mercoledì 25 agosto 2010

Fuoco amico contro il PD

E torniamo a parlare del PD e del centrosinistra. Sabato comincia la festa nazionale del PD, organizzata a Torino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
E' stata occasione di polemica il mancato invito di Roberto Cota alla festa nazionale del PD, in programma a Torino proprio in Piazza Castello, sotto gli uffici del Presidente della Regione (pro tempore?). Uno sport che si è diffuso recentemente in Italia è il fuoco amico nei confronti del PD, a mio avviso criticato oltre le sue colpe reali.


Sull'affaire Cota il Partito Democratico è stato contestato per ragioni opposte da "Il Fatto" e Repubblica. Nell'editoriale "Invito a cena con relitto", Marco Travaglio ha scritto:


Si ignora se sia stata sua [di Bersani] la pensata di invitare alla festa nazionale del Pd a Torino i ministri Tremonti, Maroni, Calderoli e naturalmente l’insigne Schifani. Fatto sta che i primi tre, dopo aver accettato, hanno fatto retromarcia per solidarietà col governatore leghista Cota, che secondo il Pd avrebbe vinto le elezioni con vari trucchi e imbrogli, quindi la sua presenza alla festa del Pd è parsa eccessiva persino al Pd. Ma non al sindaco Sergio Chiamparino. Reduce dai disastri combinati con la fondazione San Paolo (alleanza con la Lega e con Tremonti per nominare al vertice un amico della Lega e di Tremonti) e con un gruppo di rifugiati somali, questa giovane promessa del Pd – ha appena 62 anni e fa politica solo da 40 – s’è infuriato per l’esclusione di Cota. E, anziché felicitarsi per lo scampato pericolo e pregare il cielo che si ritiri anche Schifani, si è molto rammaricato per il no di Maroni, Calderoli e Tremonti, anche perché con Maroni doveva presentare il suo libro pubblicato da Einaudi (cioè da B.)"

Il giorno dopo Ettore Boffano su Repubblica (cronaca di Torino) rimprovera l'esatto contrario al partito di riferimento del quotidiano:

O che, peggio ancora, a qualcuno venisse in mente (a Roma come a Torino) di escludere dal programma della manifestazione il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, già capogruppo alla Camera della Lega Nord e tra i più autorevoli esponenti nazionali del suo partito, con la causidica argomentazione che lo stesso Cota «è sub judice» (come presidente del Piemonte) per via degli iter processuali amministrativi nei quali si sta valutando la legittimità di alcune liste che avevano fiancheggiato la sua candidatura durante le regionali della primavera scorsa. Si tratta in realtà di una decisione sciocca e immotivata [...] stolida scelta



Repubblica è, appunto, un giornale di centrosinistra molto vicino al PD. Il Fatto è un giornale vicino al centrosinistra o quantomento all'area IDV (nonchè Grillini e stanchi della politica), critico contro la classe politica, ma soprattutto nei confronti di Berlusconi e del centrodestra. Quindi due testate non così distanti nè tra di loro nè dal Partito Democratico. Attaccando il PD per ragioni opposte danno un esempio significativo di come il PD, indebolito da lotte intestine e da un'identità ancora poco chiara, si muova in un ambiente ostile che comprende anche i media non berlusconiani.

Massimo

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