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giovedì 15 settembre 2016

Visione, una serie a fumetti con i fiocchi

Capita che nel nuovissimo/veramente nuovo/lavato con Perlana/questa volta cambiamo tutto e non si scherza Universo Marvel, tra le tante serie ne venga dedicata una alla Visione, il Vendicatore preferito del vosto amichevole blogger di quartiere. E capita persino che Vision, la serie in questione, sia molto bella, apprezzabile anche per chi non ama il genere supereroistico. Ne approfitto per segnalare il sito "comic book round up": un aggregatore di recensioni e giudizi fumettistici, in cui da settimane Vision  (di Tom King) è la serie con i voti più alti (sempre sopra il 9, e tendente all'aumento).

CREATO DA ULTRON PER DISTRUGGERE I VENDICATORI
Per chi non lo conoscesse (shame on you :-)), nonostante la nuova notorietà dovuta ad  "Age of Ultron": Visione è un sintezoide, un uomo sintetico, creato dal robot Ultron per distruggere i Vendicatori, ma ribellatosi ed entrato nella squadra. Nato con i tracciati cerebrali di Simon Williams (Wonder Man), e il corpo della Torcia Umana originale, Visione emette potentissimi raggi energetici, dispone di forza sovrumana, è in grado di controllare la  propria densità corporea, passando dall'intangibilità alla consistenza del diamante (fino a pesare 10 volte l'uranio impoverito), il che gli consente di passare attraverso i corpi solidi. Dotato di intelligenza eccellente, in particolare riguardo le capacità strategiche, Visione è saggio e razionale ma dotato di sentimenti, che portano a una lunga e travagliata relazione con la vendicatrice Scarlet.

  Ultron istruisce invano la Visione - Fonte: l7world.com


PRECEDENTI COLLANE DEDICATE AL SINTEZOIDE
La Marvel in passato ha dedicato a Visione 5 testate, di cui due in coppia con Scarlet. Nella maggior parte dei casi, non sono durate più di 4 numeri:
 - miniserie "Vision and the Scarlet Witch" (novembre 1982-febbraio 1983) - pubblicato in italia nel gennaio 1990 (Play Press) e in 100% Marvel l'anno scorso.
 - un'omonima serie di 12 numeri (ottobre 1985-settembre 1986) e scritta da Steve Englehart. I primi due numeri sono stati pubblicati in Italia in "Capitan America & I Vendicatori" (numeri da 46 a 49), gli altri 10 sono inediti da noi
 - Vision (Vol 1) tra novembre 1994 e febbraio 1995 - inedito in Italia
 - (Avengers Icons) The Vision (o Vision - Vol 2) tra ottobre 2002 e gennaio 2003 - pubblicato in Italia come Marvel Monster Edition # 4 nel 2005 e Marvel Best Seller # 19 (La Visione: Ieri e domani) l'anno scorso
 - Ultimate Vision - serie di 6 numeri (lo zero comprendeva 5 storie) pubblicata tra il 2007 e il 2008, dedicata alla versione Ultimate del personaggio (terra 1610) - Pubblicata in Italia in Ultimates 22 (con le prime 4 pagine delle 6 parti del n. 0, "Visions"), e da 32 a 36 (le 5 parti di "Vision") tra il 2006 e il 2008.


Il primo numero di "Vision and Scarlet Witch"(1985) - Fonte: comicvine.gamspot.com


ANTEFATTO  
(SPOILER per chi non ha letto il recente Secret Wars e le storie successive)
Segue SPOILER riguardante il maxi evento Secret Wars e le vicende immediatamente successive: (sintetizzo brutalmente) la maggior parte del multiverso Marvel viene eliminata, facendo convergere i personaggi superstiti su Terra 616, ora Terra Prime. Visione torna nei Vendicatori, quindi si scopre che è manipolato da Kang il Conquistatore, ma torna in sé grazie ad Iron Man (All-New All-Different Avengers, Vol. 1, # 5-6)


LA NUOVA SERIE
La ricerca della propria umanità porta Visione a desiderare di avere una famiglia e vivere il "sogno americano". Crea allora tre sintezoidi: la "moglie", Virginia (per la quale usa presumibilmente i tracciati cerebrali di Scarlet), e i "figli" Viv e Vin (per i quali intreccia gli schemi suoi e di Virginia). Uno dei supereroi più potenti, in grado di distruggere il mondo, viene dunque calato nella vita ordinaria dei cittadini: una casa ad Arlington, appena fuori Washington, un lavoro per cui la mattina bisogna alzarsi e uscire (Visione vorrebbe lavorare alla Casa Bianca, anche perché per i Vendicatori non c'è più uno stipendio), la famiglia. I dialoghi razionali tra i due coniugi (che si chiamano "marito" e "moglie") si concentrano spesso su un'analisi del comportamento umano, ritenuto assurdo ma contemporaneamente obiettivo da raggiungere. 
 

