venerdì 27 aprile 2007

Guida di sopravvivenza al riscaldamento globale - 3

Terza e ultima puntata della guida del Time per sopravvivere al riscaldamento globale, tradotta e sintetizzata dal vostro affezionato blogger di quartiere (una menzione virtuale a chi coglie la citazione). Siccome molti punti non riguardano noi comuni cittadini italiani, ma gli industriali e/o gli americani, ho evidenziato in rosso i punti che possono esserci più utili.

37. Eliminare il packaging
La confezione dei prodotti aumenta la produzione e la consegna di ulteriore materiale, e dunque le emissioni di CO2. Le puoi ridurre con un atteggiamento da consumatore vigile. Restituisci i tovaglioli di carta extra e le bustine di zucchero avanzate, non usare i sacchetti quando puoi portare direttamente le confezioni.

Anche le multinazionali si stanno adeguando. La Hewlett-Packard ha annunciato a febbraio che renderà più leggeri gli involucri delle stampanti, il che ridurrà le emissioni di CO2 quanto togliere dalla strada 3.500 automobili. Il gigante della distribuzione Wal-Mart ha snellito molti prodotti, dalle confezioni di pollo arrosto alle bottiglie d'acqua, fatte ora con 5 grammi in meno di plastica. Prevede di ridurre il packaging del 5% a partire dal 2008: basterebbe per eliminare 667.000 tonnellate di emissioni di CO2.

38. Commerciare C02
Uno dei punti più ambiziosi del Protocollo di Kyoto era il meccanismo di sviluppo pulito, attraverso il quale le compagnie degli Stati ricchi possono guadagnare crediti non per ridurre le proprie emissioni ma investendo in progetti di efficienza energetica nei Paesi in via di sviluppo. Sono stati approvati centinaia di progetti, 2 terzi dei quali realizzati in 3 paesi: Brasile, Cina e India. Grazie a questi vengono evitate 115 tonnellate di emissioni CO2 ogni anno, anche se c'è stato qualche intoppo, come il fatto che la Cina utilizzando sistemi molto economici abbia sfruttato qualche scappatoia per chiedere centinaia di milioni di dollari di "crediti".

39. Usare fertilizzanti naturali
Gli Stati Uniti spendono più di 5 milioni di dollari all'anno per fertilizzanti derivati da idrocarburi che rilasciano composti chimici nel terreno e accelerano il rilascio di ossido di azoto, un gas serra. Esistono alternative che vanno dal concime naturale a un mix di estratti di alghe e proteine di pesci.

40. Creare un budget di CO2
L'ingiustizia delle "emissioni serra" è che i Paesi poveri pagano il prezzo più alto pur essendo meno responsabili. Di qui l'idea di dividere le emissioni serra per ogni persona, e dare a ciascuno il "diritto" di emettere la stessa quantità di CO2. Un "cap-and-trade" individuale, con cui si fissa un obiettivo e si lascia lavorare il mercato. Si ipotizza anche l'istituzione di una sorta di "carta di debito del CO2" dove registrare crediti e debiti.

41. Riempire l'automobile

Negli Stati Uniti, prevale l'autista solitario: quasi l'80% delle persone vanno in auto da sole al lavoro. Circa il 38% guida da solo in generale. Qualcosa però sta cambiando. Lo Stato di Washington, nel rispetto del suo "Clean Air Act", sta incentivando le aziende per incoraggiare gli impiegati a guidare meno o almeno smettere di usare l'auto da soli. Uno sconto fiscale premia le aziende che convincono gli impiegati a fare carpool, usare i mezzi pubblici, andare a lavoro a piedi o in bici, o ad adottare la settimana corta. Risultato: circa 20.000 viaggi in auto in meno ogni mattina, da quando il programma è iniziato, nel 1991, risparmiando $13.7 miliardi di dollari e 22 milioni di litri di benzina, riducendo di 78.000 tonnellate gli inquinanti e i gas analoghi alla CO2.

42. Pagare le emissioni
Per contrastare i sensi di
colpa per i cambiamenti climatici, gli americani hanno iniziato a pagare l'equivalente delle loro emissioni. Sono donazioni volontarie finalizzate a ridurre le emissioni, di solito tramite progetti di energia pulita, controllo dell'inquinamento, piantagione di alberi, conservazione delle foreste. Ma molte persone sono scettiche sulle assicurazioni date al consumatore su questi progetti, ritengono che vengano fatti pagare alcuni miglioramenti che ci sarebbero stati comunque che questo meccanismo distragga da problemi più urgenti come la necessità di cambiare la politica americana sull'inquinamento globale.

