Dalle elezioni amministrative appena concluse è emersa una leggera ripresa del centrosinistra, e soprattutto un netto calo del Movimento 5 Stelle. Consensi dimezzati, e nessun ballottaggio raggiunto nei Comuni principali. Oggi Beppe Grillo diffonde il suo pagnisteo, come sempre apocalittico e minaccioso.
Ultimamente
lo trovo patetico. Ha perso, e ora piagnucola additando chiunque gli
venga in mente, anzichè guardare in casa sua. E' ovvio che a febbraio il M5S ha
rastrellato il voto degli indecisi, dei delusi dai partiti, persone che probabilmente senza la forza politica di Beppe Grillo sarebbero rimasti a casa (e questo è un merito del Movimento). Quando, come nelle amministrative
successive, l'astensionismo cresce, naturalmente il primo a rimetterci è il M5S, che da
quel "settore" ha preso la maggior parte dei voti.
Beppe Grillo non vuole che i suoi parlino con i giornalisti, getta sterco su tutti
i giornali, si sottrae sistematicamente al contraddittorio e di norma
anche alle domande; e poi si lamenta di come i media parlano del M5S, e
delle "diffamazioni". Quali diffamazioni? Sa cos'è una diffamazione? E' la lesione dell'onore di una persona o di una istituzione tramite affermazioni false (nella maggior parte dei Paesi, compreso il nostro). E'
un reato, che si può denunciare, e lui ha i soldi per pagar fior di
avvocati (mentre i giornali spesso non possono permettersi cause
milionarie, e quindi il magnate di turno può zittirli minacciando
querele e denunce). Capisco che per il re della semplificazione siano
differenze ridicole, ma forse confonde "diffamazione" con "domanda
scomoda": per questo la Gabanelli da Presidente della Repubblica ideale è
diventata serva del padrone/del PD.
Sui media non si parla abbastanza del M5S? Davvero? Non mi sembra. Guardo molto La7, e ne parla parecchio, invitando spesso giornalisti del Fatto Quotidiano, spesso vicini al Movimento (ad esempio Andrea Scanzi). I
giornali si occupano della diaria e non delle cose belle che fate (di
questo si è lamentato ieri sera a Piazza Pulita il candidato sindaco di Roma del M5S, Marcello De Vito)? O ma che poverini,
piccoli loro... benvenuti nel magico mondo reale, dove la notizia
nasce dall'errore, dallo scandalo, dal battibecco, e non dal lavoro
quotidiano fatto bene. Si, è lo stesso mondo in cui si
sono sempre mossi i partiti, che dal soggiorno, dal pc, dal bancone del
bar, per anni i grillini o futuri tali hanno caricato di insulti dopo ogni notizia negativa.
Questo slogan "loro buoni/tutti gli altri cattivi" ha già "stancato" da un po'. 31 anni fa Beppe fu protagonista di "Cercasi Gesù", un film "sopra le righe", dove interpretava una sorta di versione moderna del Messia (una cosa alla Celentano). E ancora oggi sembra troppo convinto di essere infallibile depositario della verità...
L'etichetta "italia peggiore"
da affibbiare a chiunque non sia d'accordo, è tipica di Brunetta, sottoprodotto
berlusconiano tutto fumo/insulti e poco arrosto, e in generale
l'attacco verbale indistinto a tutti gli avversari/dissidenti è tipico di
Berlusconi. E questo dovrebbe far riflettere.
Lo so che gli fa
comodo aggrapparsi alla rabbia degli italiani. Magari il botto di febbraio del M5S è derivato da questo continuo gettare benzina sul
fuoco, sparare nel mucchio su intere categorie, mettere gli uni contro
gli altri. Ma ne vale
la pena? Certo, l'ego di Grillo ne ha tratto giovamento, ma il Paese?
Io,
caro il mio Beppe saccente, ho votato centrosinistra da studente, da
disoccupato/lavoratore non pagato, da precario, e continuo a farlo da dipendente pubblico.
Sono stato al primo V-Day, ma un po' alla volta le semplificazioni, la
volgarità, il consenso basato sull'insulto, gli slogan e la
semplificazione, mi hanno allontanato. Tu hai avuto una vita da
privilegiato, per meriti artistici che nessuno discute, ma a 60 anni hai
capito il senso della vita e ora devi inneggiare alla guerra civile per tirar su 4 voti?
Massimo
