martedì 30 marzo 2010

Il Villaggio di Asterix non basta


Barbarians live here.


Complimenti ai grillini che in puro spirito massimalista regalano il Piemonte a Lega e PDL, dando una spallata all'ultimo baluardo di Pianura Padana che resisteva all'imbarbarimento. Ben inseriti in questa Italia dalla memoria cortissima, gli amici che vogliono una politica pulita probabilmente
non si ricordano le giunte Ghigo e i processi per tangenti sulla sanità. Che, ricordo, non è una competenza marginale, ma costituisce l'80% dell'abbondante bilancio della Regione.

Dubito fortemente che siano stati gli elettori del centrodestra a votare "Movimento 5 stelle". Il 4% ottenuto dai grillini è 10 volte maggiore del divario Cota-Bresso. Bono ha preso più voti della Lista 5 stelle, la Bresso ha presi meno voti delle liste che la appoggiavano. Ma la "proposta soft" dei grillini non era il voto disgiunto "Bresso+Lista 5 stelle"?


Grillo definisce il suo movimento la "Lega del terzo millennio": ecco, intanto ha fatto vincere quella del secondo. Quella di Bossi, Calderoli, Borghezio, Salvini e Cota. Quella del disinfettante contro i neri, delle ronde, dei posti riservati ai milanesi sulla metro, dell'urina di maiale per preservare i terreni dal pericolo moschee, dei riti pagani sul Po, delle ordinanze da baraccone nelle città del Nord.
"Noi e loro - dice Grillo - siamo gli unici radicati sul territorio. Li vedi in giro per i paesi con i loro banchetti, ecco perché poi prendono voti anche se fanno discorsi molto discutibili". Dopo aver insultato tutti, il caro Beppe per parlare dei discorsi della lega si scopre diplomatico e politicamente corretto, e li definisce "discutibili". Ci fai o ci sei?

Dobbiamo immaginare che il consigliere 5 stelle riuscirà dove opposizione, magistrati e giornali "comunisti" finora hanno fallito, farà rigare dritto i partiti che ne fanno di cotte e di crude e cadono sempre in piedi, quella "casa delle libertà" dove si può infrangere la legge tanto poi la si cambia ad hoc, dove il capo si fa processare solo quando vuole, cioè mai?

Ne valeva la pena? Forse PDL e Lega non vogliono Tav, inceneritori, nucleare? Forse sono cambiati e non assisteremo più a processi per corruzione nella sanità?
Dobbiamo sopportare il malgoverno e dare l'addio alle energie rinnovabili solo perché voi dovete giocare ai duri e puri?

Aldilà della gravità della vittoria di Cota e delle ripercussioni che ho provato ad accennare, c'è un tema di fondo che prima era per me un pensiero, ora una triste realtà davanti agli occhi: il qualunquismo e il "tanto sono tutti uguali" fanno il gioco del peggiore, del padrone del Paese, di chi ha interesse a confondere le proprie malefatte con quelle degli altri, sapendo di emergere con nani, ballerine e false promesse.
A danno dell'altra parte politica, imperfetta, smidollata, litigiosa, ma senz'altro più sana, che è la prima a pagare quando masse consistenti abbandonano i partiti e disertano le urne o seguono le sirene del primo incantatore che passa.
Il Movimento 5 stelle pensa forse di convincere chi da 15 anni vota Berlusconi e centrodestra ignorando, sottovalutando, (o apprezzando?) il campionario di reati, incidenti diplomatici, leggi ad personam, cattiva gestione? O forse è più logico che quel 4% sia arrivato da chi voterebbe centrosinistra ma è insoddisfatto della sua debolezza?

Per chi avesse dubbi in merito, da questa notte una triste conferma per il Piemonte. A parte il villaggio di Asterix torinese, tutte le province sono andate a Cotan il Barbaro (come
lo chiama argutamente Il Fatto), e nel Cuneese la Lega ha superato il PDL.
Sperando che un giorno il PD torni a prendere almeno più voti di quanti ne prendevano i DS da soli, inizio a raccogliere le firme per dichiarare al più presto la libera Repubblica di Torino.




Massimo

3 commenti:

faber ha detto...

