prendere in simpatia l'assurdità di Todd e la disarmante ingenuità di Mr Peanutbutter, così come la determinazione di Princess Carolyn, tre personaggi sostanzialmente positivi, o meglio vittime delle negatività del protagonista e a lungo incapaci di scogliere alcuni nodi relazionali e avvicinarsi alla felicità.



Massimo

giovedì 5 marzo 2020

Due libri (non recentissimi) che consiglio

E con questi quattro mesi abbondanti, temo che abbiamo battuto ogni record di silenzio su queste pagine. Beh, c'era il Natale, aspettavamo Noemi, poi è nata... ("ero rimasto senza benzina [...] La tintoria non mi aveva portato il tight [...] Le cavallette! Non è stata colpa mia!"). In compenso, parlerò non di uno, ma di due libri che ho letto in questo periodo, entrambi in lista di attesa da tempo, e finiti poi nell'ebook reader che mi ha regalato l'Uma Thurman di Città Giardino (che non ha voluto dare questo bellissimo nome alla figlia, forse per evitare omonomie :-))

OPEN

Premessa: per André Agassi da giovane facevo un tifo molto acceso, poi ho smesso di seguirlo e ha iniziato a vincere l'impossibile. Nel 2011 è uscito Open, la sua (auto)biografia, scritta "con" il giornalista J. R. Moehringer: contattato dal tennista, il premio Pulitzer ha registrato centinaia di ore di conversazione e ne ha ricavato il libro, poi ha rifiutato di comparire come autore, perché quella era la storia di André.

L'infanzia è dominata dall'ossessione del padre che si riversa sul figlio più talentuoso: "Mike" Agassi, pugile fuggito dall'Iran, aveva deciso di allevare un campione di tennis, a costo di trascurare la scuola e di fargli colpire un milione di palline all'anno, lanciate dal "drago" (una macchina sparapalle modificata dal genitore), nel campo costruito nel giardino di casa. Di qui l'odio per il tennis, tenuto nascosto per decenni. 

L'adolescenza nell'Accademia di Nick Bollettieri, la ribellione come ricerca di un'identità, il professionismo, la rivalità con Sampras, la relazione infelice con Brooke Shields e il matrimonio idilliaco con Steffi Graff. Nel frattempo, Agassi arriva nell'olimpo dei più grandi: è l'unico nella storia ad aver vinto i quattro tornei dello Slam, la medaglia d'oro olimpica nel singolo, l'ATP World Championship e la Coppa Davis. La vera motivazione arriva però con la necessità di trovare finanziamenti per l'“Andre Agassi Foundation for Education” e l'apertura della "Agassi College Preparatory Academy": dopo aver capito l'errore di aver rinunciato alla scuola, il campione decide di offrire ai giovani disagiati di Las Vegas l'opportunità di un'istruzione di eccellenza.

500 pagine che scorrono e appassionano, anche se in certi punti avrebbe giovato una sforbiciata alla successione di tornei, soprattutto quando non portano a tappe fondamentali della carriera.



Fonte: stefanocorradino.com



CARI MOSTRI

Altra premessa, questa volta più lunga. Stefano Benni è il mio scrittore italiano preferito. Dotato di uno stile peculiare, capace di saltare agevolmente da un genere all'altro, spesso mescolandoli, ci ha regalato tante storie fantastiche, condite di gustoso umorismo, satira di dinamiche italiane o rappresentazioni di temi esistenziali: la vita di paese, il razzismo, l'inquinamento, l'autorità corrotta, il ruolo della televisione, la memoria, l'infanzia, la solitudine e la malattia. Per chi volesse approfondire, segnalo l'interessante tesi
"La rappresentazione umoristica della società italiana nella narrativa di Stefano Benni"di Monica Faggionato.

