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martedì 6 settembre 2011

Censura vs pericolo di emulazione

In questi giorni i media stanno riferendo di diversi suicidi per amore, tentati o portati a termine. Ad esempio il 25 agosto, il 3 settembre e ieri, 5 settembre. Esempio da manuale di notizia da non dare. E la sana regola di non pubblicare notizie di suicidi, soprattutto a rischio emulazione?
I potenziali suicidi, emuli o no, hanno qualche problema serio. E la società, media compresi, ha qualche responsabilità verso di loro. Qualcuno, immagino, cerca solo il pretesto o il modo. Qualcuno è molto debole, sul precipizio: forse se non gli viene offerto un "modello", per giunta con onori della cronaca, non arriva a concretizzare il "piano". E magari passa un tempo sufficiente a farlo rientrare in carreggiata. Bisogna pensare anche a quei casi. Ai deboli, agli infelici, agli ignoranti... L'emulazione del suicidio, tra l'altro, è legata normalmente alle analogie, vere o presunte, tra il "modello" e l'emulatore.
La mia breve considerazione iniziale, scritta su faccialibro a commento della notizia di ieri e della sua pubblicazione, ha stimolato un po' di dibattito tra gli amici. Si è parlato anche di censura: lungi da me. Ma chi fa informazione deve selezionare poche notizie tra le migliaia fornite da agenzie di stampa/internet/redazione, e valutare in base a tanti criteri, più o meno condivisibili, tra cui - ritengo - l'opportunità e l'impatto sociale della notizia.
Faccio un esempio estremo e brutale. La foto dettagliata di un bambino dilaniato da una bomba è una notizia? Non pubblicarla è censu
ra? Ci sono notizie che una volta diffuse creano emulazione, a causa di quello che spesso è stato definito effetto Werther, o effetto copycat; già nel 1844 il fondatore dell'American Journal of Insanity, (oggi "of Psychiatry"), scriveva che "Non c’è nulla di scientificamente meglio dimostrato del fatto che il suicidio è spesso portato a compimento per effetto dell'imitazione".


Talvolta è difficile capire se sono i media a seguire un filone e dare spazio a eventi che probabilmente accadono tutto l'anno, o se siano casi di "attenzione selettiva": il cane che azzanna il bambino non legge il giornale e non guarda il TG, ma magari il testimone che avvisa i giornali sì; o magari chi "sceglie" le notizie in quella settimana segue il filone "cani che azzannano bimbi".
Io preferisco che il soggetto a rischio non si suicidi, o non lo faccia prima solo perchè i media hanno spazio e notorietà a un altro suicida. E si fa in fretta a superare la soglia del circolo vizioso. 4-5 casi fanno "la moda", come nel 1990 per i tanti casi di suicidio tramite tubo di scappamento, quasi quotidiani.


Massimo

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