sabato 22 settembre 2007

Ritrattazione curiosa...

Apprendo da Repubblica.it che la colpa della pericolosità di alcuni giocattoli Mattel, messi al bando additando scellerati difetti imputabili alla produzione cinese, sarebbe in realtà della stessa impresa americana, rea confessa dopo qualche settimana di meditazione. Le accuse rivolte ai produttori asiatici dalla Mattel, costretta ad agosto a ritirare dal mercato 18 milioni di giocattoli, contribuirono alla scarsa considerazione goduta dalla merce di provenienza cinese, icona dei prodotti a basso prezzo e qualità scadente. Gli articoli "incriminati" non erano sicuri a causa dell'eccessiva quantità di piombo contenuto nella vernice usata da un fabbrica cinese del Guangdong, e per la presenza nei giocattoli di una piccola calamita che poteva essere separata dal corpo del giocattolo, con il rischio di ingestione da parte dei bambini.

Ora la Mattel si assume le responsabilità relative alle calamita, legate esclusivamente alla loro progettazione e non alla produzione.

Che la Mattel ci abbia inizialmente provato, puntando sulla già citata reputazione dei prodotti cinesi, e poi si sia pentita? Difficile. Forse la ragione è che il gigante industriale non è abbastanza grande da reggere la voce grossa della nuova potenza economica asiatica?

Curiosamente l'ammissione della Mattel è molto simile alla dichiarazione rilasciata il 27 agosto, quasi un mese fa, dal ministro cinese Li Changjiang, in base alla quale, appunto, i problemi sarebbero essenzialmente legati alle calamite e alla loro progettazione da parte del produttore americano, mentre il ritiro dei giocattoli sarebbe legato alla concentrazione di piombo solo nel 15% dei casi.





Massimo

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