martedì 11 dicembre 2007

Come spendere miliardi per la Cia senza ricevere una pietosa bugia quando serve

L'IRAN HA SOSPESO NEL 2003 IL PROGRAMMA D'ARMAMENTO NUCLEARE?
Vorrei riprendere un fatto emerso qualche giorno fa. Una di quelle notizie paradossali che in un mondo normale stonerebbero, e invece rientrano nella "norma". Sono stati "declassificati" e diffusi alcuni estratti del rapporto della CIA "National Intelligence Estimate", dal titolo
"Iran: Intenzioni e capacità nucleari", inviato al Congresso americano. Vi si legge in particolare questa dichiarazione: «Giudichiamo con alto livello di fiducia che nell'autunno 2003, Teheran ha interrotto il proprio programma d’armamento nucleare». La sospensione sarebbe, secondo il rapporto, una conseguenza del controllo e delle crescenti pressioni internazionali. Prosegue comunque l'arricchimento di uranio: «Giudichiamo, con fiducia moderata, che l'Iran probabilmente sarebbe capace tecnicamente di produrre abbastanza uranio altamente arricchito per un'arma in un arco di tempo tra il 2010 e il 2015». Secondo il rapporto questa possibilità è stata accantonata sulla base anche di "un'analisi costi-benefici".
TANTO RUMORE PER NULLA?
Dunque, secondo l'intelligence americana l'Iran avrebbe sospeso il programma di armamento nucleare da QUATTRO anni.
Avete presente quello Stato contro il quale Bush sta cercando in tutti i modi di entrare in guerra, perché osa sviluppare centrali nucleari con il chiaro intento di arrivare a costruire la bomba atomica?
Si tratta dello stesso Stato.

("Iran.. sei il prossimo" "Finiremo il lavoro!")


TO ARGUE THAT BLACK IS WHITE (aka ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI)
Bush cerca comunque di mantenere una posizione sempre più indifendibile, ipotizzando presunti piani futuri di Teheran (non dovrebbe predirli la stessa CIA?): «Il rapporto non cambia nulla. È il segnale che l'Iran potrebbe far ripartire il proprio programma e che potrebbe dotarsi di un'arma nucleare. L'Iran resta pericoloso, non ho cambiato idea e non sono stato smentito dal rapporto del NIE». Il fatto che QUATTRO anni fa sia stato sospeso il programma di armamento è il SEGNALE che potrebbe ripartire?
Il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Stephen Hadley, approfitta della fiera dell'assurdo per sostenere che il rapporto conferma la bontà della strategia americana, che punta a fare terra bruciata intorno Teheran lasciando la porta aperta al negoziato (!), nonostante i democratici chiedano di cambiare politica nei confronti dell'Iran.
Non mancano comunque altri segnali di preoccupazione, anche da parte di altri Stati, in particolare i "vicini di casa" israeliani. La Francia vuole che la pressione su Teheran venga comunque mantenuta: «Sembra che l'Iran non stia adempiendo appieno ai suoi impegni internazionali» dichiara il ministero degli Esteri francese, «le potenze coinvolte nel negoziato per risolvere la crisi dovrebbero portare avanti il progetto di risoluzioni vincolanti in seno al Consiglio di sicurezza
dell'Onu».

QUANDO LA SFACCIATAGGINE SFIORA L'INGENUITÀ
Se non fosse tragico, sarebbe davvero spassoso il fatto che gli Stati Uniti, la nazione più potente del mondo, diano così spesso segnali di apparente ingenuità:
2003: andando contro l'Onu e l'opinione pubblica mondiale, gli USA hanno scatenato
contro l'Iraq una guerra disastrosa (quasi 5 anni di occupazione, 4000 soldati americani uccisi, 60000 feriti, "scarsi" risultati relativi agli scopi dichiarati di democratizzazione e pacificazione), accampando scuse ridicole per mascherare goffamente biechi ed evidenti interessi economici (controllo del Medio Oriente, petrolio, war economy), senza neanche preoccuparsi di portarsi da casa le armi di distruzione di massa da "far trovare" agli ispettori Onu (che so, lasciare un po' di armi chimiche in un deposito iracheno...)
2007: gli Stati Uniti si fanno rovinare
dalla CIA la scusa ufficiale per l'obiettivo dichiarato da tempo, l'attacco all'Iran. I servizi segreti americani smentiscono il motivo su cui insiste il presidente americano per giustificare un altro attacco militare, elemento centrale della politica estera.
Lo fanno apposta per farci prendere tutto sul ridere? Gli sceneggiatori sono in sciopero perché l'amministrazione Bush ruba loro il lavoro (per giunta senza troppa arte)?


"Cattive notizie ragazzi" "Stanno finalmente lavorando a una strategia di uscita"


FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Se il secondo produttore mondiale di petrolio guarda improvvisamente con interesse all'energia atomica, la cui produzione è solitamente legata ai relativi armamenti, è lecito preoccuparsi. Non altrettanto lecito minacciare la terza guerra mondiale, come è stato fatto da Bush. Ed è bene anche considerare qualche informazione in più.

Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp), firmato dall'Iran nel 1974, consente di costruire impianti che comprendono tutte le fasi del ciclo del combustibile nucleare, compreso l'arricchimento, sotto tutela internazionale. Gli Stati Uniti continuano a imporre sanzioni allo sviluppo dei settori iraniani del gas e del petrolio (con la legge extra-territoriale “Sanzioni a Libia e Iran”). Come "atto di buona volontà" verso Gran Bretagna, Francia e Germania – i cosiddetti EU-3 che hanno cercato di convincere l'Iran ad abbandonare l'arricchimento dell'uranio in cambio della garanzia di forniture di energia – Ahmadinejad ha proposto di costituire joint ventures con imprese private e pubbliche straniere per gli impianti di arricchimento iraniani. UK e Francia hanno rifiutato questa offerta, che per Teheran dimostra la volontà di essere trasparenti. "EU-3" e Usa vorrebbero impedire l'arricchimento perché se si governa quella tecnologia, gli stessi impianti usati per produrre uranio poco arricchito (Leu) destinato ai reattori, potrebbero essere utilizzati anche per la produzione di uranio altamente arricchito (Heu), per le armi.

ARMI NUCLEARI: VIETATE SOLO A QUALCUNO?
Ben vengano le limitazioni agli armamenti. Continua comunque a sfuggirmi il diritto in base al quale Bush può avere le armi atomiche in grandi quantità, tollera che ce l'abbiano anche altre superpotenze - purché occidentali o almeno non petrolifere - e poi si arroga il diritto di decidere quali Stati non sono "degni"?
Le armi nucleari sono un abominio, ma lo sono dappertutto. Non ci sono posti in cui diventano buone.
Bisogna pazientare meno di un anno, e sperare che il prossimo "Leader del mondo libero" sia un po' meno guerrafondaio, anti-ecologico e disastroso per le sorti del pianeta.

Massimo

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