giovedì 22 novembre 2007

Venghino signori, venghino...

Viviamo davvero in un Paese paradossale. La storia della rete segreta creata da Berlusconi per controllare e coordinare TG Rai e Mediaset, in modo da gestire uniformemente e favorevolmente le notizie, meriterebbe un discorso a parte. Ma tutto sommato c'era da aspettarselo. Invece trovo pazzesco il ribaltone di questi giorni: da oltre un anno Mr. B pontificava sul fatto che avrebbe fatto cadere il governo (e dire che con una maggioranza così risicata in Senato, sarebbe bastato uno sforzo modesto), sulla "spallata" che avrebbe dato, in occasione della finanziaria, grazie agli "accordi" presi con diversi senatori dell'Unione...
Calderoli gliel'aveva già giurata, lo avrebbero "fatto fuori" in caso di fallimento della spallata. Fini e Casini erano pronti a fargli le scarpe.
Alla fine, Prodi passa indenne il voto del Senato (!) sulla finanziaria, senza nemmeno porre la fiducia (!). Grande fiasco per il cavaliere, che si trova all'angolo, guardia bassa, sguardo spento, pronto a cadere al tappeto.

Ma, come in una qualsiasi americanata, film sul pugilato o incontro di wrestling, il protagonista, dopo averne prese un bel po', si rianima magicamente e con una rapida controffensiva ribalta il risultato.
In questo caso, sono bastati due numeri da baraccone:
1) fingere che la raccolta di firme contro Prodi abbia coinvolto dieci milioni di italiani (uno su cinque... ma dai... quanti gazebo avete visto? quante persone conoscete che hanno firmato?)
2) cambiare nome a Forza Italia, che dopo 13 anni abbandona quello populista e "antipolitico" per passare a uno incerto, con una variante persino sinistreggiante (si prepara l'inciucio...): "Partito della Libertà" o "Partito del Popolo della Libertà"
Avete capito bene... una balla colossale, e un cambio di nome... e oplà, Berlusconi cancella la
sonora sconfitta, torna protagonista del teatrino della politica, mentre i suoi nemici-amici che erano finalmente a un passo dal farlo fuori e sottrargli la leadership del centrodestra, ora devono correre ai ripari. Già si parla di "mossa del cavallo" di Fini che, con un ennesimo accentramento, potrebbe allearsi con l'UDC.

Tra l'altro il nano malefico cerca ora il dialogo con il PD, in particolare con Veltroni e D'Alema, e chiede una nuova legge elettorale, proporzionale e con sbarramento molto alto, ipotizzando già di governare in solitaria (con gli alleati di centrodestra non più determinanti o neppure presenti), o addirittura una "Grosse Coalition" con il PD.
Insomma, foschi scenari, proprio quando si profilava un ridimensionamento di mister B.
Purtroppo in questo Paese si diventa "Vip" rubando, o sfruttando il coinvolgimento in fatti di cronaca nera, o, nel migliore dei casi, mostrando le proprie grazie senza ostentare altro talento: logico che si possa trasformare la sconfitta in trionfo con un paio di trucchi da quattro soldi. Certo, controllare l'intero sistema mediatico non guasta.

Massimo

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