mercoledì 2 febbraio 2011

Piemonte "iniquo e ostile"? Azzerati i fondi per l'equosolidale

Dopo aver calato la mannaia sulla sanità, la Regione Piemonte ha azzerato i contributi al Commercio Equo, già decimati lo scorso anno. La interpreto come un'ulteriore ingiustizia, che va a colpire una realtà cui tengo molto perchè è una delle poche che lavora per migliorare le condizioni del Sud del Mondo, sviluppando un'economia sana, in alternativa a una politica degli "aiuti" che spesso è stata fallimentare, e non è comunque lungimirante: se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare.


Probabilmente Lega & C percepiscono l'equo (se lo percepiscono) come un'attività di sinistra, poco significativa, utopica, troppo poco "locale" e troppo "pro negher". Non si rendono neanche conto che le persone che vorrebbero rimandare a casa con l'equo vengono "aiutate a casa loro", come fan finta di desiderare.

La percepiscono come un'attività la cui soppressione permette di recuperare qualche euro. Se non fosse caduta la scure anche sulla sanità, potrebbe dire alcuni tagli ricordano chi si ingozza e poi mette il dolcificante nel caffè...
Riprendendo i commenti di persone che lavorano nel campo, sottolineo un elemento che rende ancora più evidente la stortura di questo "taglio": i finanziamenti regionali erano destinati soprattutto a sostenere le iniziative di sensibilizzazione, informazione, didattica (vedi l'articolo 5 della Legge Regionale 26/2009, approvata dalla maggioranza Bresso). L'attività commerciale può anche reggersi sulle sue gambe, ma è fondamentale poter comunicare ai cittadini come funziona il sistema economico e quali alternative esistono: questa è una scelta politica, questo consente di andare oltre l'esercizio di stile". Tra l'altro, i finanziamenti pubblici alle attività commerciali e imprenditoriali "normali" e profit esistono e sono molto più consistenti dei contributi previsti per il commercio equo.

Il gruppo del Consiglio regionale del PD ha presentato un Ordine del Giorno e ha firmato una mozione per chiedere alla Giunta di ripristinare i fondi per garantire la piena applicazione operativa della Legge 26/2009.
Dei tagli si sono occupati nei giorni scorsi "La Voce del Popolo", "La Stampa", "Altreconomia", "Vita", interpellando gli operatori del settore.
Riporto infine il comunicato stampa del Coordinamento Organizzazioni Piemontesi di commercio equo e solidale.

LA REGIONE PIEMONTE AZZERA I FONDI
PER IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

