sabato 5 settembre 2009

A 20 anni dalla morte di Scirea

Giovedì ricorreva il ventennale della morte di Gaetano Scirea, campione sul campo ed esempio da imitare per tutti gli sportivi. Libero della Juventus e della nazionale campione del mondo nell'82, a soli 36 anni morì in un incidente in Polonia, dove era andato a seguire, in qualità di secondo dell'allenatore Dino Zoff, un'avversaria di coppa Uefa della Juve. Mai espulso o squalificato, ancora oggi è ricordato per la sua correttezza in campo e fuori. Per questo sarebbe forse il caso di ritirare la maglia numero 6, che invece viene consegnata al neoacquisto Fabio Grosso.



Passando alla juve di oggi, cerco di non farmi travolgere dall'entusiasmo: con l'impressionante demolizione del Milan, l'Inter ha impressionato, confermando di essersi rafforzata nonostante la partenza di Ibra. Eto'o e Milito sono una coppia d'attacco da 40 gol, Thiago Motta e Sneijder hanno rinforzato il centrocampo, Lucio si è aggiunto a un gruppo di centrali già di prim'ordine.
Tuttavia, la Juve può festeggiare il primato in classifica e l'acquisto di un grande giocatore. Troppo presto per definire Diego "un fenomeno" o "il nuovo Zidane", ma l'inizio è stato decisamente strepitoso. Dopo la buona partita (e assist) contro il Chievo, è arrivata una prestazione maiuscola contro la Roma: la sua doppietta ha consentito rimanere a punteggio pieno nonostante la prima trasferta impegnativa sia arrivata già il 31 agosto. Lanciato da un errore clamoroso Cassetti, Diego è partito da metà campo, ha resistito all'intervento di Riise, e ha superato il portiere con un colpo d'esterno spettacolare.
Non manca qualche difetto: la difesa ancora un po' ballerina, un centrocampo che sente la mancanza di Sissoko, la svagatezza che porta Melo a perdere palloni importanti. Ma gli ottimi risultati, l'acquisto in extremis di Grosso e soprattutto il talento mostrato da Diego fanno sperare nello scudetto.

Massimo

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