venerdì 12 dicembre 2008

Giustizia è (quasi) fatta

Il ministero dello Sviluppo economico ieri ha comunicato di aver consegnato ai rappresentanti della società "Centro Europa 7" il provvedimento che consente all'emittente "Europa 7" l'uso del canale 8 VHF per l'attività di radiodiffusione televisiva nazionale, da utilizzare in tecnologia analogica e/o digitale, secondo la tecnica della SFN (Single Frequency Network) e nel rispetto di una serie di condizioni già previste per gli attuali concessionari nazionali. Europa 7 dovrà attivare gli impianti a partire dal 01/07/2009 e non oltre il 30/07/2011. "Si e' finalmente posta la parola fine su una vicenda che, tra accuse e polemiche, si trascinava da quasi dieci anni", si legge nella nota del ministero.
Peccato che ad Europa 7 non sia stata data le frequenza di Rete 4, bensì una eccedente della Rai. La vicenda "tra accuse e polemiche" dura dal 1999, quando Europa 7 vinse la gara per una concessione nazionale. Nonostante questo fatto che in un Paese normale sarebbe sufficiente, e nonostante le sentenze a favore di Europa 7 e contrarie a Rete 4, e la conseguente multa che paghiamo ogni giorno per il mancato oscuramento del canale Mediaset, solo oggi il diritto negato viene parzialmente concesso.
Rete 4 continua da anni il suo abuso, appoggiata da interventi legislativi ad hoc, indifferenti alle sentenze della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato, e a numerose risoluzioni e sentenze dell'Unione Europea.



Come segnalato in precedenza, lo scorso 30 aprile scadeva l'ultimatum della Ue, perciò, dal primo maggio di quest'anno paghiamo la multa e gli arretrati (dal 01/01/2006 al 30/04/2008). 300 mila euro al giorno, soldi dei contribuenti, per l'"informazione" e l'intrattenimento di Rete 4.
Questa la successione dei fatti:



  • 28 luglio 1999: Europa 7 ottiene dallo Stato Italiano la concessione per una rete nazionale, ma il Governo D’Alema non le assegna le frequenze per iniziare a trasmettere. Alla stessa data Retequattro non ottiene la concessione. Il successivo governo (Amato) ignora la vicenda, permettendo in questo modo a Rete 4 di continuare a trasmettere senza concessione.

  • Novembre 2002: la Corte Costituzionale con la sentenza n. 466 stabilisce che Retequattro deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.

  • 24 dicembre 2003: Silvio Berlusconi firma un decreto legge (“salva Retequattro”) per superare tale termine, il Presidente Ciampi firma il decreto nonostante quest’ultimo impedisca l’attuazione della sentenza della Corte Costituzionale.

  • 27 aprile 2004: il Governo Berlusconi approva la legge Gasparri, anche questa si fa beffe della sentenza della Corte Costituzionale, consente a Retequattro di continuare a trasmettere nonostante non abbia la concessione, mentre Europa 7 viene esclusa ancora una volta.

  • Maggio 2004: l'Europarlamento approva una risoluzione nella quale esprime preoccupazione che l’anomalia italiana si propaghi ad altri paesi dell’Unione, ed invita la Commissione Europea ad assumersi le sue responsabilità.

  • Giugno 2004: il Consiglio d’Europa approva una risoluzione che deplora l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7, vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Retequattro del Gruppo Mediaset.

  • 19 luglio 2005: il Consiglio di Stato, con un dispositivo di ben 61 pagine, riconosce tutti i diritti e le ragioni di Europa 7 e invia alla Corte di Giustizia n. 10 quesiti nei quali ravvisa che la Gasparri e il decreto legge Berlusconi non rispettano le direttive Europee.

  • 19 luglio 2006: la Commissione Europea DG Concorrenza mette in mora l’Italia per la legge Gasparri, poiché non rispetta le direttive Europee.

  • 13 settembre 2006: il ministro Gentiloni risponde alla Commissione Europea DG Concorrenza riconoscendo il non rispetto delle direttive Europee della legge Gasparri e si impegna a correggerla.

  • 12 ottobre 2006: il Governo Prodi approva il disegno di legge Gentiloni che non risolve il problema Europa 7 né riconosce i suoi diritti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale.

  • 30 novembre 2006: il Governo Prodi, tramite l’avvocatura dello Stato, di fronte alla Corte di Giustizia Europea, fa propria la posizione del Governo Berlusconi e difende la legge Gasparri

  • 19 luglio 2007: di nuovo la Commissione Europea (DG Concorrenza) dichiara l’infrazione dell’Italia a causa della legge Gasparri, colpevole di aver avvantaggiato Retequattro a danno di Europa 7. La Commissione dà un termine di due mesi al Governo Prodi per provvedere.

  • 31 gennaio 2008: la Corte di Giustizia Europea stabilisce che i regimi transitori susseguitisi con la legge Maccanico (1997), il decreto legge “salva Retequattro” e la legge Gasparri non rispettano le direttive europee e che, quindi, il lungo periodo transitorio di cui ha beneficiato Retequattro è illegittimo e, riconosce ad Europa 7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere

  • 6 maggio 2008: udienza del Consiglio di Stato sulla disapplicazione della legge Gasparri a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea. L’Avvocato dello Stato ha difeso di nuovo la legge Gasparri e Retequattro, nonostante la sentenza della Corte, ed ha presentato una memoria in larga parte identica a quella di Mediaset

Ancora una volta bisogna ricordarsi quanto sia utopico pensare di poter impedire al sig. Berlusconi sfuggire ai processi, aggirare le leggi o crearne a suo uso e consumo.

A voler essere pignoli, a Europa 7 spetterebbero DUE canali, ma non pretendiamo troppo...




Massimo

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