lunedì 10 settembre 2007

Post V-Day


E' stato bellissimo vedere migliaia di persone pazientemente in coda per firmare le proposte di legge di Beppe Grillo: Parlamento pulito (no ai candidati condannati), stop agli onorevoli di professione (massimo due mandati), candidati scelti dall'elettore (eliminazione delle liste bloccate istituite dalla legge "porcellum").


Veniamo alle reazioni. C'era da aspettarsi che la "casta", di fronte all'attacco frontale, si dividesse tra 2 strategie opposte:
* cavalcare l'antipolitica (da
verificare la genuinità della posizione); attività diffusa in particolare tra le formazioni piu' a sinistra, per mantenere e coltivare il consenso dei "protestanti", spesso con mosse demagogiche (es. campagna per non alzare a un euro il costo del biglietto del pullman, anzichè tutelare i meno "mediatici" abbonamenti degli utilizzatori "seriali", studenti e lavoratori)
* cercare disperatamente un appiglio per infamare la protesta


Quello che non mi aspettavo, era che si arrivasse a strumentalizzare ancora il povero Marco Biagi. Dopo avergli intitolato una legge con l'evidente e meschino scopo di blindarla dalle critiche (le leggi si chiamano con numero e anno, o al limite prendono il nome del primo firmatario, in questo caso Roberto Maroni), ora si evoca ancora il suo fantasma per criminalizzare il v-day. Casini, anzichè vergognarsi dello squallore parlamentare, sostiene che bisognerebbe vergognarsi del V-day, dove, secondo lui, Marco Biagi sarebbe stato insultato.

Posto che non esiste una "Legge Biagi", ma la legge 30 del 2003, suppongo che al V-day di Bologna non sia stato insultato Marco Biagi, ma biasimata la legge 30/2003 perchè ha sviluppato la flessibilità del lavoro (cioè il precariato), articolando numerose nuove forme contrattuali.
Se, come penso, non si è inneggiato alla morte di Biagi come sostiene Casini, spero che quest'ultimo ne risponda, anche se tutelato dall'immunità parlamentare.

A questo punto, tra i meno peggio, individuo Di Pietro, che, almeno nelle dichiarazioni, ma anche con il voto, prende le distanze dagli aspetti piu' fetidi della casta, per esempio opponendosi all'indulto e non votandolo, protestando contro alcune storture del sistema politico, presentando proposte di legge volte a ridurre lo scandalo, vedi ad esempio proposta di legge per ridurre i costi della politica, e un'altra simile a quella per cui si è firmato nel V-day, per impedire l'eleggibilità in caso di condanna penale definitiva, presentata lo scorso maggio.




Massimo

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