martedì 26 febbraio 2013

Carissima Italia

Carissima Italia, che cosa è successo?
Ci si voleva bene, manifestavamo a milioni contro la guerra, si votava Prodi, mettevamo il tricolore sul balcone per il tuo compleanno e non lo toglievamo più (se io non avessi fatto trasloco la scorsa estate ce l'avrei ancora lì), si andava in massa alle primarie.
Ho anche preso casa, due volte, nella tua prima capitale, per stare vicini vicini, dove tutto è cominciato.
Certo, spesso mi hai fatto soffrire, andavi con quello bassino con i soldi, quello che non voglio neanche nominare. Un farabutto che ti ha sempre fatto del male e raccontato palle. Il classico tipo che per alcune donne è irresistibile.
Ci si diceva che non sarebbe più successo (soprattutto se il bassino fosse andato in galera). Come un ragazzino innamorato, sciocco e ingenuo, ci ho anche creduto un po'.
Invece. Invece sei troppo legata a lui. Siete simili e complementari. Un po' alla volta anche i ragazzini ingenui aprono gli occhi. 

Forse sono io ad essere "unfit". Anche nelle piccole cose: io, confortato dalla critica e dall'orchestra, dico Elio, tu dici Mengoni. Io dico "Governo riformista", tu dici "Ricchi premi e cotillon", "Era già rotto quando sono arrivato", "Tutta colpa dei comunisti". Oppure tiri fuori la versione 2.0, ancora da testare: vaffanc**o, caos, tsunami, leccate le matite, chi pensa che io non sia democratico va fuori dalle pa**e, tutti a casa, poi si vedrà.

Mai stato bravo a fare queste cose, ma, come dire, temo che dobbiamo chiuderla qui. Rimaniamo amici. Ma non mi cercare, ti chiamo io.

                                                                            Massimo







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Un'amica ha postato su facebook una fiaba di Gianni Rodari, "Il funerale della volpe". Terribilmente bella, vera ed attuale. Sembra scritta ieri, ma il grandissimo Rodari ci ha lasciati più di 30 anni fa. Purtroppo non è abbastanza nota, temo che la conosca molto bene solo il signore bassino, Mr. Fox.


Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva.
- È morta, è morta - gridarono le galline. - Facciamole il funerale.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato.
Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.
La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po' di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi.
Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro:
- È morta, è morta! Facciamole il funerale.
Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco.
Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia.
Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutto il corteo.
La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.


Massimo

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