martedì 29 gennaio 2013

Presidenti "non si sa di che". A un mese dal voto

Capita che passi più di un mese, forse è un record, senza che io riesca a scrivere nuovi post. E dire che in mezzo ci sono state le feste e diversi giorni di ferie. Pigrizia o mancanza di tempo...

Uno potrebbe riavviare gli ingranaggi partendo in modo soft, parlando ad esempio della Juve. Ma, approfittando di un momento di flessione della squadra di Conte (ha già subito una sconfitta e un pareggio casalingo), passiamo alle cose importanti. Come la politica.


Prima di alzare un attimo il livello del dibattito, due parole sul cosidetto "presidente": i giornalisti lo chiamano così... ma presidente di cosa? del Milan? del PdL? di qualche aziendapartitoazienda? In ogni caso, pur non essendo - in teoria - SB il candidato premier della coalizione, sul simbolo del PdL che troverete sulle schede campeggia a caratteri cubitali la scritta "Berlusconi presidente".




Vabè. Per la cronaca, il candidato premier del centrodestra è un soggetto indefinito, diciamo uno fra Tremonti, Alfano, ed SB (che, sempre teoricamente, non si candida come premier ma fa da "garante" del programma).
Maroni al Nord: come candidato governatore della Lombardia, forse lo possiamo escludere come candidato premier.

Comunque ieri era il "Giorno della Memoria" (ricorrenza internazionale, in commemorazione delle vittime del nazismo e dell'Olocausto), e il "presidente" ha pensato bene di ricordare che Mussolini, escluse le leggi razziali, ha fatto diverse cose buone. La dittatura? L'assassinio di Matteotti? I crimini di guerra? L'alleanza con Hitler? Chissà. Una gaffe? Più probabilmente un goffo e infelice tentativo di raccattare qualche voto a destra della destra.

In ogni caso, fra quattro settimane di vota. Il mio invito è di orientarsi sulla coalizione di centrosinistra, composta da Partito Democratico e Sel. L'unica che, a mio avviso, abbia le idee, la responsabilità, la coesione e i numeri per governare.
Nonostante qualche scandalo di troppo anche a sinistra, NON sono tutti uguali. Nel centrosinistra, per contrastare gli aspetti scelleratamente antidemocratici del porcellum, con le primarie non si è scelto solo il candidato premier, Bersani, ma anche i candidati parlamentari. Qualcuno è stato imposto da Roma, ma una larga maggioranza è stata scelta dagli elettori, con la posizione in lista determinata dal numero di preferenze. Questo segna una voragine rispetto a chi le primarie non le ha fatte (che le abbia annunciate o meno).

Come sempre, sento dire "non si parla di questo, non si parla di quello". Purtroppo, i media e la comunicazione hanno le loro leggi, noi spettatori rifuggiamo spesso i contenuti non immediati, e infine "presidenti" e partiti hanno imbottito la politica di personalismi e trasformato il dibattito in contrapposizioni povere di contenuto. Sentiamo quel che i telegiornali riportano, ma alcuni partiti parlano anche di contenuti. C'è la possibilità di informarsi di questo aspetto "non trascurabile". 
Qui ci sono i dieci punti del programma di Bersani:






* No, non il fantastico sintezoide dei Vendicatori. Di quello magari parliamo un'altra volta...









Massimo

2 commenti:

Federico Tomassetti ha detto...

Posso chiederti qual'è la tua opinione rispetto all'alleanza con SEL? Non è l'errore che abbiamo già vist (2 volte) con Rifondazione comunista al posto di SEL?

Massimo Sola ha detto...

Bella domanda :-)

Secondo me le criticità sono diverse, in questo caso le vedo molto più attenuate. Credo che la vocazione maggioritaria, l'idea di vincere da soli, sia affascinante, porti qualche voto in più al partito e la possibilità di non venire a patti con altri, ma che difficilmente conduca alla vittoria e quindi al governo. Infatti qualche settimana fa il PD era ai massimi "storici" ma, nonostante l'alleanza con SEL e un ampio margine di vantaggio sulle altre coalizioni, la maggioranza in Senato era già considerata in dubbio.

Questa "fantastica" legge elettorale dà una certa stabilità alla Camera ma - con il premio su base regionale - la rende molto difficile in Senato anche con una larga vittoria.

Le coalizioni di Prodi, soprattutto nel 2006, raccoglievano numerosi partiti, anche molto distanti fra loro. Comprendevano forze inclini a puntare i piedi su ogni singola questione e a manifestare in piazza contro il governo di cui facevano parte. E questo ha logorato la maggioranza e complicato il lavoro.
Queste coalizioni comprendevano dall'altra parte personaggi discutibili, che alla prima difficoltà (ad esempio guai giudiziari in casa), hanno fatto affondare la barca.

A titolo personale, SEL mi è sembrata sempre una forza responsabile, non ha fatto proposte irrealizzabili tanto per accontentare l'elettorato, é stata finora un alleato corretto. Anche i riscontri con i referenti locali sono sempre stati positivi.
Certo, SEL è ancora da "testare" in Parlamento (è nata, come Sinistra e Libertà, nel 2009, dopo le ultime elezioni politiche). Fino a qualche tempo fa, gli alleati affidabili sembravano SEL e IDV, poi Di Pietro ha fatto di tutto - a mio avviso - per rompere i legami.

Io credo che rispetto alle coalizioni di Prodi, questa sia molto più stabile perchè molto meno eterogenea. Ci sono solo due partiti, abbastanza vicini ideologicamente: uno più di centrosinistra (il PD deriva sostanzialmente dai DS e dalla Margherita), uno più di sinistra (sostanzialmente i DS che non hanno aderito al PD e una parte della sinistra che ha abbandonato i partiti di riferimento, Rifondazione, PdCI, Verdi).
IdV è più difficilmente collocabile, come vediamo (Di Pietro è considerato sostanzialmente di destra, ma per motivi vari è schierato con la coalizione più a sinistra).

Pur non vivendo un personalismo eccessivo come Italia dei Valori e Movimento 5 Stelle, SEL è attualmente abbastanza radicato su Vendola, il quale ha un'esperienza positiva di governo (Regione Puglia) e finora ha dimostrato una certa credibilità. Se dice che sarà alleato fedele, gli si può dare credito.
Non vedo grandi pericoli di stabilità. Credo che Vendola e SEL non sosterranno la maggioranza solo in caso di effettivi gravi problemi, e questo - seppur a danno della stabilità - è un elemento positivo, di garanzia.

Poi, naturalmente, staremo a vedere come andrà il voto, e prima ancora quanti altri Monte dei Paschi e pacchi regalo IMU-IRAP-IVA salteranno fuori

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