sabato 20 ottobre 2007

Accordo bis

Così come il primo, anche il "nuovo" accordo è faccenda assai complessa. Mi limiterei a qualche flash, partendo dal tasso di sostituzione (il rapporto tra la prima pensione e l'ultimo stipendio) riguardante i trentenni e i loro successori. Il 60% è un valore basso, se confrontato alle pensioni erogate a chi conclude la carriera in questo momento, ma è senz'altro meglio del 40-50% di cui si parlava fino a poco tempo fa, ed è comunque un buon risultato se si considera che la nostra generazione è finita in pieno nel regime contributivo (quello in cui la pensione viene calcolata in base ai contributi e non al livello retributivo raggiunto a fine carriera). Su di noi è calata la scure di questo regime, non solo per mancanza obiettiva di fondi, ma per le anomalie del sistema cui accennavo nel post dell'11 ottobre.

Allargando il discorso, uno dei nodi era la precarietà: si dà una piccola raddrizzata sui tempi determinati (non possono essere prorogati oltre 36 mesi, altrimenti scatta l'assunzione; ma questo sostanzialmente era già previsto), ma mi pare che cambi poco per tanti "atipici", anche se dovrebbe sparire il lavoro a chiamata.

Nonostante il successo inaspettato delle primarie del PD, questo governo sembra avere le ore contate, e magari sarà proprio il voto al Senato sul welfare (o la Finanziaria) a dare il colpo di grazia, piu' ancora della manifestazione odierna della sinistra radicale.
Alla quale potrebbe partecipare anche qualche ospite illustrissimo e inatteso...


Massimo

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