venerdì 28 novembre 2014

Riforma delle Circoscrizioni: da 10 a 6+1

La Stampa riporta una nuova ipotesi di riforma delle Circoscrizioni di Torino. In sintesi, da 10 passeranno a 6, con maggiori competenze. A queste si aggiungerà la ZUCS, Zona urbana centrale storica, un'entità a sè gestita direttamente dal Comune. La riforma dovrebbe essere varata entro fine anno, con una sperimentazione su alcune funzioni decentrate già nel 2015 e l'entrata in vigore con le elezioni comunali del 2016.

In linea di principio sono contrario a questa riforma, perchè l'ampliamento dei territori renderà molto difficile la vicinanza tra cittadino e Circoscrizione. Ma se davvero, come annuncia il Comune, ci saranno più competenze (e risorse adeguate), potrebbe essere un miglioramento vista la situazione attuale, che "integra" la storica carenza di funzioni assegnate alle Circoscrizioni con una riduzione tale delle risorse da rendere sproporzionati i (contenuti) costi della politica.

Lo stato attuale rende perciò necessario un profondo cambiamento e forse - piuttosto che continuare così - meglio una riforma che, pur riducendo il numero di Circoscrizioni, dia loro maggiori risorse e competenze. 


LA NUOVA DIVISIONE
Delle 6 nuove Circoscrizioni, una andrà da San Salvario fino ai confini di Mirafiori Nord e comprenderà il territorio tra il Po e la collina, fino a San Mauro. La seconda, a Nord Est, avrà come confini il Po, corso San Maurizio, corso Regina Margherita e via Cigna. La terza, a Nord Ovest, sarà compresa fra via Cigna, corso Regina Margherita, seguirà il percorso della Dora e taglierà in due la Pellerina e imboccherà la strada omonima. La quarta, a sud di corso Regina, sarà delimitata da corso Principe Oddone, corso Francia, corso Monte Cucco, corso Peschiera, corso Trapani, corso Rosselli e via Tirreno (a est del Parco Ruffini). La quinta, a nord di corso Rosselli, si estenderà fino in centro: Porta Nuova, corso Vittorio, corso Inghilterra, corso Francia. Infine a sud saranno sostanzialmente unite le attuali Circoscrizioni 2 e 10: corso Rosselli/asse della ferrovia Torino-Modane, corso Unione Sovietica, via Onorato Vigliani.

Il centro sarà gestito in modo diverso, visto che ha caratteristiche diverse dagli altri territori: comprende tutte le piazze auliche, la maggior parte dei musei e dei centri d’interesse, vocazione turistica, ma, ad esempio, nessun impianto sportivi. La ZUCS non sarà dunque una Circoscrizione vera e propria, con presidente e consiglieri eletti dai cittadini, ma sarà gestita direttamente dal Comune.

Fonte: lastampa.it

Sempre stando a La Stampa, sembra che in Comune siano vicini all'accordo. Il tema è sempre stato seguito da vicino da Guido Alunno, vice capogruppo del Pd ed ex presidente della Circoscrizione 4: «Abbiamo concordato sulla necessità di chiudere questo percorso in tempi rapidi". L'assessore al decentramento, Gianguido Passoni, lunedì ha presentato la bozza alla maggioranza. La sua proposta di ridurre a 6 i territori è già stata condivisa dalla commissione speciale presieduta da Laura Onofri (PD): "È un’ipotesi che consente di semplificare il quadro amministrativo. Nel disegnare i nuovi confini si è dovuto tenere conto di alcuni fattori, ad esempio i confini delle Asl, ma questa soluzione, che considera le peculiarità del centro, è funzionale». 


LE COMPETENZE
L'intenzione dell'amministrazione cittadina sembra quella di approfittare dell'ampliamento delle competenze decentrate per togliere al Consiglio comunale alcune incombenze che lo "zavorrano". La nuova giunta avrà un presidente e quattro «assessori» locali, come nella riforma proposta da Marta Levi nello scorso mandato e bloccata sia dalla mancanza di un accordo sia dall'ipotesi di soppressione delle Circoscrione da parte del governo Monti.
Per mantenere la partecipazione dei cittadini, probabilmente si punterà sul modello del bilancio deliberativo, già sperimentato nella Circoscrizione 7 dove viene condivisa con i cittadini la scelta sull'utilizzo di 500.000 euro. Altra ipotesi, l'istituzione di rappresentanze a livello di quartiere, organismi consultivi, invitati permanenti alle riunioni della giunta di circoscrizione.


AUMENTANDO LA DIMENSIONE, NON SI DECENTRA

Come già scritto in passato, ritengo che il senso del decentramento tramite le Circoscrizioni sia legato alla loro dimensione. Proprio perchè devono sopperire alla "distanza" tra il cittadino e un grande Comune, la loro estensione deve consentire al cittadino una prossimità logistica e "percepita" (in termini di disponibilità e ascolto). Inoltre, è bene che i consiglieri possano avere una conoscenza approfondita e una presenza costante su tutta la zona che amministrano: superata una certa dimensione di territorio, oltretutto con una retribuzione che non consente un impegno a tempo pieno, diventa complicato. 

Nei due mandati da consigliere mi è sembrato che ci fossero le condizioni per quei due "requisiti", ma va detto che la Circoscrizione 2, a fronte di una popolazione superiore alla media, 102.000 abitanti contro 90.000, ha una superficie decisamente inferiore, 7.327 metri quadri contro 13.000 di media e alcuni casi, a nord e est, di estensioni molto maggiori (vd. Circoscrizioni di Torino). In sostanza, mi sembra che le Circoscrizioni con l'attuale divisione siano sostenibili, ma già abbastanza grandi e popolate. 
Passare a 4-5 Circoscrizioni, come proponeva la "Riforma Levi", avrebbe impedito il contatto e la conoscenza: le "Municipalità", grandi come un quarto/quinto di Torino, avrebbero avuto 200/250.000 abitanti, diventando i centri abitati più popolosi del Nord Italia dopo Torino, Genova, Milano e Bologna, superando gli altri capoluoghi di Regione (Aosta, Trento) e "giocandosela" con Venezia, Trieste e le altre grandi città, Verona e Padova. 
L'ipotesi emersa in questi giorni è meno drastica, ma rimane comunque un peggioramento notevole rispetto all'attuale decentramento. Le 6 Circoscrizioni avrebbero in media quasi 140.000 abitanti e 20.000 metri quadrati di estensione, con una situazione molto eterogenea: un territorio enorme (est), due molto grandi (nord), uno "medio" (sud-ovest) e due piccoli (ovest). In alcuni casi è difficile pensare che gli abitanti possano sentire come "prossima" la Circoscrizione e che i consiglieri riescano a conoscere bene e a frequentare spesso tutto il territorio.




Massimo

2 commenti:

Federico Tomassetti ha detto...

Cosa ne dici? Ha senso?

Massimo Sola ha detto...

In realtà ho iniziato a scrivere ma era tardi e ho lasciato i link come punto di partenza per sviluppare il post.

Anticipo quel che volevo scrivere di mio, aldilà delle informazioni ricavate dalla Stampa: in sintesi, sono contrario in linea di principio, perchè renderà molto difficile la vicinanza tra cittadino e Circoscrizione. Ma se davvero ci saranno più competenze (e risorse adeguate), potrebbe essere un miglioramento vista la situazione attuale: poche funzioni e risorse così striminzite da rendere sproporzionati i costi della politica, seppur contenuti.

Nel post andrò un po' più nel dettaglio...

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