venerdì 10 giugno 2011

La chitarra di Google e il referendum

I miei 25 affezionati si chiederanno quale sia il nesso tra la chitarra di Google e il referendum.
Potremmo anche dire che non c'era, fino a due minuti fa. Mala tempora currunt, e quindi per battere la disinformazione di Stato il vostro affezionato blogger di quartiere si è industriato con un po' di bieco marketing 2.0.
Non si tratta comunque di inganni o promesse mendaci: a chi avrà la pazienza di leggere fino in fondo e promett
e di andare a votare entro le 10 di domenica mattina, darò in effetti un omaggio legato alla chitarra interattiva che ieri spopolava nell'home page del motore di ricerca per antonomasia.



REFERENDUM
Il dibattito organizzato ieri sera al "Santissimo Nome di Maria" è stato interessante, anche se con poco pubblico (complice forse l'ultima puntata di Annozero sulla Rai).

Vi invito con trasporto a:

  1. votare al referendum
  2. presentarvi alle urne entro le 10, in modo da contribuire a far salire la percentuale di votanti che sarà comunicata dai TG dell'ora di pranzo
  3. mettere 4 "SI" sulle schede che vi saranno consegnate
  4. convincere a fare altrettanto un vostro parente/amico/vicino/collega perplesso

Se volete saperne di più, vi rimando a una spiegazione dei 4 quesiti e delle consueguenze del voto, a una sintesi delle motivazioni del si per i due quesiti sull'acqua, per quello sul nucleare, e sul legittimo impedimento. Qui un ulteriore approfondimento.



CHITARRA DI GOOGLE

Veniamo, come promesso, alla chitarra di Google. Ieri era il 96mo anniversario della nascita di Les Paul (
Lester William Polfus), creatore della famosissima chitarra elettrica Gibson Les Paul. Per festeggiare, Google ha sostituito il logo della sua home page con una chitarra interattiva, le cui corde potevano essere suonate tramite tastiera o passandoci sopra con il cursore del mouse. E' stato un successone, ma oggi l'home page di google è tornata normale. Per chi se l'è perso, o per cui rivuole la chitarra, c'è questo link.

E ORA, OGNI PROMESSA È DEBITO. VOTATE, VOTATE, VOTATE!




Massimo

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