mercoledì 3 ottobre 2007

Non ci resta che piangere


Il Buongiorno di oggi, Una lacrima sul riso, evidenzia una realtà paradossale. Vi consiglio di leggere l'articolo, pungente e scritto molto bene come spesso accade.

In sintesi, nella Finanziaria (o meglio nella sua forma attuale) è previsto il taglio di 17 enti "inutili". Il che sembrerebbe un'iniziativa rara e lodevole. Peccato che tra questi ci sia l'Ente Risi, che ha due caratteristiche pregevoli: 1. serve a tenere sotto controllo i prezzi 2. è pagato dai produttori, anziché dai contribuenti.
Quindi, il taglio non comporta alcun risparmio di denaro pubblico (anzi c'è il rischio che l'ente venga riproposto sotto forma "classica", aumentando la spesa pubblica), e ci lascerebbe senza l'organo di controllo dei prezzi. Il paradosso è coronato
dal botta e risposta tra il Ministero dell'Agricoltura ("Forse è un errore") e da quello per l'attuazione del programma - la cui stessa esistenza è discutibile - che conferma il taglio dell'ente Risi.

Il paradosso stride ancora di più in questo periodo in cui gli scandalosi costi della politica e la mediocrità dei suoi "professionisti" sono sotto la luce dei riflettori grazie a libri-inchiesta come "La Casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, e soprattutto al popolo di Beppe Grillo, bollato di qualunquismo e antipolitica. Altro paradosso visto che, come giustamente ha fatto notare Marco Travaglio, la protesta nasce sulla base di nomi, cognomi, dati e cifre, e si chiede una politica sana anziché lo squallore odierno, mentre la vera antipolitica vive tra i banchi del Parlamento. Qualche mente particolarmente "illuminata", come il direttore del TG2, Mauro Mazza, tira fuori per Grillo l'etichetta infamante del terrorismo: si è scomodato persino Chomsky, per ricordarci che oggi "terrorista" è l'arma impropria con cui il potere cerca di screditare chi osa contestarlo.

Massimo

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