giovedì 6 luglio 2006

Andiamo a Berlino!

Un'altra vittoria sofferta e meritata. Una grande serata, due ore di sofferenza e poi un tripudio concentrato in un minuto. Ma già in precedenza avevamo polverizzato le ironie tedesche di bassissima lega, gli articoli "spiegeliani" che cercavano penosamente di sminuire gli italiani, i titoli di gran classe che, sottintendendo una scontata vittoria tedesca, davano l'arrivederci alla pizza, agli spaghetti e a tutto lo stereotipo che ci precede all'estero.
Di queste sbavature sono responsabili giornali ultrapopolari che non meriterebbero risposta, ma per fortuna abbiamo personaggi come Galeazzi che fanno il lavoro sporco e rispondono: "Arrivederci il Kaiser". Intendendo, ovviamente, ben altro.
Comunque il dominio del primo tempo regolamentare, il gioco, la consueta compattezza della difesa, il palo di Gilardino, la traversa di Zambrotta, le occasioni mancate da Perrotta, hanno dimostrato che i famosi stereotipi van bene per le barzellette e i discorsi da bar. La Germania ha una buona squadra e giocava in casa, ma questa Italia è un'altra cosa.
Oltre ai "soliti" Buffon, Zambrotta e Cannavaro, strepitosi, evidenzio la prova di Materazzi, Gattuso e dei due marcatori, che nell'ultimo minuto hanno avuto successo nell'impresa che sembrava proibita nelle 2 ore precedenti. Grosso si è ritagliato un posto in una squadra che come esterni vanta Zambrotta e Oddo (spesso definito monumentale dalla Gazzetta) e ci ha tolto le castagne dal fuoco con l'incursione finale contro l'Australia e il gol magistrale di martedì. Del Piero è riuscito finalmente a "scendere dalla montagna" per scrivere una pagina importante nella storia della nazionale, dopo diversi europei e mondiali amari.


Chiudo con le immagini di quello strepitoso minuto finale, con il commento di Fabio Caressa, sempre esaltato ed esaltante quando segna la nazionale.
Andiamo a Berlino!





Massimo

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