martedì 13 maggio 2008

Incentivare la violenza

Trovo decisamente irresponsabile parlare di "flop" per il corteo pro Palestina (o "dei centri sociali"), in antagonismo alla Fiera del Libro dedicata ad Israele (vedi La Stampa), visto che non ci sono stati i temuti incidenti, e hanno partecipato "solo" quattromila persone (ovviamente le stime oscillano parecchio, dai 2.000 della questura, agli 8-10.000 degli organizzatori). Lo dico sebbene qualcuno dei partecipanti sia rimasto in effetti deluso dalla partecipazione.



A parte il fatto che qualche ragione i Palestinesi ce l'hanno: 60 anni fa l'Onu ha cercato di togliersi dalla coscienza il peso dell'Olocausto "inventando" per gli ebrei uno Stato fuori dall'Europa; ottima iniziativa, peccato che in quella terra vivessero da tempo centinaia di migliaia di arabi. Ma la questione è molto complessa e merita analisi più approfondite.
Sottolineerei il fatto che radunare 4000 persone, senza il richiamo della televisione, dello sport, o di qualche sottoprodotto televisivo tipo ex Grande Fratello, per una protesta politica, e per giunta pacifica, non è cosa da poco. Di solito ci riesce solo Beppe Grillo, che questa volta non era coinvolto.

In ogni caso, chiunque ci sia dietro la protesta dei centri sociali, se le manifestazioni pacifiche che coinvolgono pacificamente 4000 persone vengono "bollate" come un "flop", mentre quelle violente e distruttive vengono "premiate" con ampio spazio sui media (cosa che d'altra parte avviene per le violenze dei tifosi, le "bravate giovanili", e mille altre azioni censurabili...), quale dei due atteggiamenti sarà incentivato?



Massimo

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