giovedì 14 dicembre 2006

Ci fanno o ci sono?

Sempre piu' spesso, oltre al pattume che ci viene propinato, contro il quale ultimamente mi sono accanito, ci giungono notizie che, se non riguardassero questioni serie e drammatiche, farebbero piegare dalle risate. Il Dipartimento di Stato americano (l'equivalente statunitense del Ministero degli Esteri) ha chiesto alla CIA i nominativi dei soggetti coinvolti nel programma nucleare iraniano (dai fini bellici, secondo gli USA), per i quali si discuteranno sanzioni internazionali. La CIA ha rifiutato, ufficialmente perchè già carica di lavoro e desiderosa di non compromettere le fonti.

Per questo il Dipartimento di Stato ha incaricato un giovane funzionario di cercare autonomamente i nomi. Dove? Su Google.

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Non sembra una di quelle notizie strampalate che di solito trovano spazio solo sui quotidiani gratuiti? Eppure la fonte è il Washington Post.



Una volta inserite nel motore di ricerca parole chiave molto generiche come "Iran" e "nucleare", sono emersi circa cento nomi, tra cui quelli di alcuni diplomatici di Teheran schieratisi con il governo di Ahmadinejad. La CIA, ricevuta la lista, l'ha giudicata troppo lunga per essere presa in considerazione. La Central Intelligence Agency ha accettato di esaminare la lista presentata successivamente (dimezzata rispetto alla prima), l'ha ridotta a 12 nominativi, nessuno dei quali ritenuto direttamente legato al presunto programma bellico nucleare, il progetto "1-11".

Anche Francia e Gran Bretagna, secondo il Washington Post, hanno cercato di proteggere le fonti non rivelando i nomi di persone legate al "programma segreto". Le due liste sono simili a quella americana, ma i servizi segreti dei due Paesi europei affermano di non essere ricorsi a Google.
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Non capisco questa ostinazione, questo voler apparire a tutti i costi normali...

L'Iran continua a definire pacifico il proprio programma nucleare, tuttavia il Consiglio di Sicurezza dell'Onu varerà probabilmente le sanzioni, che prevedono limitazioni ai viaggi e il congelamento dei beni di 11 istituzioni e 12 persone, fra cui il comandante delle Guardie rivoluzionarie e il direttore del programma nucleare.

Resta comunque da vincere la resistenza di Russia e Cina. La prima preferirebbe evitare un bando ai viaggi di personalitá iraniane, tra le quali potrebbero figurare anche persone collegate a un progetto russo per un reattore nucleare ad acqua leggera da realizzare proprio in Iran, a Bushehr.
Un nome in codice?
Un affare da 800 milioni di dollari. Ancora una volta i freni posti posti dall'ONU alle sconsideratezze americane non sono "totalmente disinteressati" (Francia e Germania nel 2003 ostacolarono l'intervento in Irak a fronte dei loro interessi economici).


Una serie di inquietanti interrogativi:

I vertici americani sono imbecilli come ce li immaginiamo? E allora perchè comandano loro?

Come può il Ministero degli Esteri della maggiore potenza mondiale chiedere ai suoi servizi segreti un'informazione che si trova su Google, e per giunta vedersela negare?

Perchè gli Stati che fanno qualcosa di così brutto da far intervenire gli Americani si trovano sempre curiosamente vicino alla piu' grande concentrazione di petrolio del pianeta? (Ahmadinejad merita un discorso a parte, è un personaggio troppo stereotipato e "adatto" alla politica americana per essere vero...)

Ma soprattutto, quanto avrà pagato Google per il lancio di questa favolosa notizia e per avere Condoleeza Rice come testimonial?

Massimo

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