43. Spostarsi nella zona "verde" (di Londra)

Le case a Londra producono il 44% delle emissioni cittadine di CO2, il doppio di quelle dei trasporti. E ogni anno servono 35.000 nuovi appartamenti. Nel 2010 sorgerà nei docks il primo complesso residenziale a emissioni zero. I 233 appartamenti avranno un impianto che produrrà elettricità e acqua calda dai residui della lavorazione del legno, integrato con pannelli solari ed eolici. Se un inverno particolarmente rigido imponesse di attingere corrente dalla rete nazionale, la stessa quantità verrebbe restituita non appena diminuito il fabbisogno interno. Oltre all'energia rinnovabile, in queste case ecologiche si cercherà di ridurre le emissioni tramite la scelta dei cibi e la gestione collettiva dei veicoli.



44. Controllare l'automobile
Se possiedi un'auto tradizionale e non puoi passare a un ibrido, puoi usare alcuni accorgimenti per ridurre le emissioni: la sostituzione di un filtro dell'aria intasato aumenta almeno del 10% l'efficienza, mantenere le gomme gonfie può aumentare del 3% la distanza percorsa con la stessa quantità di carburante. Aumentare del 20% l'efficienza dell'automobile può ridurre di un quintale l'anno le sue emissioni di CO2.

45. Svoltare a destra

La società di spedizioni UPS nel 2004 ha annunciato che i suoi autisti eviteranno le svolte a sinistra: l'attesa inoperosa prima di poter svoltare in mezzo al traffico in direzione brucia carburante e costa milioni ogni anno. Un apposito software calcola percorsi che minimizzano le svolte a sinistra. Partita da New York, l'iniziativa ha già ridotto le emissioni di CO2 di migliaia di tonnellate, e sarà adottata in tutta la nazione.

46. Pianta un albero ai Tropici

Sembra semplice: un albero assorbe oltre una tonnellata di CO2 nella sua vita, quindi piantarne uno dovrebbe mitigare i cambiamenti climatici. Ma recenti studi hanno mostrato che gli alberi alle latitudini temperate riscaldano il clima: il calore assorbito dalle foglie scure supera la C02 che possono assorbire.

47. Se si deve bruciare carbone, farlo nel modo giusto

Le centrali a carbone, oltre a inquinare, sprecano oltre metà del calore che generano (anche le più recenti). Ma nelle centrali elettriche in co-generazione l'eccesso di calore è catturato e riutilizzato per fini domestici e industriali, raddoppiando l'efficienza dell'impianto (un processo simile a quello delle auto, in cui il calore generato dal motore può essere usato per il riscaldamento). In Cina la co-generazione è vista come una tecnologia all'avanguardia, che permette di evitare quasi 100 milioni di tonnellate di CO2. Non è la soluzione ideale, ma quella termica resta la fonte energetica principale per il futuro prossimo. Se bruciamo carbone e petrolio, dobbiamo almeno assicurarci che non vada sprecato.


48. Noleggiare "verde"

Andare in vacanza non significa lasciare a casa la tua coscienza ambientalista. Diverse compagnie affittano automobili ibride, a biodiesel (olio vegetale). Una settimana di noleggio a Los Angeles costa circa 250 dollari.

49. Standard più elevati per le fabbriche

Se le auto devono rispettare alcuni standard energetici, perché non è così per le fabbriche? I limiti di emissioni di CO2 perle nuove centrali elettriche esistono solo in pochi Stati americani.
I rigidi standard della California sostanzialmente escludono gli attuali impianti a carbone. Uno standard federale vedrebbe l'opposizione delle tante compagnie che dipendono dal carbone, ma incentiverebbe gli investimenti sulle energie rinnovabili, più delle tasse sulla CO2 e il "cap-and-trade". La questione è critica, anche perché sono previste 159 nuove centrali a carbone nei prossimi 10 anni.

50. Essere aggressivo e passivo

Georg Zielke vive con la sua famiglia in una "casa passiva" di cinque stanze a Darmstadt (Germania). Il riscaldamento gli costa il 90% in meno rispetto ai suoi vicini: isolamento extra e un'eccellente ventilazione riciclano l'energia per riscaldare dalle fonti passive come il calore corporeo, il sole e gli apparecchi domestici. Quando fa molto freddo, gli Zielke accendono la Tv...

Il governo tedesco garantisce prestiti a basso costo per le persone che vogliono costruire una casa passiva, che costa generalmente dal 5 all'8% in più di un'abitazione standard. Sono state inventate da un gruppo germano-svedese nei primi anni '90, e finora in Europa ne sono state costruite 10.000, la maggior parte in Germania (3 negli Stati Uniti).



51. Consumare di meno, condividere di più, vivere semplicemente

Aldilà dei "crediti di CO2" e dei "cap-and-trade", ci sono alcuni principi condivisi da diverse confessioni religiose che possono aiutare a ridurre il nostro impatto sul pianeta: vivi semplicemente, medita, consuma di meno, pensa di
più, conosci i tuoi vicini, chiedi quando ti serve qualcosa e presta quando ti viene richiedo. E.F. Schumacher in "Piccolo è meraviglioso" elogiava così questa filosofia: "Meravigliosamente piccolo significa arrivare a risultati straordinariamente soddisfacenti".

Massimo

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