sabato 27 aprile 2013

Appunti democratici

Dopo le pagine grigie per il PD, qualche spiraglio di speranza nasce dal modo in cui Enrico Letta, Presidente del Consiglio incaricato, sta conducendo i colloqui con le forze politiche, in particolare dal confronto con il M5S, trasmesso in streaming (e diffuso in televesione, ad esempio su Rainews24). 
La musica è cambiata rispetto al colloquio tenuto da Bersani, di cui si ricordano "i pesci in faccia" presi dall'ex segretario, anche se a mio avviso era emersa più che altro l'arroganza della capogruppo M5S: "Parlare con le parti sociali? Noi SIAMO le parti sociali" (dalla stessa di autrice di "Il fascismo all'inizio era una buona cosa" e "Ma dove sta scritto che il Presidente della Repubblica deve avere almeno 50 anni?" - da nessuna parte, tranne l'articolo 84 della Costituzione). 
Naturalmente ieri la situazione era diversa: 
  • il PD non cercava più di tenersi buono il M5S auspicando un appoggio diretto o indiretto in vista della fiducia a un governo Bersani (prima c'era indisponibilità totale della controparte, poi non è stata accettata l'interessantissima "offerta Rodotà" - sull'assurdità dell'atteggiamento PD mi sono già espresso l'altro giorno): Letta ha avuto la possibilità di rispondere a tono, contrastando con i fatti sia la polemica sterile sia il continuo riempirsi la bocca, a sproposito, con la democrazia (es. primarie reali, popolari, vs primarie on-line, con numeri poco significativi)
  • alla Lombardi e alle sue uscite inopportune è stato dato, mi pare, meno spazio
  • (azzardo) ultimamente i sondaggi sono un po' meno confortanti per il Movimento; forse, nel dubbio che la linea durea e pura non stia pagando in termini di consenso, il M5S cerca di mostrare un atteggiamento leggermente più collaborativo (a parte le solite sparate di Grillo - vd punto successivo) 
  • mantenendo la questione sui contenuti, il confronto era impari, come ha fatto notare Beppe Severgnini a "Otto e mezzo" (mentre sul Corriere gli strali erano per i Parlamentari), guadagnandosi insulti indegni, gratuiti e anonimi (firmati "Robespierre") sul blog di Beppe Grillo. Un'altra dimostrazione di raffinatezza politica. Quando mancano i contenuti, si ricorre all'insulto, possibilmente scatologico, così il popolino ride e acclama. Tra l'altro, Robespierre probabilmente non ha letto l'articolo sul Corriere. Il bravissimo Severgnini (avercene, nei giornali e nei partiti), viene inoltre accusato di essere "abilissimo a salire nel carro dei vincitori". Ora, mi pare che non abbia mai difeso nè Berlusconi, nè Grillo. Mi sembra che simpatizzi per il centrosinistra, senza toni da tifoso (è garbato anche nel tifare Inter, sebbene in modo più manifesto e meno neutrale). Il vincitore (e proprietario del carro) sarebbe il PD o il centrosinistra? Mah...


 


Sempre a proposito di PD. Sembra che, nonostante tutto, eserciti ancora un certo fascino, probabilmente infonde sicurezza. Qualche mese fa è iniziato un tesseramento "di massa" nel PD da parte di iscritti UIL, in particolare nella zona sud-ovest della Città. Un caso è particolarmente significativo per il nostro territorio. Vi ricordate di Nicola Pomponio, il consigliere della Circoscrizione 2 passato dal gruppo PD a Italia dei Valori, partito nel quale venne poi eletto in Provincia nel 2009? In Circoscrizione, insieme a buona parte del suo nuovo gruppo, aveva - come dire - ostacolato la maggioranza di centrosinistra, pur rimanendo in giunta (che a fine mandato era quasi un monocolore PD). Il dissenso era causato - secondo la Stampa - da divergenze con la politica del presidente Stara. Nel frattempo sono successe tante cose, tra cui la progressiva dissoluzione di Italia dei Valori (divisioni interne, errori del leader Di Pietro, calo di consensi e fuga di voti verso M5S, fino alla fusione nel progetto poco fortunato di "Rivoluzione Civile"). Da qualche tempo il mio amico Nicola è tornato nel Partito Democratico, mossa che avrebbe disturbato gli equilibri elettorali del territorio, stando allo Spiffero, che il 31 gennaio precisava:


"Nicola Pomponio, il quale proprio su indicazione del ramo bancario della Uil è pronto da giorni ad aderire al gruppo democratico di Palazzo Cisterna. «Non sarò da solo a spostarmi» aveva annunciato in tempi non sospetti allo Spiffero. Nei giorni scorsi si è recato dal presidente del Consiglio provinciale Sergio Bisacca assieme a Lavolta per formalizzare il passaggio alla formazione democrat, ma proprio mentre stava per inviare l’annuncio ufficiale sarebbe stato stoppato dalla segretaria Paola Bragantini, preoccupata di un trasferimento che potrebbe scompaginare gli equilibri nella II Circoscrizione, dove Pomponio è stato coordinatore di commissione, ma che rappresenta anche il fortino elettorale di Stara, sodale politico e compagno di vita della futura deputata. E in questo scenario si inserisce anche la querelle sul tesseramento: secondo le regole attuali scade oggi, 31 gennaio, ma al Nazareno si sta studiando la possibilità di procrastinarlo per un altro mese: deroga che la segretaria vorrebbe evitare"



Massimo

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