Cari mostri raccoglie 25 storie, dal racconto breve alla vicenda articolata in più capitoli. L'umorismo si lega all'horror, prendendo spunto dai filoni classici (ghost story, vampiri, Edgar Allan Poe), dalla favola e dalle declinazioni più moderne (cinema di genere, cyberpunk e splatter). Un Benni un po' più cupo del solito - anche aldilà dei temi e dello stile - appassionante, senza passaggi a vuoto, anche se talvolta sembra mancare il finale (forse lasciato volutamente aperto).


Massimo

lunedì 21 ottobre 2019

20 anni di Fight Club - Recensioni Fuori Tempo Massimo

Inaugurate per caso con Pulp Fiction, continuiamo le recensioni sui cult movie moderni, post che per brevità possiamo chiamare RFTM (Recensioni Fuori Tempo Massimo). Tocca a Fight Club, di cui ricorrono i 20 anni. "Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club". Ma qui siamo rocker e non seguiamo le regole. Si comincia.



Fonte: cinemablend.com

Premessa autobiografica
Non vidi Fight Club al cinema, ero e rimasi prevenuto per anni. Quando decisi di vederlo, la frequentazione "clandestina" dei gruppi di sostegno scatenò la mia perplessità e mollai la pellicola per poi recuperarla anni dopo (2004, se ricordo bene). Furono in molti a scoprire il film solo anni dopo l'uscita in sala: costato 63 milioni di dollari, ne incassò 101 al cinema, per poi diventare un cult con la pubblicazione DVD.

Nel 1999 non conoscevo neanche Chuck Palahniuk, che poi, per qualche anno entrò nell'Olimpo dei miei scrittori preferiti, a fianco del Re e di Stefano Benni. Fu la folgorante lettura di Invisible Monsters a farmi appassionare allo scrittore di Portland, portandomi a leggere Fight Club e guardarne la versione cinematografica. Comprai e lessi tutti i romanzi, fino a vedere svanire l'entusiasmo: il livello di Palahniuk - secondo me - si è assestato decisamente più in basso rispetto ai due libri che hanno fatto scoccare la scintilla.
Nel film, diretto da David Fincher e sceneggiato da Jim Uhls, si trova un elemento comune nelle opere dello scrittore: l'incapacità di relazionarsi che spinge i protagonisti a comportamenti bizzarri, per reazione o per entrare in contatto con gli altri. Chuck Palahniuk ebbe l'idea del romanzo dopo essere stato picchiato durante un campeggio: al rientro in ufficio, nessuno dei suoi colleghi gli chiese come mai avesse il viso tumefatto. Rimase "affascinato" dall'incapacità di empatizzare. Anche il lavoro del protagonista e le lamentele per l'assenza dei padri derivano dall'esperienza personale dello scrittore, così come i gruppi di sostegno (cui accompagnava i malati come volontario). A suo padre e al suo capo il libro piacque perché pensavano che parlasse dei loro padri e capi...

Film di fine secolo
Molti film della fine del XX secolo, cavalcando forse le paure millenariste, portavano in scena scenari apocalittici, sia in senso letterale (Armageddon e tutto il filone catastrofico, da Deep Impact a The Core), sia in senso "sociologico" (nello stesso anno di Fight Club, Matrix mostrò l'umanità sconfitta dalle macchine e utilizzata come batteria; qualche anno prima, lo stesso Fincher con Seven aveva rappresentato i peccati capitali in una città violenta).


