lunedì 5 marzo 2007

Dico Pacs?

Un amico mi ha "interrogato" sull'essere cattolici e di sinistra, sulle ingerenze della Chiesa sulle questioni politiche, sul monotematico accanimento vaticano sul sesso e sulla sfera affettiva. Ne è nata una riflessione che ho deciso di trasformare in post.

Per tanti anni sembrava in effetti che l'importante fosse rispettare il sesto comandamento... quello che sulla Bibbia vieta l'"adulterio" ed è poi stato allargato a un piu' vago "atti impuri" e all'ancor più misteriosa "fornicazione" (chissà quante persone conoscono dettagliatamente il significato di queste espressioni...).
Adesso andiamo un po' meglio, ma relativamente.
Sull'eccessiva attenzione data dalla Chiesa al sesto comandamento, a discapito di questioni piu' critiche, ha scritto senz'altro meglio di me l'"immenso" padre Alex Zanotelli.

Per me essere "cattolico di sinistra" vuol dire vivere sia i valori di cattolico sia quelli "sociali" che tradizionalmente sono considerati di sinistra (ad esempio uguaglianza, solidarietà, farsi carico delle esigenze degli "ultimi", la giustizia sociale), anche se meno evidenti nella pratica, e un po' "deviati" o "evanescenti" nei regimi comunisti (il meno peggio sembrava quello cubano, ma il trattamento riservato ai dissidenti la dice lunga).

Per quanto mi riguarda, viene prima (cronologicamente ma soprattutto in ordine di importanza) l'essere cristiano rispetto all'essere di sinistra, di conseguenza ciò che della seconda condizione è in contrasto con la prima (es. laicismo) può essere tranquillamente accantonato.
Dopodichè, non tollero molto le ingerenze di Ruini negli affari dello Stato, meno ancora su "come si vota" (e peggio ancora il tecnicismo anti-civico "non andate a votare"); nè condivido la totalità delle indicazioni vaticane. In alcuni ambiti, in particolare la morale sessuale, bisognerebbe anche interpretare la vita reale, non solo alcuni passi metaforici prevalentemente presi dall'Antico Testamento; e in generale, mi pare inopportuno intromettersi troppo tra le lenzuola degli adulti consenzienti.
Solo in Paesi dichiaratamente antidemocratici, o - combinazione - nella finta culla della democrazia, i puritani Usa, lo Stato si arroga il diritto di dire cosa si può fare nel "talamo" e cosa no. Fino a 4 anni fa in 17 Stati americani la "sodomia" era perseguita, spesso penalmente, con diverse sfumature (ma con l'intenzione generale di reprimere gli omosessuali): in Idaho si rischiava una pena da 5 anni all’ergastolo (nel Texas forcaiolo "solo" una multa). Nel giugno 2003 la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali e quindi abrogato le leggi contro la sodomia in tutti gli Stati Uniti.

Fortunatamente il Vangelo e il resto della Bibbia non vanno così tanto nello specifico; normalmente indicano un valore o un "limite" al quale orientarsi per essere felici. Così come non c'è scritto "dai 10 euro alla settimana ai poveri", ma troviamo numerosi forti inviti alla condivisione e alla solidarietà; e nemmeno "perdona 5 volte e poi basta", ma "70 volte 7" che sta per "sempre"; anzi Nostro Signore richiamava spesso alla vera conversione in contrapposizione al rispetto formale di mille precetti.


Riguardo i Pacs/Dico, presumo che dietro l'atteggiamento del Vaticano ci sia la "paura" che i tanto temuti gay diventino "normali" e accettati, e che istituzioni già in crisi (come la famiglia) s'indeboliscano ancora. Una volta verificato che sia veramente un problema diffuso, sentito e quindi prioritario, per me la questione rimane la seguente: è un atto di giustizia o un escamotage? Cioè: sta nascendo un meccanismo che consente di avere gli stessi diritti - aiuti fiscali, agevolazioni per la casa etc. - senza alcun onere? E' giusto equiparare i diritti di coppie "semi-informali" con quelli di chi si è fatto carico non solo di un impegno morale ma anche di oneri concreti? Ad esempio esiste un cumulo per le pensioni, per cui fa fede il reddito familiare: in base a ciò chi ha pagato i contributi per una pensione "normale", dopo la riforma Amato prende solo spicci se il coniuge percepisce un reddito "normale"...



