lunedì 23 giugno 2008

Sequenze finite

"È dal 2 settembre 1920, Olimpiade di Anversa, che la Spagna non batte l’Italia in una competizione ufficiale: 88 anni"
Corriere della Sera
Appunto. Ottima idea quella di insistere su questi titoli, che puntualmente vengono smentiti anche perché le serie storiche, se non hanno una spiegazione razionale, sono destinate a interrompersi. Altro ottimo spunto statistico, utile per farsi del male, erano le tre sconfitte incassate dalla Spagna ai quarti di finale, ai rigori, proprio in data 22 giugno:
  • 22/06/1986: mondali "messicani", contro il Belgio
  • 22/06/1996: europei "inglesi", contro l'Inghilterra
  • 22/06/2002: mondali nippocoreani, contro la Corea del Sud
Ma il meglio lo ha regalato forse Reuters Italia: "La Spagna non ha mai battuto l'Italia in importanti campionati internazionali al di fuori delle Olimpiadi". Complimenti. Infatti, il 22/06/2008 la Spagna ha vinto ai quarti di finale ai rigori contro l'Italia.
San Gigi ha fatto il suo dovere come al solito, parando tutto nei 120', facendo da paciere durante le piccole risse, respingendo uno dei rigori della Spagna.

Gli azzurri non hanno fatto una gran partita. Ma magari con un centravanti presentabile una palla l'avremmo messa dentro (magari quella che Toni, con l'unico guizzo felino dei suoi Europei, ha tolto a Grosso a due passi dalla porta).


Quattro gare di fila con un'unica punta, vistosamente fuori forma, e una mezza punta raramente incisiva, sono un lusso che difficilmente ci si può permettere, soprattutto senza un gioco illuminante. Non possiamo sempre aspettare di risolvere le partite con il gol del difensore (anche se è stata una formula vincente nei mondiali tedeschi, dove però 1. la difesa era di ferro 2. la squadra e la fortuna giravano meglio), o il rigore, o il tiro da fuori area.

Pazienza, onore alla Spagna, e ora vediamo se prevarrà il gioco esplosivo della Russia (poco "concreta" rispetto al volume di gioco, e battuta 4-0 nella gara d'esordio proprio dalle furie rosse, prima della "trasformazione"), la grinta della Turchia che non si arrende mai, o ancora una volta una squadra che prima non ha brillato.
Massimo

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