TRAMA (sostanzialmente spoiler-free)
Sorvolando sul colpo di scena, che è uno degli elementi cardine del film (anticipato in vari punti), riassumerei così la storia: Jack, il narratore, è un perito senza vita sociale che combatte l'insonnia frequentando gruppi di auto aiuto per malati terminali: qui piange, si affeziona agli altri e riesce così a dormire. Va in crisi quando inizia una relazione confusa con Marla, che come lui partecipa alle riunioni senza essere malata. La sua vita cambia con l'incontro con Tyler Durden, carismatico e bizzarro venditore di sapone. Quando l'appartamento del protagonista esplode, Tyler lo ospita nella "sua" villa fatiscente e gli chiede di fare a pugni. Ne nasce un rituale che attira sempre più persone e diventa il "Fight Club", gruppo di lotta clandestina cui l'amico di Jack dà, tra un incontro e l'altro, un indottrinamento nichilista, contrario alla società, al conformismo, al consumismo e all'apparenza. I gruppi aumentano e diventano un'organizzazione paramilitare ecoterrorista che pianifica attacchi alle multinazionali: il "Progetto Mayhem" (caos) punta a distruggere il sistema economico americano. Al culmine dell'iniziativa, Jack dovrà affrontare la misteriosa sparizione di Tyler e il proprio rapporto con Marla.

I TEMI
La pellicola mostra diversi elementi in crisi: il consumismo che mostra i suoi limiti, dunque l'umanità alienata (lo stesso lavoro del protagonista calcola il valore delle vite umane in termini meramente economici), il maschio che ha smarrito il ruolo trova nella violenza l'unico modo di esprimersi; il tutto intrecciato con il tema del doppio, presente praticamente in ogni sequenza. Si parla inoltre di automiglioramento, amicizia, amore, depressione, malattia e disturbi mentali. Un mix supportato da un ottimo cast e scelte di regia non convenzionali, forse non abbastanza efficace nel prendere le distanze dagli elementi negativi che mette in scena (benché Fincher obietti che è chiaramente una satira): i comportamenti deviati, il diventare cellule anonime di un'organizzazione sostanzialmente fascista (paradossalmente una reazione a una società alienante e opprimente), il maschilismo: “Siamo una generazione di uomini cresciuti da donne, mi chiedo se un’altra donna è veramente la risposta che ci serve”, dice Tyler; inoltre l'unico personaggio femminile non è particolarmente positivo... e forse neanche un personaggio, come vedremo. Se nel romanzo Tyler Durden viene definito psicopatico e sono esplicitati i suoi limiti, nel film è carisma puro (benché con elementi ridicoli, come i vestiti firmati a dispetto delle critiche al sistema e all'apparenza).

METACINEMA
Uno dei lavori di Tyler è il proiezionista, ma per rendere l'attività più divertente, inserisce fotogrammi particolari all'interno dei film (cosa che succede anche in Fight Club prima dei titoli di coda). Allo stesso modo, in diversi momenti della pellicola Tyler compare per una frazione di secondo (prima del volo dove incontra il protagonista, lo vediamo già 4 volte, solitamente quando Jack vive una frustrazione), in un video di benvenuto in hotel o in altri modi poco evidenti. Quando Tyler spiega ai suoi adepti che non tutti possono diventare rockstar, fissa il personaggio interpretato da Jared Leto, che da poco aveva fondato i Thirty Seconds to Mars. 



Fonte: hitek.fr

CAST
Per Tyler Durden si era pensato a Russell Crowe, per Jack a Sean Penn e Matt Damon. Reese Witherspoon rifiutò di interpretare Marla (per lei il film era troppo dark), così come Sarah Michelle Gellar (impegnata con Buffy). Helena Bonham Carter la spuntò su Winona Ryder.

