martedì 11 marzo 2008

Bentornato Lumia

Giovedì scorso è stato un buon giorno per essere democratici. Si è conclusa bene la tormentata vicenda della candidatura nel PD di Giuseppe Lumia, protagonista della lotta alla mafia.

Dopo un'iniziale esclusione dalle liste PD, fonte di numerose polemiche, Lumia aveva ricevuto una proposta da Di Pietro, un posto quasi sicuro come numero due nella lista di Italia dei Valori in Lombardia. Ma in extremis, a liste praticamente chiuse, è arrivato il posto che Lumia desiderava, capolista PD al Senato nella sua Sicilia. Si è fatto da parte Ignazio Marino, il quale ha dovuto solo rinunciare alla doppia candidatura, essendo infatti in lista anche nel Lazio.

Veltroni ha commentato: “Sono convinto che contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni. Ho chiesto perciò al professor Ignazio Marino, candidato anche nel Lazio, di rinunciare alla sua doppia candidatura per far posto, come capolista al Senato in Sicilia, a Beppe Lumia. Il professor Marino, per la
sua sensibilità e il suo amore per la Sicilia, ha accettato la mia proposta”. Un po' meglio della giustificazione offerta qualche tempo prima, quando le porte per Lumia sembrano sbarrate: “La lotta alla mafia è una pratica e non una persona”.

Formalmente il problema della ricandidatura di Lumia era la necessità di una deroga (quella di aprile sarà la sua quarta elezione), concessa in realtà in diversi casi, compreso quello di Enzo Bianco, proprio in Sicilia. Di fatto, l'esclusione di di un valido esponente della lotta alla mafia, a fronte di altre deroghe concesse, e in presenza di doppie candidature non proprio fondamentali, era un pessimo segnale e lanciava messaggi inquietanti sulle priorità del partito.



Molte personalità siciliane, politici, esponenti della società civile, sindacalisti e giornalisti avevano firmato un appello affinché il segretario del PD rivedesse la sua decisione. Lo stesso Di Pietro riprendeva l’appello pubblicato sul blog di Beppe Grillo “perché un servitore dello Stato non sia lasciato solo a combattere la mafia”.

Dopo l'inserimento nella lista PD, Lumia ha dichiarato: «La scelta di Veltroni premia la Sicilia del cambiamento. E’ un segnale forte e autorevole alla società siciliana che vuole voltare pagina. E’ un sostegno agli imprenditori che denunciano, ai giovani impegnati nell’antiracket, al vasto mondo del volontariato e a tutti quei gruppi dirigenti che, anche nel Pd, si battono per la riforma della politica».

Al PD e al Paese servono persone come Lumia, molto più delle doppie candidature, della salvaguardia dei candidati "romani" (appioppati alle liste delle altre regioni), del ritorno dei dinosauri (almeno De Mita ce l'hanno risparmiato), del nuovo mandato per chi, poverino, non ha potuto completare quello del 2006, e di altre amenità (per non parlare dei nostalgici alla Ciarrapico, ma questi per fortuna sono problemi di altri).
In questo periodo difficile, sorvoliamo sulle pecche del PD e diciamo che tutto è bene quel che finisce bene.

Massimo

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