domenica 25 marzo 2007

Brevetti killer

Immaginate un tizio che vende salvagenti sulla spiaggia. A un tratto, nel mare, qualcuno grida “aiuto, sto annegando!”. Sordo alle suppliche dei vacanzieri, il venditore rifiuta di lanciare un salvagente al poveraccio che finisce per annegare sul serio. Citato in giudizio, il venditore ambulante si difende dicendo che i suoi salvagenti li vende; se li regalasse, morirebbe di fame. Il giudice non accoglie la sua linea difensiva e lo condanna per non assistenza a persona in pericolo.

Mettete al posto dell’annegato un malato di AIDS e al posto del venditore ambulante una casa farmaceutica che dice: “Il mio brevetto mi autorizza a vendere i farmaci a un prezzo elevato e a impedire a chiunque di copiarli.’ Il malato di AIDS muore come il nuotatore, ma a differenza del venditore ambulante, la casa farmaceutica non avrà nessuna noia giudiziaria. Perché? Semplicissimo, perché il mercato detta legge e le case farmaceutiche si arricchiscono sulla pelle della gente.


(dal blog "Journal intime")


E' noto ai più il tema del brevetto sui farmaci, che nega una cura contro l'Aids a milioni di persone, soprattutto in Africa. Ma è una questione di enorme importanza (persino più dei fatti "essenziali" con cui si aprono i nostri Tg) e qui non me ne ero ancora occupato. Ho scoperto ulteriori elementi di scandalo
(visto che si tratta di questioni letteralmente vitali per milioni di persone), che ritengo doveroso condividere.
Il meccanismo gattopardesco (cambiare affinché nulla cambi) usato furbescamente in Italia, ad esempio per prorogare i decreti legge con minime modifiche, viene utilizzato dalle industrie farmaceutiche per rinnovare abusivamente i brevetti sui farmaci. Per vent'anni l'industria detentrice può vendere, in esclusiva, il "suo" farmaco al prezzo che preferisce (insana applicazione della legge di mercato), dopodiché il brevetto scade e le concorrenti possono produrre un farmaco generico, con identico principio attivo ma venduto a prezzo decisamente inferiore (anche 30 volte) rispetto all'originale.
Ma la detentrice del brevetto, in uno slancio di rara "filantropia", può rinnovare
il brevetto per 20 anni realizzando una modifica simbolica, irrilevante dal punto di vista terapeutico.



E qui emerge il ruolo dell'India, il primo esportatore mondiale di farmaci generici. Degli 80.000 malati di AIDS assistiti da Medici Senza Frontiere, l’80% è curato con i "cloni" indiani. Prima del 2001, anno della loro introduzione sul mercato, la terapia contro l'HIV costava 10mila dollari l'anno per paziente. Oggi, il costo è di 120 dollari.
Per aggirare l'escamotage della "finta modifica" al farmaco, il subcontinente ha aggiunto alla sua normativa sui brevetti un articolo in base al quale un farmaco può essere ri-brevettato solo se la modifica rappresenta davvero un'innovazione. Una multinazionale svizzera, la Novartis, ha fatto causa al governo indiano e il verdetto è atteso per aprile. Rivendica la massima estensione dei suoi diritti di brevetto, a titolo di "ricompensa" per gli sforzi effettuati nel settore della ricerca.
Speriamo in un atto di giustizia verso le persone.

Diversi studi (oltre al buonsenso) dimostrano il fallimento del brevetto come strumento di innovazione in medicina. Un'analisi dell'Organizzazione mondiale della sanità ha rivelato che oltre tre quarti dei 1.035 nuovi farmaci approvati tra il 1989 e il 2000 dal "Food and Drug Administration" (ente governativo americano che supervisiona l'immissione nel mercato dei prodotti alimentari e farmaceutici) non offrivano benefici terapeutici nuovi rispetto a quelli dei prodotti già esistenti. Di questi, meno dell'1% era destinato alla cura di malattie che colpiscono prevalentemente i poveri.

A proposito di Aids, l'Ansa riferisce che in una conferenza stampa tenuta a Venezia, il virologo Robert Gallo ha ipotizzato un minimo di 3-4 anni prima di arrivare al vaccino. Nonostante i rallentamenti derivati dalla diminuzione dei finanziamenti americani destinati alla ricerca, le prospettive sono buone perché sono stati eliminati alcuni approcci che si sono dimostrati inefficaci.

Sempre su Journal Intime, si legge che in un anno le conseguenze dei brevetti farmaceutici uccidono più di tutte le guerre.
...
Il buonsenso vorrebbe un'impostazione radicalmente diversa della produzione farmaceutica. Mi sembra l'ambito in cui è più evidente la follia dell'applicazione delle leggi di mercato. La ricerca farmaceutica non può essere abbandonata a questo sistema, dev'essere finanziata e incentivata diversamente. Se anche le multinazionali fossero, anziché entità prive di scrupolo capaci uccidere milioni di persone in nome del profitto, semplicemente soggetti votati onestamente al profitto (cioè quello che in un mondo normale ci si dovrebbe aspettare da un'impresa), l'applicazione rigida delle leggi di mercato in campo farmaceutico rimarrebbe uno scandalo da rimuovere, anche se la battaglia contro i grandi interessi economici è sempre dura e complessa.



Si accresce in me la convinzione che non solo bisogna fare qualcosa di più per "il Sud del mondo", ma (meno ovvio) che i poteri forti, economici e politici, sono molto più interessati e responsabili del divario Nord/Sud di quanto lo siano i cittadini, rei di avere troppo e di condividere poco, ma non colpevoli rispetto a un'impostazione che, appunto, mira al mantenimento degli squilibri e di drammi quali la povertà, la guerra, il traffico di droga. Se la politica è succube dell'economia, e delle multinazionali in particolare, a maggior ragione lo siamo noi singoli cittadini. Abbiamo però la possibilità e il dovere di attivarci e agire in massa, perché, come ci ricorda Beppe Grillo da anni, la nostra forza è essere in tanti.



Massimo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie per il post molto utile! Non avrei ottenuto questo altrimenti!.

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