ANTICAPITALISMO IN SALSA ANARCO-FASCISTA 

Ricorre, sopratutto nella prima parte del film, una critica al consumismo, alla definizione della propria identità attraverso le cose possedute, delegando al marketing le proprie scelte di vita. Jack ammette la propria ossessione per i prodotti Ikea ("Quale tipo di salotto mi caratterizza come persona?") prima ancora di incontrare Tyler Durden, che spiegherà come facciamo lavori che odiamo per comprare cose che non ci servono, e che saranno poi loro a possedere noi. Si sbeffeggia l'Occidente globalizzato e massificato, con gli arredamenti standardizzati (della già citata azienda svedese), le tazze di Starbucks presenti in ogni scena del film (Fincher: "Non ho niente di personale contro Starbucks. Penso che facciano una buona cosa. Hanno solo troppo successo"). Viene mostrata un'"ideologia" confusa che, al netto delle scelte estreme, può affascinare pubblici molto diversi. "Non sei il tuo lavoro; non sei quanti soldi hai in banca; non sei la macchina che guidi; non sei il contenuto del tuo portafoglio": partendo da un anticapitalismo che potremmo definire di sinistra (benché storicamente sia stato condiviso almeno in parte anche da assolutismi di destra), i personaggi fondano un movimento terroristico anarco-fascista. E prima ancora di questa deriva, al capitalismo e all'apparenza viene contrapposta una versione un po' estrema di "valori americani" come forza e coraggio.

I membri del Fight club finiscono per ripetere l'errore iniziale, e affidano il senso della loro vita a Tyler Durden: il film in qualche modo mette in guardia anche dalle ideologie estreme cui molti aderiscono senza giudizio, confidandovi ciecamente e addossando tutti i problemi al capro espiatorio scelto dal leader.  


Se non viviamo la vita che vorremmo, non le diamo un significato autentico e fingiamo che la morte non ci sia, la parte della nostra mente che se ne accorge può reagire in diversi modi: con insonnia ("non sei mai realmente addormentato e non sei mai realmente sveglio", non sei né vivo né morto), nevrosi... e personalità multiple.

PROIEZIONI (spoiler alert)
Esistono siti dedicati esclusivamente al protagonista di Fight Club, come  jackdurden.com, che espone una teoria interessante, parzialmente confermata da Palahniuk: Marla è una proiezione di "Jack", è già presente a inizio film, è sostituita "in volo" da un'altra identità (quest'immagine sembra rappresentare la transizione), prende il controllo del protagonista nella scena della lavanderia e nell'epilogo viene scelta definitivamente. Per chi non avesse ancora visto il film, diciamo che non sarebbe l'unico caso: lei e "quell'altro" - la migliore versione di Jack, la mascolinità e la ribellione a ciò che il protagonista odia senza riuscire a rinunciarci - sarebbero la rappresentazione di due aspetti del protagonista; spesso nel film li vediamo accomunati nell'abbigliamento, nelle azioni e nelle espressioni, nel non essere visti né riflessi negli specchi se non dal punto di vista di Jack. La presenza di Marla ai gruppi di sostegno fa tornare l'insonnia a Jack: "Her lie reflected my lie [...] And suddenly, I felt nothing. I couldn't cry. So, once again, I could not sleep" (La sua bugia rifletteva la mia. E all'improvviso, non sentivo niente. Non potevo piangere. E, di nuovo, non potevo dormire). 
Diverse "proiezioni" nel corso del film vengono tradite ed eliminate, da Jack o da un'altra identità che non vuole concorrenti, finché rimane solo Marla, dunque la rinuncia alla "mascolinità": gli attributi maschili fanno parte di una paura ricorrente del protagonista, mentre uno dei temi del film è, come abbiamo visto, il declino della figura maschile in Occidente (rappresentata da Bob, probabile altra proiezione, forse "creatrice" delle altre).

La villa fatiscente rappresenta, probabilmente, il crollo mentale di Jack, in particolare quando vi soggiornano anche Marla e Bob (nonché il progetto Mayhem), le diverse personalità che non riesce più ad alternare e tenere separate.