Dopo i pesanti tagli preannunciati a luglio, l’azzeramento totale dei fondi rende di fatto vana la legge regionale approvata nell’ottobre 2009 e mai attuata. Torino, 14 gennaio 2011 – Mentre aumentano le Regioni italiane impegnate sul fronte del commercio equo e solidale, il Piemonte fa un ulteriore e deciso passo indietro, azzerando i fondi previsti dalla Legge n°26 del 28 ottobre 2009 -"Disposizioni per la promozione e la diffusione del commercio equo e solidale". La legge, che fino ad oggi era in attesa di diventare operativa, era già stata vittima la scorsa estate dei tagli della nuova Giunta, che aveva dichiarato di voler ridurre lo stanziamento da 350.000 euro previsti a 30.000, rendendo di fatto impossibile l’attuazione di buona parte delle azioni previste. In autunno è stata nominata la Consulta e da allora si attendeva l’uscita del bando per poter avviare iniziative di sensibilizzazione con il budget disponibile. La notizia di oggi pone fine anche a questa attesa: gli uffici competenti ci comunicano che i fondi stanziati per il 2010 non sono più disponibili e che nel bilancio preventivo del 2011 non è prevista alcuna spesa a carico dell’Ente a copertura di iniziative sul commercio equo e solidale. È questa la fine di un lungo percorso che dal 2006 ad oggi ha coinvolto una trentina di realtà non profit, riunitesi appositamente nel Coordinamento delle Organizzazioni Piemontesi di Commercio Equo e Solidale, il cui progetto aveva raccolto consenso da una parte significativa dei gruppi consiliari, portando nel 2007 ad un progetto di legge che fu firmato da consiglieri di diversi partiti politici, configurandosi come una proposta largamente condivisa e bipartisan. “È deludente – dichiara Alberto Anfossi, presidente della cooperativa Mondo Nuovo che, insieme a Juan Saavedra della cooperativa I.so.la. e Luca Gioelli della coop. Liberomondo, è portavoce del Coordinamento delle Organizzazioni Piemontesi di Commercio Equo e Solidale – che il lavoro di anni, realizzato in modo partecipato e condiviso a più livelli, sul piano politico e amministrativo, sia oggi vanificato da un atto di prepotenza della Giunta attuale, che dal suo insediamento ha risposto negativamente alle nostre richieste di incontro. In questo modo soffocano sul nascere la neonata legge, frutto di un importante lavoro condiviso, senza neanche ascoltare la nostra voce né voler sapere chi siamo e cosa facciamo da anni sul territorio piemontese, che è peraltro uno dei più significativi nel panorama dell’equo e solidale italiano.” In Piemonte si contano oltre 60 “Botteghe del Mondo”, punti vendita dei prodotti equosolidali gestiti in modo non profit, che si configurano come luoghi di aggregazione e informazione, punti di riferimento per attività di sensibilizzazione sul consumo responsabile. Le cooperative e associazioni che li gestiscono raccolgono oltre 5.000 cittadini associati, circa 700 volontari e danno lavoro a 150 persone. Anche l’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES – www.agices.org) esprime rammarico di fronte a questa notizia: “È poco sensato – dichiara il Presidente AGICES Alessandro Franceschini – che una Regione vari una legge che poi non viene finanziata e che quindi perde ogni efficacia a livello operativo. Auspichiamo che in futuro il commercio equo e solidale anche in Piemonte, come avviene in altre Regioni, rientri a pieno nella strategia di sostegno alla cooperazione internazionale e di valorizzazione dei consumi sostenibili. Proprio nei momenti di crisi economica è infatti ancora più sensato investire in iniziative che nascono dal basso, da un grande movimento di cittadini, consumatori e volontari che operano ogni giorno per un miglioramento delle regole dell’economia internazionale proprio a partire dagli acquisti di tutti i giorni”. AGICES da anni lavora affinché le organizzazioni di commercio equo vengano riconosciute dalle Istituzioni come realtà che attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica, si impegnano per la giustizia sociale ed economica, lo sviluppo sostenibile, il rispetto per le persone e per l’ambiente. Attualmente sono 9 le regioni in cui sono state approvate le “leggi equosolidali”: dopo i primi risultati in Liguria, Marche, Umbria, Lazio, Toscana, Abruzzo, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 si sono aggiunte il Piemonte (L.R. n. 26 del 28.10.2009), l'Emilia Romagna (L.R. n. 26 del 29.12.2009) e il Veneto (L.R. n. 6 del 22.1.2010). Il Piemonte rappresenta oggi un’eccezione rispetto alle altre Regioni dotate di una normativa equosolidale, le quali hanno già reso operative le proprie leggi, provvedendo a sostenere le organizzazioni di fair trade del territorio. IL COORDINAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI PIEMONTESI DI COMMERCIO EQUO E SOLIDALE Il coordinamento si è costituito nel 2006 riunendo 32 organizzazioni non profit che si occupano di commercio equo e solidale. Queste organizzazioni gestiscono attualmente oltre 60 Botteghe del Mondo e riforniscono di prodotti equosolidali altre centinaia di punti vendita (negozi, circoli, bar, supermercati). I soci di queste cooperative e associazioni sono oltre 5.000 cittadini, in continua crescita, di cui circa 700 sono volontari attivi. Si aggiungono i tanti frequentatori e “clienti” delle Botteghe e i partecipanti alle serate di informazione, conferenze, spettacoli, attività didattiche e formative realizzate da queste organizzazioni per far conoscere i temi dell’economia solidale. Il commercio equo e solidale è anche una delle poche realtà che, di questi tempi, crea occasioni di impiego e posti di lavoro, che aumentano di anno in anno. Attualmente sono 150 le persone che lavorano nelle organizzazioni piemontesi di commercio equo, di cui il 70% è assunto a tempo indeterminato. PER INFORMAZIONI: GRUPPO DI CONTATTO DEL COORDINAMENTO: - Alberto Anfossi, alberto.anfossi@mondo-nuovo.it - 349 2959688 - Juan Saavedra, juan@cooperativaisola.org - 347 6841610 - Luca Gioelli info@liberomondo.it -348 0945561 UFFICIO STAMPA: Silvia Bergamo Tel. 011 4371916 Cel. 347 5360961 - silvia.bergamo@mondo-nuovo.it

Massimo

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