Inoltre (e qui si torna al punto "è davvero sentito il problema che ci viene presentato?") ci sono diverse sentenze che stabiliscono che le convivenze sono già tutelate nei diritti di cui si parla in merito ai Pacs/Dico (contratto d'affitto, etc.).
Poi, se vogliono fare i Pacs/Dico, che li facciano. Ma, ribadisco, mi sembrerebbe opportuno verificare che oltre alla concessione di diritti, ci sia una l'assunzione - almeno proporzionale - di doveri rispetto a quelli delle famiglie "tradizionali".
Per me non è opportuno, per banali questioni psicologiche e pedagogiche, che a una coppia gay sia affidato un figlio. A prescindere che l'omosessualità sia considerata o meno una malattia o un difetto. Ma non è in questione l'adozione. Qualcuno però teme - secondo me esagerando - che i Pacs/Dico siano il primo passo verso questa concessione.
Mi chiedo perchè una coppia etero che vuol essere riconosciuta dallo Stato, usufruendo così dei diritti di coppia istituzionale, non decida appunto di "istuzionalizzarsi", sposandosi in Comune, con modica spesa e nessuna implicazione ecclesiale... lo interpreto un po' come un "non voler formalizzare una decisione definitiva" o un "non voler coinvolgere le istituzioni": allora non regge molto la richiesta dei diritti che spettano alle "famiglie normali". Ma non allargherei ulteriormente il discorso.
Per qualcuno l'opposizione ai Dico/Pacs sarà questione davvero sentita, c'è però anche, suppongo, una questione di "immagine": PRC e PdCI devono mostrare di essere "alternativi", spregiudicati, contro la società tradizionale e la Chiesa in particolare; mentre i politici "cattolici" devono almeno "mostrare" di essere difensori dei valori cristiani e di quanto dice la Chiesa.
Evidentemente alcune indicazioni fanno più sensazione di altre quando si decide il voto:ho amici cattolici che reputo intelligenti, che considerano incoerente per "noi" votare il centrosinistra che non rispetta la vita e la famiglia (con riferimento in particolare ai referendum sulla fecondazione assistita)... però non si scandalizzano altrettanto per le ruberie, le guerre per il petrolio condannate dal papa, la contabilità creativa, l'affamare il terzo mondo con il finto liberismo, e l'egoismo federalista... tutto ciò non basta ad allontanarli dal Polo. Eppure mi pare che ciò che sta scritto nel Vangelo in merito parli abbastanza chiaro. D'altra parte, questi miei amici sembrano non scandalizzarsi neanche per la condizione di separati/divorziati/conviventi di quasi tutti i leader del centrodestra, "cattolici" compresi.

Secondo me, in Circoscrizione come al Parlamento, il cattolico non può "portare" (e meno ancora "imporre") il catechismo, o la bolla papale. Lo Stato è e dev'essere laico (il che non vuol dire laicista). Ma, come ogni partito e ogni politico fa o dovrebbe fare, il cattolico deve portare i valori che è intenzionato a difendere. Che possono essere la vita, la solidarietà, la famiglia, la giustizia sociale, mentre per altri saranno la monarchia, il nazionalismo, i diritti portati all'estremo o la lotta di classe.

Le dinamiche di questi tempi sono comunque fortemente condizionate da altri fattori... per arrivare al 50.1% e governare, è necessario, quasi fisiologicamente, comporre un gran minestrone: questo a sinistra comporta l'inserimento tra gli ingredienti dei due partiti comunisti e dei moderati/cattolici, oltre ai vari ed eventuali, e a destra degli "ex" fascisti/nazionalisti, dei federalisti, neoliberisti, altri moderati/cattolici, oltre ai vari ed eventuali. La sinistra radicale, sapendo di essere necessaria, punta i piedi per ottenere qualcosa, e bisogna promettergliela; a un certo punto però anche i "cattolici/moderati", spronati dal Ruini di turno, puntano i piedi... se poi il governo cade, e serve l'aiuto di altri "cattolici/moderati", si fa una bella marcia indietro (vedi improvvisa "frenata" sui Dico). Quando bisogna accontentare parti divergenti, la vita è grama. Se anche Prodi fosse il miglior premier della storia, in questo contesto avrebbe comunque vita difficile...

Massimo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao, ho letto con molto interesse il tuo Post e sono perfettamente daccordo con te. E' da un pò di tempo che frequento di nuovo dei cattolic, quasi tutti di destra e mi fanno impazzire dalla rabbia! Purtroppo non ho la capacità di dare risposte politiche valide 8ci provo..ma la politica per me è un incubo)...sto cercnado in giro di leggere, studiare per potermi fare la cultra adatta per dar contro alle convinzioni di queste persone che considero dei Moderni farisei, senza offendere la Chiesa ovviamente!Qualche volta mi viene anche il dubbio di non essere una vera cattolica..ma le tue parole mi hanno ridasto speranza...quella di essere dalla parte giusta!! Un grazie di cuore Fiorella Macor (posso citare qualche tua frase se mi becca il ticchio?)

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