CINEMA E PSICOLOGIA
Già nella scena dei titoli di testa (tra le migliori di sempre), viene suggerito che buona parte della storia riguarda la mente del protagonista. Il suo percorso si offre anche ad analisi psicologiche ben più approfondite, come quella di humantrainer.com che provo a sintetizzare saltando le parti "spoiler": vediamo il disagio dell'uomo moderno, incastrato in un mondo che lo aliena e reprime i suoi istinti, impedendo all'aggressività e in generale alla pulsione di morte di sublimare. La repressione costringe il protagonista a spostare la carica libidica aggressiva sull'acquisto di mobili e vestiti e sui meccanismi che regolano il sonno. L'insonnia può essere causata dal perdurare della rabbia nella sua psiche che impedisce il riposo e il sogno, meccanismi inconsci per soddisfare le pulsioni inaccettabili per l'Io. Jack esprime il suo rancore verso il padre (distante e anaffettivo) e verso altre figure da cui si sente sottomesso, fino a programmare la distruzione dell'ordine costituito.

Fonte: ilpost.it

IL FINALE (ovviamente c'è un po' di spoiler)
L'epilogo (diverso dal romanzo) rispetta lo stile dell'opera, sopra le righe e affascinante: il "colpo di scena" viene drasticamente rimosso, sulle note di "Where is my mind" (ho poi scoperto che non ci sono altre canzoni dei Pixies che mi piacciano...), il protagonista rivela a Marla le proprie difficoltà, e insieme i due guardano la spettacolare riuscita del progetto Mayhem (probabilmente un paio di anni dopo non sarebbe stato rappresentato così in un film).

Massimo

giovedì 10 ottobre 2019

Pulp Fiction - 25 anni dopo


Con l'uscita di C'era una volta a Hollywood mi è ovviamente tornata voglia di rivedere Pulp Fiction (dopo un sacco di tempo, nonostante sia nella mia personale Top 3). Qualche sera fa sono andato su Netflix ed era lì che mi puntava... come dirgli di no? So che per stare sul pezzo avrei dovrei parlare il mese scorso dell'ultima opera di Quentin Tarantino, o adesso di Joker ed El Camino, ma in questo momento mi preme di più tornare sul capolavoro di Tarantino, una vetta che - secondo me e in base ai miei gusti - non raggiungerà più.


 Fonte: sbs.com

Infarcito di musica fine anni 50/60/inizio 70 e di citazioni cinematografiche, la pellicola era divenuta immediatamente un cult e un'icona degli anni 90. È passato un quarto di secolo: secondo me Pulp Fiction è invecchiato benissimo e non è un fatto così scontato. A proposito di invecchiare: la musa di Quentin è rimasta bellissima, ma a 23 anni Uma Thurman era fuori scala.
anche mia moglie mi ha catturato a 23 anni... le coincidenze non esistono, come dice Dylan Dog :-)

Fonte: dsautomobiles.it

AMORE PER IL CINEMA
Uno degli elementi cardine dell'arte di Tarantino è il legame affettivo con la settima arte. Mescolando classicismo e innovazione, Pulp Fiction cita senza sosta cinema "alto" e "basso". Ricorrono generi e autori amati dal regista di Knoxville, a partire dal suo preferito, Sergio Leone, con gli stalli alla messicana e l'alternarsi dei primi piani presi dagli spaghetti western. La celeberrima scena del twist richiama il ballo di Otto e Mezzo di Fellini ma è ispirata a una scena di Bande à part di Jean-Luc Godard (in Italia distribuito come "Svelato meccanico"). La mossa delle dita a V passate sopra gli occhi è invece un riferimento pop "extra-cinema": è la Batusi, il ballo eseguito da Batman nella serie televisiva degli anni 60 (esordio nella prima puntata, replica - su riarrangiamento della sigla - nell'episodio 28).

