sabato 9 giugno 2007

Un po' di giustizia, dopo 6 anni...

Oggi vi racconto una storia. Una storia vera, che conoscete già, ma di cui probabilmente non avete trovato traccia sui giornali (a meno che non leggiate con attenzione l'edizione genovese di Repubblica, e vi siate imbattuti in quest'articolo di Massimo Calandri), per non parlare della televisione. Fortunatamente esiste internet e le notizie girano lo stesso.

Finalmente una sentenza ha ribadito ciò che sapevamo già sul massacro del G8 di Genova, ma se lo riconosce un organo dello Stato si ricuce almeno un po' l'offesa fatta alla giustizia. Anche se sono passati 6 anni, anche se rimane lo scandalo di una polizia mandata a massacrare gli inermi e ignorare i violenti, e anche se continuiamo ad avere un'informazione pietosa che ci racconta cosa si mangia quando il leader di uno Stato ne incontra un altro, che le mutande di Corona vanno a ruba ora che è agli arresti domiciliari, cosa ne pensa Pinco Pallino del proprio film in uscita, e della simpatica raccolta firme dei parlamentari iperstipendiati che chiedono un po' di gelato anziché occuparsi dei veri problemi del Paese.

Tornando alla sentenza: c'è stata la prima condanna alla Polizia per la violenta repressione attuata a Genova sei anni fa, durante le manifestazioni del G8, ed è stata riconosciuta la presenza di un preciso piano repressivo da parte dello Stato. Peccato che i nostri giornali non ne abbiano praticamente parlato, nemmeno il Manifesto. Quando c'è da difendere il sistema, la categoria professionale, la "cadrega" e soprattutto il portafoglio, "destra" e "sinistra" spariscono...



Ho ancora davanti agli occhi le immagini mandate in onda dalla nostra televisione cialtrona, persino dal TG4 (in quei giorni tristi facevo zapping per capire che cosa stesse succedendo a Genova): oltre alle migliaia di persone che manifestavano per un mondo migliore, e alla violenza della solita minoranza imbecille più o meno organizzata, si vedeva la polizia che pestava sistematicamente le persone che manifestavano in modo palesemente pacifico, e lasciava passare indisturbati i black block, che a pochi metri di distanza devastavano la città, favorendo (in modo sospetto) l'intenzione di media e istituzioni di rappresentare l'intera protesta no-global come una violenta manifestazione criminale. La sentenza condanna lo Stato a risarcire Marina Spaccini, pediatra triestina cinquantenne, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu massacrata dalla Polizia. La quale si è difesa sostenendo che "non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i black block". Credo non servano commenti. Per il giudice Angela Latella la repressione genovese e le bugie con cui è stata maldestramente coperta rappresentano una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato. E per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Viene inoltre ribadito che quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello Stato. Tale disegno era teso a terrorizzare non tanto la sinistra radicale quanto il pacifismo cattolico, in particolare la Rete Lilliput, che per la prima volta in maniera così convinta e numerosa scendeva in piazza saldandosi in un unico enorme fronte antineoliberale con la sinistra. Genova venne invasa da migliaia di persone pacifiche, compresi suore e "parrocchini".
Le ragazze e i ragazzi delle parrocchie furono quelli che pagarono il prezzo più alto, soprattutto sabato 21 luglio. All'interno dei cortei i loro gruppi furono sistematicamente bersagliati dai lacrimogeni. Molti vennero pestati selvaggiamente, migliaia di loro furono spaventati a morte in una logica terroristica.

Il movimento pacifico delle proposte concrete, del nuovo mondo possibile, del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Il ricordo di quella pagina davvero nera per la storia di questo Paese è rimasto un po' offuscato dalla tragedia avvenuta 50 giorni dopo, l'11 settembre. Ma, per chi non dimentica, illustra abbastanza bene in quali squallide mani sia il destino di questa e di altre nazioni.



Massimo

1 commento:

Anonimo ha detto...

A questo proposito:

http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/g8-genova/g8-genova/g8-genova.html

Fournier, poliziotto dell'irruzione alla scuola Diaz, ammette: "Sembrava una macelleria messicana".
Una piccola breccia nel muro di omertà...

Cristiano

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