venerdì 30 novembre 2007

Vuolsi così colà...

"Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole". Un verso della Divina Commedia che mi è rimasto impresso, forse per la forma e la sonorità particolari. Uno dei pochi che ricordo a memoria (insieme all'incipit, naturalmente). Uno dei versi letti giovedì sera da Roberto Benigni, che ha declamato il canto V dell'inferno, recitazione serissima e toccante, "integrata" con interventi piu' tipicamente benigniani. Qualcuno potrebbe storcere il naso... ma il canto è stato recitato, appunto, per intero e senza lazzi.
Ma il punto è un altro. In una TV dominata dal trash, in cui trionfano vanità e ignoranza, dove il "Servizio pubblico" ha da tempo raggiunto la tv commerciale nella rincorsa al degrado, giovedì sera in prima serata, sull'ammiraglia della Rai, è stato recitato un canto della Divina Commedia. E, grazie al richiamo esercitato dalla presenza di Benigni, comico gradito al grande pubblico, DIECI MILIONI di persone hanno assistito a questo momento di cultura "alta". Per me è straordinario. 10.076.000 spettatori, 35,68% di share (dati da tvblog.it - proprietà Auditel).
E non è la prima volta. Nel 2002, Benigni, seppur all'interno di uno show piu' articolato, con l'ultimo canto del Paradiso richiamò 12 milioni di spettatori, raggiungendo uno strepitoso 45,48% di share.
Lo spettacolo di 5 anni fa comprendeva una parte iniziale "tradizionale" (satira politica), ma anche commenti e spiegazioni delle terzine. Tuttavia l'ascolto non calò durante la lunga lettura del testo dantesco.

Allora, forse, non siamo diventati un gregge di 60 milioni di telepecore, cui basta vedere due cosce sgambettanti, una rassicurante mummia che conduce gli stessi spettacoli da 50 anni, un po' di calcio drogato o di notizie sfiziose sull'ultimo delitto familiare, un gruppo di coatti chiusi un edificio o parcheggiati su un'isola a ostentare ignoranza. Forse una fetta significativa del pubblico televisivo vorrebbe altro, magari anche un po' di Cultura. La seguivano 30 anni fa persone con una formazione scolastica inferiore a quella odierna: si potrà fare per caso anche oggi?
Potrebbe sciogliersi l'eterno dubbio: la TV si limita ad offrire quello che il pubblico vuole, oppure dà prodotti di basso livello per comodità, e la gente si accontenta, lasciando che il gusto si appiattisca sulla mediocrità di quello che viene offerto?
Certo, la tentazione per chi produce è forte: realizzare alcuni tipi di programmi richiede meno sforzi (in termini progettuali piu' che economici, con il reality si potrebbe arrivare - in teoria - a fare a meno degli autori), e magari aiuta anche ad addormentare le coscienze. D'altra parte nell'antica Roma al popolo si davano "panem et circenses", mica le poesie colte di Callimaco.

Si potrebbe esprimere ai vertici Rai, per una volta, il proprio assenso per la straordinaria serata di giovedì...
La Divina Commedia in prima serata su Rai Uno... chapeau!


Massimo

1 commento:

Anonimo ha detto...

In compenso, ieri sera c'erano in contemporanea: Lumumba da Vespa (davanti ai giudici si avvale della facoltà di non rispondere, però); e l'intervista-fiume a Marzouk su Matrix, tanto per ravvivare la concorrenza.
Non voglio lasciarmi andare al qualunquismo... però sto cominciando a pensare che la TV sia l'incarnazione del Male, certe volte.

Stiù

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