giovedì 12 aprile 2007

Guida di sopravvivenza al riscaldamento globale - 1

Time ha dedicato la scorsa settimana un lungo servizio a un tema tristemente d'attualità: il riscaldamento globale. Ripreso nel sito della rivista, è una sorta di guida di sopravvivenza, con 51 cose che possiamo fare per ridurre il problema. E' basato su esempi e dati statunitensi, e in alcuni casi le soluzioni sono provocatorie o riservate a imprenditori e miliardari, ma in buona parte possono essere utili per tutti. Ho sintetizzato in italiano i primi 18 punti, rimandando alle prossime puntate il seguito.

1. Convertire il "cibo" in carburante
Il petrolio va sostituito, un'alternativa è l'etanolo. Dagli studi è emersa la possibilità di usare, tra le altre risorse, la pula di grano.

2. Rendere ecologiche le case
L'uso domestico di energia incide per il 16% sulle emissioni che generano l'effetto serra, e il consumo si può ridurre del 40% con semplici interventi (vedi punti 3, 7, 17 e 18)


3. Cambiare lampadine
Il risparmio energetico maggiore in casa è quello che deriva dalle lampadine a basso consumo (CFL - Lampadine compatte fluorescenti). Costano 3-5 volte più di quelle normali, ma consumano 4 volte meno e durano molto di più.


4. Cambiare i lampioni
Lo stesso discorso vale per gli spazi pubblici delle città. I Led costano il doppio o il triplo delle lampade tradizionali, ma illuminano usando il 40% in meno di energia e durano almeno 5 anni, contro i 18 mesi di durata standard.

5. Tassare le emissioni di CO2
Le emissioni di anidride carbonica vanno ridotte, ma non tutti sono d'accordo sul metodo migliore. I principali sono il "cap-and-trade" e la tassazione diretta. Nel primo caso ogni governo stabilisce un "tetto di emissione": chi si mantiene sotto la quantità di emissione consentita può vendere il suo "credito" a imprese meno virtuose. L'altro sistema, più immediato, è la tassazione del consumo di qualsiasi carburante emetta CO2. Difetti: il cap-and-trade in un sistema globale è complesso da amministrare e consente alle industrie di aggirare facilmente i limiti; la tassa graverebbe maggiormente sulle famiglie meno abbienti. Secondo il Carbon Tax Center americano una tassa del 10% ridurrebbe del 5% i consumi. Potrebbe non bastare, servirebbe un sistema che prevede entrambi i meccanismi.In quest'ambito gli Stati Uniti osservano con interesse le soluzioni già sperimentate in Europa.

6. Evitare le grandi dimore
Le case enormi, per quanto "ecologiche", richiedono molto più materiale (energia, carbone...) di quelle piccole, e utilizzano molta più energia per riscaldamento e condizionamento.

7. Fare attenzione al bucato

Per quanto un vestito possa essere "ecologico", il suo impatto ambientale è dato dal modo in cui lo laviamo: il 60% dell'energia usata per un indumento è dovuta a lavaggio e asciugatura. I lavaggi di una stessa maglietta possono emettere 4 chili di anidride carbonica. Usiamo l'acqua calda anziché bollente. Scegliamo i modelli di lavatrice più ecologici: consumano anche 4 volte di meno rispetto a quelli tradizionali. E asciughiamo i vestiti in modo naturale, stendendoli.
Possiamo ridurre del 90% le emissioni di CO2 derivate dal lavaggio.

8. Rigenerare il sintetico
L'etichetta Patagonia raccoglie abiti usati di tutte le marche, fatti in Polartec o Capilene per farne nuovi tessuti e vestiti. La produzione di fibre di poliestere a partire da abiti usati consente un risparmio energetico del 76% e una riduzione del 71% delle emissioni di "gas serra" rispetto alla produzione ordinaria.


9. Costruire grattacieli
Tutto nella torre della Banca d'America, in costruzione a New York vicino a Time Square, è stato progettato per minimizzare l'uso di energia. Per produrre il cemento ne serve molta, allora i produttori lo realizzano mescolandolo con il 45% di scarti provenienti dalle fornaci, ottenendo tra l'altro un materiale più resistente. Le "acque grigie" saranno riciclate per gli scarichi dei water. La maggior parte della corrente elettrica arriverà dal gas naturale, che produce meno CO2 del carbone.
Questi accorgimenti incideranno per 3,5 milioni di dollari su un costo totale dell'edificio di 1,2 miliardi, ma si prevede di recuperare la spesa in pochi anni grazie al risparmio energetico. I lavori finiranno nel 2008: sarà il secondo edificio piu' alto della Grande Mela, e sicuramente il più ecologico.




