mercoledì 23 settembre 2009

Nasce "Il fatto", scompare la tv analogica (o quasi)

Oggi è in edicola (e sui pc di chi ha fatto l'abbonamento al pdf) il primo numero de "Il fatto", giornale che si annuncia indipendente ("la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune"), con una linea editoriale basata sulla Costituzione della Repubblica (ribadito dal direttore Padellaro in conferenza stampa e nell'editoriale di oggi). La presenza di firme importanti come Marco Travaglio e Furio Colombo rende il progetto interessante, ma la vera novità mi sembra il proposito di riportare le notizie che le altre testate evitano di pubblicare ("Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano"). E la decisione di non chiedere finanziamenti pubblici.


Prezzo in edicola 1,20 €, 6 uscite settimanali ("riposa" il lunedì). La possibilità di abbonarsi (al cartaceo, al pdf o entrambi) a prezzo scontato è stata prorogata fino al 15 ottobre. Al momento gli abbonati sono 28.000, di cui il 70% all'edizione elettronica e il 30% al cartaceo. Per chi è interessat
o, maggiori informazioni sono riportate qui. E' anche disponibile un elenco delle città dove il giornale è disponibile in edicola. Il mio consiglio, naturalmente, è di abbonarsi. Il pezzo di Travaglio nella "prima prima pagina" ci racconta che cosa succede a due passi da noi (in Francia) ai politici di vertice che provano ad affondare gli avversari con falsi dossier.
Nelle edicole sono arrivate poche copie, andate esaurite nella prima mattinata, per cui è stato messa disposizione gratuitamente la versione digitale, ed è stata effettuata una ristampa che viene distribuita a Milano. Se qualcuno me ne facesse avere una copia, gliene ne sarei grato :-)




In contemporanea a quest'avventura di informazione libera, ci stiamo godendo i frutti del passaggio a una tecnologia televisiva scadente e scartata all'estero. Tanto per farvi fretta, i vari rivenditori di elettrodomestici vi segnalano da tempo che dal 23 settembre al 9 ottobre nel Piemonte occidentale - le province di Cuneo e Torino - ci sarà lo switch-off, cioè l'eliminazione dall'analogico dei canali nazionali e locali sopravvissuti al primo switch (che ha oscurato Rai 2 e Rete 4). Da quel momento tutti i canali saranno visibili solo su digitale terrestre o via satellite.
Ma quale sarà quel momento? La stessa informazione generica diffusa dai rivenditori è riportata dalla maggior parte dei siti. Far sapere quando i canali di cui sopra spariranno dall'etere di Torino sembrava troppo faticoso.
Siccome nella mia pigrizia non mi sono ancora procurato un decoder né un televisore dotato di decoder integrato, in questi giorni ho iniziato a pensare: "Ma dal 23 sparisce tutto e metterò a ripetizione i DVD di Lost?".
"Mmm.... Lost", direbbe Homer Simpson, ma per la gioia di mia moglie che ancora ignora la delizia della serie sull'isola misteriosa, i canali spariranno tra due settimane. Sul sito http://decoder.comunicazioni.it/ c'è infatti la risposta: il passaggio avverrà dal 7 al 9 ottobre Canavese orientale, pianura di Torino e pianura di Cuneo. E in particolare, nell'amato capoluogo di Regione il passaggio avverrà il giorno 7.
Qui http://decoder.comunicazioni.it/switchoffPiemonte.shtml è possibile avere il dettaglio relativo al proprio Comune di residenza.

Massimo

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