Terrorizzare l'uomo più potente del mondo... Fonte: newsarama.com

I 4 sintezoidi desiderano una normalità ancora difficile da definire, cercano un ruolo nella società, perché "un individuo senza una società è inutile come un dato senza contesto". I ragazzi vanno al liceo - nell'immagine successiva, l'interessante spiegazione che il protagonista dà alla moglie riguardo questa necessità - dove devono affrontare la spigolosità e l'insicurezza degli altri adolescenti. Visione e Virginia si scontrano invece con la rigidità, la paura del diverso, e spesso la meschinità e la cattiveria di alcuni uomini, con conseguenze che possono essere più gravi di quelle legate ai super villain. 

Perchè due androidi vanno al liceo? Fonte: http://globegander.tumblr.com

Piccoli spoiler: sulle tracce dei Visions arriva presto il Sinistro Mietitore (Eric Williams, fratello di Wonder Man): di qui nascono i primi guai. La voce narrante del primo ciclo (numeri da 1 a 6) è di Agatha Harkness, strega di Wundagore e "insegnante" di Scarlet (la addestrò in particolare a gestire la "magia del caos"). SPOILER Sarà lei ad annunciare (e causare?) il precipitare degli eventi.



APPROFONDIMENTI

Riporto alcune dichiarazioni dell'autore, disponibili su badcomics.it:
"Vision - spiega King - è in qualche modo un racconto fantascientifico alla Asimov, ma volevo utilizzare anche un po’ dell’elemento magico, per creare un contrasto tematico tra la vita ipertecnologica di un androide che cerca di controllare il proprio presente e la componente mistica che guarda avanti nel futuro. Trascinato in quella che pare una spirale discendente senza scampo, Visione ha cancellato le sue emozioni, ma non tutte. Ha
operato una sorta di reboot di sistema, non si è trasformato nel signor Spock, dominato completamente dalla logica. Diciamo che ha fatto tabula rasa per ripartire da zero. Come in ogni dramma shakespeariano, l’eroe ha un difetto che lo porta alla tragedia: quello di Visione è il suo desiderio di essere umano, normale. Una caratteristica nobile.
Come Amleto, che non uccide il proprio zio all’istante, ma lo fa in maniera teatrale, così da esporne la colpa di fronte a tutti, da fare giustizia, attirando così la sventura su di sé e sui suoi cari, anche Visione sta cercando di ottenere qualcosa di buono. Ma, nel processo, è preda dell’ossessione che lo dilania internamente. Credo che questo dica moltissimo delle emozioni che tutti noi proviamo nella nostra vita, quando gli obiettivi che ci siamo dati iniziano a farci del male".
"[...] si troverà a dover negoziare il proprio senso di giustizia di fronte all’affetto per una persona. Una contraddizione che lo metterà in grande crisi e, da eroe e Vendicatore, metterà in dubbio la sua affidabilità come testimone, di fronte alla gente comune come anche ai suoi compagni di squadra".
"Per quanto riguarda Scarlet, sappiate che l’ho sempre considerata come una presenza aleggiante nella storia, per quanto non presente inizialmente nelle pagine. La sua relazione passata con Visione è il presupposto di tutto quel che racconto e, nel numero #7, vi mostreremo in modo preciso in quali termini"

Selfie e scatti rubati, per la nuova attrazione di Arlington - Fonte: i.kinja-img.com



Tra le tante recensioni entusiaste, quella di Fumettologica contiene un paio di brani particolarmente interessanti: 
"Se volessimo fare i colti potremmo tirare in ballo la definizione di perturbante (secondo Freud «quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare») per poi, andando a parlare di questa serie, virarla in chiave di meraviglia. Tutti e quattro i membri della famiglia Visione possono volare – lo sappiamo da sempre – ma  non riusciamo a capire se questo ci stupisca lo stesso o ci lasci vagamente disturbati".

"Forse l’idea di un essere artificiale completamente senziente riesce ad affascinarci solo se questo ha l’aspetto di un calcolatore, o di un robot tutto pistoni e cavi elettrici. O, viceversa, di un donna o un uomo di una bellezza algida e artificiosa, come Fassbender in Prometheus. Quando invece cerca di somigliarci aderendo a una serie di comportamenti che ci riguardano da vicino e cui cerchiamo di non pensare – chi si vanterebbe di una vita banale? – allora subentra l’inquietudine. 
Lo studioso Masahiro Mori aveva ipotizzato l’esistenza di una ‘valle perturbante’ (‘uncanny valley in originale) per definire la crescente sgradevolezza di avere a che fare con automi antropomorfi. Più ci assomigliano, meno ci troviamo bene. Tom King e Gabriel Hernadez Walda paiono aver trovato un nuovo modo per rileggere questa affascinante teoria scientifica, spostando il discorso dalle apparenze del singolo a tutto il nostro stile di vita. Intuizione geniale, speriamo solo non la riducano troppo presto nell’ennesima serie di supereroi".



Massimo

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