Fonte: peru21.pe


I PERSONAGGI
Il film sprizzava coolness da tutti i pori, grazie soprattutto ai personaggi. Eppure quasi tutti quelli principali "rischiarono" di essere interpretati da attori differenti:
- per Mia Wallace era quasi stata scelta Jennifer Aniston (prima di diventare famosa  come Rachel di Friends: Pulp Fiction è stato girato nell'autunno 1993, mentre il telefilm andò in onda per la prima volta nel settembre 1994). La parte non andò a Julia Roberts per divergenze sul compenso. Inizialmente Uma Thruman aveva rifiutato il ruolo: Quentin Tarantino, disperato, la convinse leggendole l'intero copione al telefono.
- Vincent Vega doveva essere affidato a Michael Madsen (già nelle Iene e poi in Kill Bill), che poi rifiutò per recitare in Wyatt Earp: si propose Daniel Day-Lewis, ma la parte fu data a John Travolta.
- Jules Winnfield fu scritto pensando a Samuel L. Jackson, ma Paul Calderón fece un grandissimo provino. L'attore ispanico, essendo amico di Jackson, chiese di fargli avere una nuova audizione: alla fine il futuro Nick Fury dell'MCU ottenne la parte e a Calderón fu invece affidato il ruolo di Paul (English Bob, il barista di Wallace)
- per il pugile Butch, prima di Bruce Willis venne preso in considerazione Silvester Stallone.



MACGUFFIN
Ci si è interrogati a lungo sul contenuto della valigetta di Marcellus Wallace che devono recuperare Jules e Vincent: l'unica cosa certa è che si tratta di un MacGuffin e che il contenuto è indefinito (Tarantino nel 2003 affermò: “È qualunque cosa lo spettatore voglia che sia"). 
Il MacGuffin è un espediente narrativo, un pretesto che muove la trama, fondamentale per i personaggi, ma senza un vero significato per lo spettatore. Lo è per antonomasia la busta con i 40.000 dollari in Psycho (la fuga della donna nasce da lì, ma poi l'oggetto esce di scena e la storia prende una piega indipendente): fu lo stesso Hitchcock a coniare il termine insieme al suo sceneggiatore. Spesso non viene mostrato o, come in Pulp Fiction, lo spettatore non viene a sapere in che cosa consista il MacGuffin: talvolta non lo sanno nemmeno sceneggiatore e regista. 

 La valigetta luminosa - Fonte: snopes.com



DIALOGHI INFINITI E RACCONTO DESTRUTTURATO
Mi soffermo su due cifre stilistiche del primo cinema di Tarantino che negli anni si sono decisamente affievolite. Innanzitutto i lunghissimi e brillanti dialoghi, infarciti di filosofia spicciola e cultura pop, spesso poco funzionali alla trama ma in grado di calare lo spettatore nel mondo della storia e di umanizzare i personaggi, riducendo la distanza da quelli "estremi": se, come noi, i personaggi parlano di cose ordinarie e dei film che hanno visto, li sentiamo più "vicini" e siamo più portati a "credere" che facciano parte del nostro mondo anziché di uno fittizio. 

 La fabula di Pulp Fiction - Fonte: visual.ly


Elemento più tecnico è la narrazione destrutturata, ottenuta non solo tramite il montaggio non lineare ma già in fase di scrittura: questa sceneggiatura valse a Tarantino il primo Oscar (il bis arriverà 18 anni dopo con Django Unchained). L'ordine cronologico viene annullato, si va ben oltre l'uso dei flash-back, l'intreccio si fa beffe della fabula: l'ultima scena in ordine cronologico è la fuga di Butch e Fabienne sul chopper (il cui rombo si sente in apertura di film, tra la definizione di Pulp e il pre-rapina), mentre la pellicola si chiude com'era cominciata, con la rapina di Zucchino e Coniglietta, mostrando in azione personaggi già uccisi e l'ultima "esecuzione" del brano di Ezechiele 25,17 (in realtà è un discorso preso da un B-movie di arti marziali del 1976, Karate Kiba, che al fondo riprende il versetto biblico) da parte di Jules, che ne dà una nuova interpretazione. 
Segnalo una sintesi di 5 minuti con le scene in ordine cronologico, utile per un breve ripasso del film, nonché le interessanti analisi tecniche di Giuseppe Gangi e di Maurizio Pessione.



Massimo
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