Caro Massimo,
comprendo il tuo sfogo e sono abbastanza d'accordo con la tua analisi.
Solo "abbastanza" perchè prendersela solo con la lista Grillo mi pare un pò riduttivo (anche se concordo che in Piemonte sono stati determinanti).
Il vero problema sul quale dobbiamo cominciare a lavorare, secondo me, è che questa è l'Italia che vogliono gli italiani: quella dove si può infrangere la legge tanto poi la si cambia ad hoc, quella di nani, ballerine e false promesse, ecc... E, in piccolo, questo è il Piemonte che vogliono i piemontesi.
Ma perchè siamo arrivati a questo?
Oltre a tutti gli errori che può aver fatto il centrosinistra (siamo tutti esseri umani, tutti possiamo sbagliare) ce n'è uno che ha lasciato il segno più di tutti: il conflitto di interessi.
Mi spiego. L'Italia ormai è una democrazia malata, sarebbe meglio definirla una "mediacrazia". Chi detiene il controllo dell'informazione e dei media (e non è la sinistra) detiene anche il potere, perchè ormai, grazie a quel controllo, ha instaurato un clima di qualunquismo (come hai giustamente osservato anche tu), di odio verso il diverso, di egoismo che ormai si autoalimentano in una spirale perversa. Con un unico obiettivo più o meno dichiarato: mantenere il potere per poter continuare a fare indisturbatamente i cavoli propri. Potere fine a se stesso, perchè sappiamo bene che a B. dell'Italia e degli italiani non gliene frega assolutamente niente.
E la responsabilità del centrosinistra in questo è schiacciante: negli ultimi 16 anni abbiamo governato per 7 anni. Eppure niente regolazione (seria, non quella pagliacciata della legge Gentiloni) del conflitto di interessi.
Ora, paradossalmente, il PDL che tra europee e regionali ha perso circa il 10% di voti rispetto alle politiche 2008, può continuare a cantare vittoria. E B. si gode i risultati della sua mediacrazia.
Mentre noi continuiamo a leccarci le ferite.

Massimo ha detto...

Probabilmente l'amarezza della sconfitta di misura e gli scenari inquietanti che si aprono inacidiscono l'analisi e la ricerca del colpevole. Ma non ho molti dubbi sul fatto che buona parte di quel 4% di voti venga da elettori di centrosinistra, e quasi nessuno dal centrodestra.
Rimangono i problemi e le lacune del PD e del centrosinistra. Che a mio parere a Torino e in Piemonte sono comunque inferiori rispetto al livello nazionale.
Resta il fatto che il "modello" del premier, nella sua pochezza, è premiante. Cade sempre in piedi, a dispetto di qualsiasi nefandezza venga scoperta. E paradossalmente la gente che si stanca di questo sistema alla fine lo premia, disertando le urne o votando chi non può essere alternativa di governo ma solo protesta e - se va bene - controllo.

Enrico. ha detto...

Io credo che le responsabilità vadano condivise fra molti e non ascritte solo al movimento 5 stelle. E che comunque più che essere criticate, le preferenze della gente vadano interpretate.
Ascolto con un po' di fastidio la Bresso che dice quelli erano i MIEI elettori sono i MIEI voti, io personalmente non appartengo a nessuno e mi reputo libero di votare per le idee e le visioni di sviluppo che più mi convincono.
Concordo che il problema nel PD a livello nazionale sia più grave che a livello regionale, ma quando vedo che disertano le votazioni sullo scudo fiscale buttando l'unica opportunità che avevano di mandare a casa il banana, mi cadono i le palle e dico: allora è tutta una presa per i fondelli e l'unico antidoto è cambiare il sistema dalla base, ovvero la struttura di incentivi. Quindi prima iniziamo a farlo meglio è. Anche la Bresso che pensa di poter governare solo perche' fa delle cose con buon senso, senza curarsi troppo di quello che pensano i suoi elettori in qualche modo rivela una visione della politica che tiene in conto il cittadino solo fino ad un certo punto. Sono d'accordo che ciò che ci attende probabilmente non è nulla di buono e che quando c'era Ghigo c'erano piu' scandali nella sanità...ma è anche vero che la sanità non funziona in maniera trasparente ed etica neanche con Bresso, forse in maniera meno eclatante ma altrettanto costosa per il cittadino. In più credo che la presenza della Lega al governo possa anche fungere da sprone per molti cittadini ad essere più attivi e vigilare sul suo operato, portando anche qualche risultato positivo in termini di risveglio di coscenze civiche.
Io personalmente ho espresso un voto disgiunto, per ridurre i rischi, ma non mi sento di giudicare chi non ha seguito il mio stesso ragionamento. Forse fra cinque anni chi verrà dopo la Bresso, memore di questo risultato, terrà più in considerazione i messaggi che arrivano dalla base.
Chi lo sa. In ogni caso non mi metterei le mani nei capelli in quanto ogni cambiamento porta dei rischi ma nasconde anche delle opportunità. Cerchiamo di focalizzarci su quelle, vigiliamo e facciamo sentire la nostra voce non solo tra 5 anni, ma giorno dopo giorno.

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