venerdì 18 gennaio 2008

Bin Laden è morto? E il giornalismo?

Arrivare sulla notizia 2 settimane prima di Giulietto Chiesa è davvero un'enorme soddisfazione, soprattutto quando lo stesso Chiesa sottolinea come sia stata "bucata" da giornali e televisioni. Come scritto nel post del 30 dicembre, 2 mesi fa Benazir Bhutto dichiarò che Bin Laden era morto, dandolo quasi per scontato e forse lasciando intendere che il silenzio mediatico su questa notizia eclatante fosse voluto e strumentale, per poter proseguire gli interventi militari in corso.

Il video segnalato nello scorso post, riprende una trasmissione di Al Jazeera (edizione inglese). Intervistata da
David Frost, a proposito di chi era intenzionato a ucciderla, la Bhutto dichiarò: "One of them is a very key figure in security, a former military officer in Pakistan[...] he also had dealings with Omar Sheikh [Ahmad Omar Saeed Sheikh], the man who murdered Osama bin Laden." Uno di loro è una figura chiave per la sicurezza, un ex ufficiale militare pakistano [...] ha avuto anche rapporti con Omar Sheikh, l'uomo che ha ucciso Bin Laden.
Al che Frost rimase impassibile e proseguì l'intervista.

La "bomba" è talmente grande che uno, dopo aver visto il filmato, inizia a pensare: avrò capito male (e così quelli che hanno inserito, postato e sottotitolato il video)... Forse è stato Omar Sheikh a essere ucciso da Bin Laden? Ma la frase non starebbe in piedi, e la Bhutto ha scandito bene: non c'è la possibilità che un verbo ausiliare (per formare un passivo) o un "by" si siano "persi".
L'assassino sarebbe Omar Sheikh, ex collaboratore dei servizi segreti pakistani, l'uomo che consegnò a Mohammed Atta 100 mila dollari poco prima dell'11 settembre.

I grandi media per oltre due mesi non ne hanno parlato, nemmeno per commentare la dichiarazione o discuterne la credibilità, come ha sottolineato Giulietto Chiesa sul sito megachip e su La Stampa.



La BBC, che ha accordi con l'edizione inglese di Al Jazeera per la condivisione di contenuti, ha diffuso una versione in cui la frase su Bin Laden non compare.
Il confronto tra video di Al Jazeera, dove la frase sulla morte di Bin Laden è tra i 6' 10" e il 6' 14", e questo filmato del sito BBC world news distribuito da terzi su youtube, evidenzia un "salto" intorno a 2' 16", proprio sulla rivelazione della morte di Bin Laden e del nome dell'assassino. Sebbene la fonte di questa versione non sia è certa, e dunque il "taglio" potrebbe essere stato appunto "posticcio", a fare chiarezza c'è la netta dichiarazione della BBC, che sul sito sito BBC world news spiega come ci sia stato un colpevole errore nel non riferire la notizia, e che tuttavia la Bhutto si era probabilmente sbagliata. Come promesso in chiusura di comunicato, il 9 gennaio è stato ha ripristinata la versione integrale, dove compare la "frase incriminata".
E' da prendere in considerazione la possibilità del lapsus. L'autore però era una persona molto importante, preparata, l'argomento era scottante, il nome coinvolto uno dei più "scottanti". Qualche fonte sostiene che la Bhutto abbia detto "Osama Bin Laden", di cui aveva parlato poco prima, con David Pearl, giornalista americano che in effetti è stato assassinato da
Omar Sheikh. Un po' ardita quindi l'ipotesi di una "confusione" tra una vittima innocente, con nome occidentale, e l'"uomo nero", dalle generalità palesemente arabe. E comunque, valeva probabilmente la pena chiedere una rettifica, o discutere l'ipotesi che la dichiarazione fosse fondata.

Forse Bin Laden è morto: cinque anni di guerra basata su questo spauracchio, poi forse qualcuno lo uccide, e nessuno si premura di dirlo? Non era il principe del terrorismo? La ragione per cui l'Occidente continua a bombardare civili e sacrificare soldati in Medio Oriente? Anche se, incredibilmente, sul sito dell'FBI risulta ricercato ma non per l'11 settembre...

E a questo punto, il giornalismo che cosa fa? Informa, o nasconde le notizie scomode? Serve ancora? Può permettersi di farsi surclassare dai blog di controinformazione anche sulle notizie di portata globale?


Massimo

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