giovedì 6 settembre 2007

La piu' grande democrazia (censurata) del mondo


Torno a parlare dei Pearl Jam non tanto pe
r segnalare l'uscita del cofanetto "Live at the Gorge 05/06", 7 cd contenenti 100 brani suonati dal vivo, quanto per evidenziare un caso di censura preoccupante. L'"uomo piu' potente del mondo", che racconta in un libro in uscita a fine mandato che "ha pianto piu' di quanto ci si immagini che pianga un presidente", può contare sull'efficace censura preventiva dell'AT&T. Il provider americano ha trasmesso su internet il concerto dei Pearl Jam al Lollapolooza Festival a Chicago. Lodevole iniziativa. Peccato che siano state tagliate le parti contro il presidente George W. Bush. Sulle note di "Another Brick in the wall" dei Pink Floyd, intermezzo consueto all'interno della canzone "Daughter", Eddie Vedder aveva sostituito il testo originale "Ehy, teacher, leave the kids alone" ("Maestro, lascia in pace i bambini") con la frase "George Bush, leave this world alone" ("George Bush, lascia in pace questo mondo") e "George Bush, find yourself another home" ("Trovati un'altra casa").

Nella versione online del concerto queste due frasi sono state tagliate. La manipolazione è facilmente osservabile su youtube:



Non si tratta di un problema tecnico del pc o della connessione: è proprio l'AT&T che utilizza i pochi minuti di differita per eliminare l'audio dal contenuto scomodo.
"Questo ovviamente ci disturba come artisti ma anche come cittadini - si legge sul sito del gruppo - preoccupati dal tema della censura e dal crescente controllo da parte dei media".


At&T si è scusata e ha giustificato il taglio come un "errore". Michael Coe, portavoce del colosso americano, ha dichiarato che il webcast del concerto sul sito "Blue Room" era in differita per permettere di tagliare le parti di "eccessivamente profane o oscene". Ma i controllori avrebbero tagliato "per errore" anche le frasi su Bush. Ora l'azienda sta lavorando "per evitare futuri equivoci". Dichiarazione piuttosto comica, se non fosse preoccupante.

Lo stesso ad dell'AT&T lo scorso marzo aveva detto che "ogni provider che blocca l'accesso ai contenuti sta invitando i clienti a trovarsi un altro provider". Ma - si chiedono giustamente i Pearl Jam - "cosa succede se c'e' un solo provider da cui scegliere?".

Massimo

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