lunedì 15 giugno 2009

L'ultimo miliardo di uomini

L'amico Alberto reclama un aggiornamento più frequente del blog. Per quei pochi che non lo sapessero, si tratta del n. 1 dei Tressette, che un mese fa ha parato un rigore sul 3-2, consentendoci poi di vincere in scioltezza. Perciò, non posso non accontentarlo. Non avendo però molto tempo, oggi mi limito a segnalare due letture.



"L'ultimo miliardo di uomini": un punto di vista differente sulla crisi climatica del pianeta, dato da James Lovelock, autore dell'ipotesi Gaia, in un'intervista pubblicata sabato da La Stampa. Contesta l'IPCC (foro intergovernativo sul cambiamento climatico) e l'illusione che la riduzione di CO2 possa risolvere il problema. Chiede la protezione delle foreste rimaste, il ripristino dello stato naturale delle terre coltivabili, l'uso degli oceani per catturare carbonio, la produzione di cibo attraverso la biosintesi, il ricorso al nucleare (secondo lui vengono sopravvalutati il pericolo della tecnologia e il problema delle scorie). Qualcosa mi lascia perplesso, ma è bene sentire voci diverse su un problema grave, consci che alcune voci "scientifiche" sono al servizio di interessi industriali e politici.

Segnalo anche una lettera molto accesa di don Paolo Farinella, che accusa monsignor Bagnasco e i vescovi di rinunciare al ruolo di garanti della morale quando di mezzo c'è un potente che promette di ripianare i loro debiti, in cambio del silenzio. Forse troppo faziosa, forse troppo dura con la Cei. Un documento che fa male, ma che può essere utile, secondo me, non tanto per riflettere sui vizi del premier (noti alla maggior parte di noi), bensì sull'importanza
e la difficoltà della coerenza, soprattutto per chi crede.


Massimo

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