venerdì 22 novembre 2013

Riapre il negozio della Centrale del Latte: e il distributore? (Anche)

Ringrazio il buon Diego che, dalla Francia, oltre ad essere un fedele lettore è uno dei pochissimi ad alzare la polvere dalla sezione dei commenti. Vi ricordo che limitarsi alla lodevole attività di leggere i post, o esagerare e oltre a leggere i post lasciare anche un commento (per dire la propria, anche se è una critica), costa uguale. Cioè niente.

Rimando almeno ancora di un giorno l'annunciato post su "X-Men - Giorni di un futuro passato" (poco atteso da chi non è "marvel zombie", ma magari di interesse per l'amico francioso). Successivamente, non appena l'avrò visto, scatterà  la recensione di "Thor - The Dark World" (uscito mercoledì) e a quel punto vi chiederò insistentemente un piccolo aiuto, anche se si tratterà di una missione impossibile.

"Questa non è missione difficile, è missione impossibile. 
Difficile è una passeggiata per lei"


Veniamo alle faccende di quartiere. Ha riaperto il negozio della Centrale del Latte, in via Filadelfia 212 (di fianco alla Centrale stessa, al civico 220). Su questo blog non si fa pubblicità, ma si segnalano cose ritenute utili o interessanti. Per questo la notizia sarebbe molto più rilevante se - dopo 10 mesi di chiusura - con il negozio avesse riaperto il distributore di latte fresco, utile per gli acquisti fuori orario. Ma della macchinetta non c'è traccia (indagherò). 
EDIT 04/12: il distributore c'è, collocato in posizione diversa e incassata rispetto a prima. 
 


Fonte: co-raggio.org


Per chi ha bisogno di comprare "fuori orario" latte fresco (confezionato) o altri generi alimentari, segnalo il bar della cooperativa sociale Raggio (presso i locali della parrocchia Santissimo Nome di Maria, via Guido Reni 96/140), che resta aperto fino a mezzanotte ed è una bella realtà del nostro territorio.

Ci sarebbe anche il meno "equo" City Store Essere Benessere di Piazza Santa Rita, aperto h24 come il Jet Market di Apu Nahasapeemapetilon e dotato anche di parafarmaci. Preciso che non sono favorevole alle aperture domenicali dei negozi, e in generale agli orari di lavoro che impediscano un regolare riposo settimanale (possibilmente in contemporanea con i propri cari), a meno che non ci siano valide ragioni legate al servizio che si presta (ad esempio ospedali e trasporti). La questione è comunque complessa, ad esempio quelli che lavorano la domenica nei centri commerciali di solito lavorano solo in quel giorno.


Massimo

2 commenti:

Diego DID Cirio ha detto...

Ed il francioso commenta.

Anche da questa parte delle lpi il lavoro la domenica è un tema caldo. Tutt'altro che chiaramente risolto per legge: la catena di profumerie Sephora degli Champs Élysée si è vista condannata alla chiusura domenicale e alle 20 di sera, mentre la neo-riaperta Marriaunnaud, a qualche 100 di metri, lei può aprire fino alle 23...
Casino uguale per il fai da te, con Bricorama condannata, che denuncia i concorrenti Leroy Merlin e Castorama, che si fanno condannare dal tribunale, che decidono di aprire comunque in attesa del verdetto di appello (quindi fuori legge), che aiutano i dipendenti ad organizzarsi per far casino in piazza e danvanti a Matignon (primo ministro), che commuovono l'opininoe pubblica ed i giudici d'appello, fino ad ottenere il permesso di aprire la domenica; ah, già, il permesso vale per gli ultimi due e la prima ce l'ha comunque nel "serapapié".

Uff, non costerà niente lasciare un commento, ma se non riesco a preparare le trasmissioni di stasera t'ammazzo prima dell'uscita degli X-men.

Massimo Sola ha detto...

Onore al francioso, che commenta sprezzante del pericolo. Ma scusa, l'azienda aiuta i dipendenti a manifestare per poter lavorare di domenica? Ci tengono? Perchè l'alternativa è stare a casa o essere pagati di meno?

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