lunedì 16 novembre 2009

In-justice for all...

La repubblica delle banane sta mettendo in scena tutta la sua assurdità. Diciannovesima legge ad personam in 15 anni, per salvare il lato B di Mister B, si mandano all'aria migliaia di processi già iniziati, e si dà ai facoltosi che si possono permettere avvocati "abili" la possibilità di farla franca, semplicemente facendo passare i pochi mesi che passano dall'inizio del processo alla scadenza prevista dall'orribile mostro presentato come "Processo Breve". Contro l'ennesimo abuso nei confronti della legge e della giustizia è stata organizzata una giornata di protesta, il "No-B day" che si terrà il 5 dicembre a Roma.


"No B day", già 250mila adesioni in piazza la protesta nata sul web




Si accorgono della mostruosità persino nel PDL, financo Schifani. Invito il PD a fare opposizione ferma. E non oscenità come nel caso dello scudo fiscale. Nonostante alcune voci inquietanti che circolavano, Bersani ha ribadito il secco "no" al testo di legge proposto. Anche sul sito del partito la posizione è chiara: "No al processo breve".

Riporto l'appello di Roberto Saviano. Anche se il Sindacato Autonomo di Polizia precisa che non è un eroe, "al contrario dei poliziotti che stanno tutti i giorni in prima linea sul campo", lo cito come voce autorevole. E' uno dei pochi italiani a mettere a rischio la propria vita per dire la verità e far conoscere uno dei grandi problemi del Paese, è una delle poche voci della coscienza collettiva, una figura positiva nel panorama un po' triste dei VIP italici.


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO





Massimo

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