mercoledì 20 settembre 2006

Pearl Jam!

Grandissimi... ieri sera all'Isozaki i Pearl Jam hanno prodotto due ore e mezza di adrenalina, un concerto memorabile.
Ultima meraviglia di quest'estate che mi ha davvero regalato champagne a go-go.
Peccato non averli visti prima dal vivo, ma adesso ho finalmente colmato l'orrenda lacuna.

Rispolverato il vestiario dell'adolescenza grunge (jeans scoloriti, maglia "Hard rock Cafè" di Londra, camicione da boscaiolo a scacchi bianchi e neri), sono arrivato all'Isozaki a cancelli già aperti, ho salutato i compagni del liceo destinati ai borghesi posti a a sedere, sono riuscito a raggiungere il collega Guido, e a piazzarmi a pochi metri dalle transenne del palco. Il gruppo di spalla, i My morning jacket, si è rivelato abbastanza valido e si è fatto ascoltare. Soprattutto alle 20.30, quando, a sorpresa, Eddie Vedder si è "manifestato" per cantare un paio di canzoni degli Who insieme a Jim James.

I Pearl Jam hanno poi dato il via al concerto vero e proprio salendo sul palco senza particolari squilli di trombe, e hanno attaccato con i pezzi dei primi album. Fin da subito è prevalso l'istinto animale e ho approfittato dei movimenti "tellurici" della folla per guadagnare metri, e assestarmi in terza-quarta "fila": vedere i Pearl Jam così da vicino val bene farsi spingere e schiacciare per due ore, e comunque anche a 31 anni il gladiatore non si spezza :-)
Tra una canzone e l'altra, Eddie Vedder sorseggiava vino (nostrano?) e leggeva qualche frase in discreto italiano. Il concerto è proseguito con l'esecuzione integrale dell'ultimo album (nello stesso ordine del cd), ma prima della pausa il gruppo è tornato alle canzoni storiche, culminate con "Rearview mirror": partita con una potenza strepitosa, sospesa in un lunghissimo gioco di lenti assoli e di "suspence" per accumulare la carica prima di far esplodere il palazzetto: "Saw things..."
I classici hanno dominato anche le due sessioni di bis. Durante la prima, è stato il pubblico a prolungare le note di "Black", omaggiato da Eddie inchinatosi sul palco. Nel frattempo avevo guardagnato una posizione centrale... non mi sembrava neanche vero. Il primo "encore" si è chiuso con l'inno "Alive", altro momento di delirio per l'Isozaki, e "botta emotiva" per chi segue i Pearl Jam dagli esordi. La seconda sessione è stata caratterizzata dall'Isozaki illuminato a giorno, e si è conclusa con la malinconica "Indifference". Applausi, baci e abbracci e la promessa di Eddie: non passeranno altri sei anni...

Le foto che ho fatto con il cellulare sono un po' "simboliche": avrei anche preso la fotocamera, se avessi saputo prima che sarei arrivato a un metro dalle transenne e centralissimo; i controlli all'ingresso erano irrisori... Pubblico la setlist della serata di ieri (da pearljam.com) e segnalo un video realizzato sabato 16 all'Arena di Verona.


Set 1
Go, Corduroy, Animal, Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town, Life Wasted, World Wide Suicide, Comatose, Severed Hand, Marker In The Sand, Parachutes, Unemployable, Big Wave, Gone, Wasted Reprise, Army Reserve, Come Back, Inside Job, Do The Evolution, Rearviewmirror

Encore 1
Jeremy, Lukin, Better Man, Black, Tremor Christ, Alive

Encore 2
Blood, Even Flow, Baba O'Riley, Indifference

Infine: ho trovato questa foto su un forum, e sono convinto di essere quello dentro il circoletto rosso...


Massimo

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...