venerdì 7 aprile 2006

Palahniuk, ci sei? (libri, finalmente!)

Sto leggendo "Cavie", l'ultimo di Palahniuk... mah
Tempo fa avevo scoperto uno scrittore esaltante: avevo divorato "Soffocare", "Invisible Monsters", "Fight Club", "Ninna nanna". Forse era un po' eccessivo, ma le storie, le situazioni e soprattutto gli assurdi personaggi erano originali e avvincenti, verosimili nella loro assurdità, coerenti e credibili all'interno del loro "mondo". Finito un romanzo, non vedevo l'ora di attaccare con un altro.

"Survivor" mi è sembrato leggermente inferiore, "Portland souvenir" un'operazione commerciale... "Diary"? l'ho saltato... Ora sto faticando a finire "Cavie".

Non ho rispettato in pieno l'ordine cronologico delle pubblicazioni, ma ho l'impressione che Palahniuk abbia esaurito la vena creativa. Probabilmente si è "seduto", pago di aver trovato la gallina dalle uova d'oro, un suo esercito di fedeli ai quali basta dare in pasto un nuovo libro (non necessariamente un romanzo, vedi "Portland souvenir") con la scritta "Chuck Palahniuk" in copertina, con un po' di scene forti e linguaggio estremo, e amici come prima. Spero di sbagliarmi.
Curiosità: secondo i rumors (una volta si diceva voci di corridoio... il link rimanda alla spiegazione wikipedia per i non anglofili e gli antichi :-)), dovrebbe essere prossima la realizzazione del film di "Invisible monsters". Nnel cast dovrebbero esserci Val Kilmer e Jessica Biel, e secondo voci ancora più dettagliate, Charlize Theron e Parker Posey.

Sarei curioso di vederlo, sia perchè è uno dei romanzi migliori di Palahniuk, sia perchè punto essenziale della trama è il viso MOLTO devastato della protagonista (l'illustrazione sopra non rende l'idea... neanche un paragone con Elephant Man, temo). Aldilà dei trucchi necessari (oggi non sono certo un problema), per due ore ci sarebbe sullo schermo un'immagine molto "disturbante". Il film farebbe quindi indignare tanti... il che di solito significa tanta pubblicità.

Ergo, lo faranno :-)

Curiosità bis: mi è capitato di leggere i titoli spagnoli dei romanzi di Palahniuk. In Spagna metabolizzano molte parole inglesi, sfornandone una versione ispanica (es. "el futbol"), ma "El Club de lucha" mi pare che sfidi uno dei campioni di stravaganza autarchica, cioè l'"ordinateur" (il termine che usano i francesi al posto dell'universale "computer").


Stephen King invece, sette anni dopo l'incidente quasi mortale (che comportò una lunghissima convalescenza e fece temere l'abbandono della carriera), pubblica ancora con la cadenza abituale.
Forse adotta il sistema di uno dei suoi tanti personaggi autobiografici, il Mike Noonan di “Mucchio d’ossa” che, dopo la perdita della moglie, non riesce più a scrivere, ma consegna all'ignaro editore romanzi scritti negli anni precedenti e non pubblicati, messi appunto da parte per i tempi difficili.
Anche se non ha più scritto romanzi memorabili come "It" e "L'ombra dello scorpione", resta sempre il Re :-)


Se, come me, amate le drammatiche vicende italiane degli anni '70, consiglio di leggere "Romanzo criminale", scritto dal magistrato Giancarlo De Cataldo. 600 pagine appassionanti, che rivelano diversi elementi in più rispetto al film, anch'esso da recuperare se l'avete perso.

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