venerdì 24 ottobre 2008

E il Parlamento ci toglie l'acqua...

Brutta notizia, non freschissima ma piuttosto grave.
Come riporta Libera Cittadinanza, il Parlamento ha convertito in legge il DL Tremonti 112/08 (la manovra estiva), aggiungendo l'articolo 23.bis, in cui si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Il Ministro dell'Economia, che ultimamente fa e dice cose condivisibili e di sinistra, sfortunatamente stavolta non si è opposto. Queste le frasi critiche: "Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati. Tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua".



L'acqua, il bene pubblico per antonomasia, necessario alla vita di chiunque, diventa una merce. Oltre al significato profondo, ci sono i risvolti pratici. Come già accade per le acque minerali, su cui ci sarebbe tanto da dire (ed è stato detto in precedenti post), anche l'acqua "corrente" sarà gestita da multinazionali. Ad esempio a Latina la multinazionale Veolia gestisce l'acqua locale e ha deciso di aumentare le bollette del 300%.

E proporre un referendum per abrogare la parte incriminata dell'articolo di legge? Se non è ancora stato fatto, suggeriamolo ai grandi trascinatori, come Beppe Grillo, sul cui blog si è già parlato del problema.



Massimo

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