10. Usare il calore geotermico
Diane von Furstenberg ha progettato un edificio di 4.500 metri quadri a Manhattan, interamente riscaldato e raffreddato con acqua pompata dai sotterranei. Questo sistema geotermico usa acqua a temperatura relativamente stabile (intorno ai 13°).
Sul tetto, coperto con piante, due specchi-eliostato si regolano in base ai raggi del sole e li deviano nell'edificio, riducendo l'uso di luce artificiale.

11. Riciclare i vestiti
I vestiti usati - vintage suona meglio - sono più ecologici di quelli nuovi, la cui produzione richiede nuovamente materiale, energia, emissioni di CO2. Tutti gli abiti hanno un impatto ambientale, alcuni sintetici sono fatti con prodotti del petrolio. Il cotone incide sul 3% delle coltivazioni del pianeta ma è responsabile di un quarto della quantità di pesticidi. Organizzate scambi di vestiti tra amici: ecologico ed economico


12. Catturare il carbonio

Il carbone è uno dei carburanti più sporchi, la maggiore fonte di emissioni di anidride carbonica, ma è difficile fare senza, soprattutto in America. E se le fabbriche imprigionassero i fumi di anidride carbonica nel sottosuolo anziché liberarli nell'aria? Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia sarebbe una soluzione per ridurre emissioni di CO2 seconda solo al risparmio energetico, e più efficiente delle energie rinnovabili.

13. Lavorare vicino a casa
Avvicinare i lavoratori alla loro dimora ridurrebbe molto l'inquinamento. Gene Mullins, un programmatore di Seattle, ha elaborato un software per ridurre il tempo necessario agli impiegati per raggiungere il luogo di lavoro, trasferendoli in sedi più vicine. Funzionerebbe soprattutto nelle grandi aziende con più sedi nella stessa città: in alcuni casi solo il 20% dei dipendenti lavora nella filiale più vicina a casa sua.

14. Usare i mezzi pubblici
In America il trasporto incide sul 30% delle emissioni di CO2. Il trasporto pubblico le può ridurre annualmente di 1,5 milioni di tonnellate. L'88% degli spostamenti in Usa viene fatto con l'auto. Servirebbe una rete di trasporto più capillare, soprattutto fuori città, oltre a mezzi capienti, rapidi (con corsia riservata), alimentati con carburante ecologico.


15.
Trasferirsi nelle metropoli
Le grandi metropoli sono le città più ecologiche degli Stati uniti (e non solo). Gli spostamenti vengono fatti prevalentemente a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, anche a causa dei disagi per le automobili.


16. Pagare le bollette online
Eliminare l'uso di carta per le bollette e le operazioni bancarie comporta un minore spreco di carta nonchè del carburante usato per trasportarla. Se in ogni casa americana i conti fossero pagati online, i rifiuti diminuirebbero di 1,6 miliardi tonnellate all'anno, e le emissioni-serra di 2,1 milioni. La questione sicurezza? Basta ignorare le email "phishing" che chiedono dati personali, controllare tutte le uscite per verificare eventuali addebiti non autorizzati, e segnalare immediatamente ogni problema.

17. Aprire le finestra
La maggior parte delle 25 tonnellate di CO2 di cui ogni americano è responsabile ogni anno viene dalla sua casa. Aprire la finestra invece di usare l'aria condizionata, mettere il termostato un paio di gradi più su in estate (e più giù d'inverno), sigillare porte e finestre, isolare muri e soffitti, usare la lavastoviglie solo quando è piena, usare rompigetto che riducono il flusso d'acqua, lavare i vestiti in acqua calda o tiepida. A fine anno, la casa avrà emesso 1800 chili di anidride carbonica in meno.

18. Chiedere una revisione energetica
La tua casa è ecologica? Una verifica energetica della casa, che molti fornitori fanno gratuitamente, ti dirà la quantità di energia che consuma la famiglia, cosa si può fare per ridurla, i punti in cui c'è più dispersione. E' possibile fare una prima verifica da soli ma un esperto può essere più utile.



Massimo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono affatto d'accordo con il punto numero 1..molto americaneggiante direi!!ww la rivoluzione delle tortillias

Massimo ha detto...

In effetti l'utilizzo di alimenti per la produzione di carburante, con conseguente aumento di prezzo del prodotto, è un'aberrazione, considerando oltretutto quanta gente non ha cibo a sufficienza.
Nel post mi ero limitato a una traduzione molto sintetica, dove però ho sottolineato l'uso della pula, uno scarto della lavorazione del grano. Hai fatto però bene a evidenziare il problema, o mio diletto anonimo, perché per produrre biocarburanti si stanno utilizzando enormi quantità di alimenti.
D'altra parte era difficile pensare che Bush fosse diventato improvvisamente ambientalista...
Approfondirò la questione delle tortillas :-) e la protesta dell'America Latina, in cui si è inserito persino il malconcio Fidel Castro.

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