venerdì 7 settembre 2007

Addio Big Luciano

Dopo Gigi Sabani, eccellente imitatore caduto in disgrazia per vicende giudiziarie poco chiare, ci ha lasciato un grandissimo artista che ha dato lustro al Paese nel mondo, uno dei piu' grandi tenori di sempre. Anch'egli con qualche oscura vicenda personale e giudiziaria alle spalle. Luciano Pavarotti, 71 anni, malato di tumore al pancreas, è morto ieri mattina, nella villa di Modena, dopo che nella notte le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate. Il 12 ottobre avrebbe compiuto 72 anni.

Il manager Terri Robson riporta quest'ultima dichiarazione del tenore: «Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita». Fino all'ultimo, così come aveva vissuto e lavorato, Pavarotti è rimasto ottimista. Aveva al suo fianco la moglie Nicoletta e i figli Lorenza, Cristina, Giuliana e Alice. Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha anticipato che proporrà che il teatro Comunale della città emiliana venga intitolato all'artista.

Il tenore era stato operato nel 2006 a New York. Le sue condizioni erano peggiorate il mese scorso e l'8 agosto era stato ricoverato nel reparto di oncologia del policlinico di Modena con difficoltà respiratorie e febbre alta. Pavarotti era rimasto in ospedale per oltre due settimane e poi era tornato a casa a Modena. Mercoledì le sue condizioni di salute si erano ulteriormente aggravate.

L'ultima esibizione di Pavarotti era stato il "Nessun dorma", cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si era svolto a Taipei nel dicembre 2005. Due anni fa il Maestro aveva avviato un'Accademia per giovani talenti a Modena, seguendo personalmente un piccolo gruppo di studenti. E fino a poche settimane prima della sua morte, ha passato molte ore ogni giorno insegnando ai suo allievi nella villa estiva di Pesaro.

Placido Domingo, che con Josè Carreras ha accompagnato Pavarotti nei concerti dei "Tre tenori" in tutto il mondo, ricorda così "Big Luciano": «Ho sempre ammirato la sua voce divina, dal timbro inconfondibile, dalla completa estensione vocale. Amavo il suo meraviglioso sense of humor e in diverse occasioni nei nostri concerti con Josè Carreras - ha aggiunto - dimenticavamo che stavamo esibendoci davanti a un pubblico pagante, perché ci divertivamo troppo tra di noi».

Qualcosa della sua vita personale poteva lasciare perplessi. Ma si tratta appunto di questioni personali. L'artista è stato grande finché la salute lo ha consentito, e anche dopo... Resta il ricordo di un italiano che ha contribuito all'immagine positiva dell'Italia nel mondo, e alla popolarità della musica lirica.


Addio Big Luciano!



Massimo

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