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venerdì 1 marzo 2019

Primarie PD: sintesi delle mozioni (se vogliamo un Paese normale, votiamo)

Domenica ci sono le primarie del Partito Democratico. Più delle altre volte, è importante andare a votare, anche per chi non è elettore del PD ma si identifica nel centrosinistra, o anche solo vorrebbe un Paese normale. Dopo vado a spiegare perchè.



Fonte: pdprimarie2019.it

Siccome probabilmente alcuni di voi si riconoscono negli ideali del centrosinistra, magari hanno una mezza idea di andare a votare ma non hanno tantissima voglia di leggere le 3 mozioni in formato integrale, il vostro amichevole blogger di quartiere vi segnala i link dove potete trovare le sintesi delle tre mozioni, in modo da farsi un'idea che vada aldilà della simpatia per Nicola Zingaretti (da non confondere con il fratello Luca che intrepreta Montalbano), Maurizio Martina (il Dylan Dog della sinistra) o Roberto Giachetti (il turborenziano che arriva dai Radicali):

Il Dylan Dog del PD e quello vero - Fonte: nextquotidiano.it



Nicola Zingaretti e il fratello Luca "Montalbano" - Fonte: ildubbio.news

(Questa è la più simpatica che ho trovato) Roberto Giachetti sembra apprezzare Maria Elena Boschi (dagli torto...) - Fonte: www.lastampa.it


COME SI VOTA
Domenica 3 marzo si vota, dalle 8 alle 20, per eleggere sia il Segretario sia l’Assemblea nazionale (a ogni candidato è collegata una lista che lo sostiene). Il vostro seggio lo trovate qui, indicando il vostro Comune e il numero del seggio dove votate alle Politiche (è indicato sulla tessera elettorale). Occorre  un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale e un contributo minimo di due euro. Con il documento e il contributo di due euro possono votare anche gli elettori fuorisede, i giovani fra i 16 e i 18 anni, i cittadini italiani residenti all’estero o temporaneamente all’estero, che devono prima registrarsi online (ma le iscrizioni sono chiuse...).
I cittadini comunitari non italiani ed extracomunitari devono portare un documento di riconoscimento o il permesso di soggiorno o la ricevuta di richiesta di rinnovo e (minimo) due euro.


PERCHÉ VOTARE ALLE PRIMARIE
L'importanza di questo appuntamento è data dalla crisi elettorale e di identità del PD: serve una leadership capace e credibile. Non solo per fronteggiare la deriva populista e xenofoba dell'attuale governo, dove l'incompetenza regna sovrana, le promesse elettorali da mantenere (almeno in parte) mortificano il bilancio, la Lega sempre più azionista di maggioranza. Non solo perchè gli attuali sondaggi danno un centrodestra sostanzialmente in grado di governare da solo, con Salvini leader indiscusso.

È necessario che il PD non diventi irrilevante e si riprenda, perchè in qualsiasi democrazia normale, è importante che ci sia una forza progressista sana (ci vorrebbe anche una destra/ala conservatrice sana, ma nella Seconda Repubblica non l'abbiamo vista). Piaccia o no, in Italia l'area riformista coincide con il PD: da anni, alla sua sinistra si alternano cartelli elettorali di breve durata e sotto la soglia dell'ingresso in Parlamento. Ma, come i più attenti di voi avranno percepito, il PD non gode di ottima salute. Da quelle Europee del 2014, in cui Renzi era arrivato al 40% sull'onda degli 80 euro, la musica è decisamente cambiata, non solo per l'ascesa dei populismi.

Il calo di consensi dei partiti socialdemocratici in Europa - Fonte: sentierodigitale.eu

Non è un problema solo italiano, i socialdemocratici sono in crisi ovunque: in Europa i partiti socialisti sono ai minimi storici, sull'est europeo soffia un vento nazionalista e di destra, gli Stati Uniti hanno creduto nel populismo sovranista. Discorso a parte per la Russia - da 20 anni governata da Putin - e per la Cina del Partito Unico.
All'interno di questo difficile contesto internazionale, i consensi del PD sono scesi anche per il personalismo del segretario, disposto a farsi beffe dei corpi intermedi come i sindacati, a inimicarsi settori tradizionalmente amici come operai, dipendenti pubblci e insegnanti, a calpestare la minoranza del partito e giocarsi tutto sulla riforma istituzionale, nonostante il malumore interno, lo scarso appeal della proposta e la grandissima coalizione che si è battuta per il no al referendum. Il Partito si è spaccato, ma i voti non sono andati verso i transfughi quanto in direzione 5 stelle. Il tema sulla ricongiunzione con chi è uscito dal Partito è abbastanza complesso, io a certe condizioni sarei favorevole: non sono d'accordo con chi è uscito, nella consapevolezza di lasciare il PD al suo problema di personalismo e di allontanamento dalla sinistra, ma ne capisco in parte le motivazioni, e ritengo che se il PD supera quella fase, ci siano le condizioni per far rientrare Bersani. E persino D'Alema, però sarebbe bello se smettesse di remare sempre contro :-)

A mio avviso, è ora di ricostruire il partito, riportare la barra a sinistra, trovare un modo efficace di fare opposizione (i parlamentari evidenziano le storture del governo ma l'opinione pubblica non sembra accorgersene), riavvicinare i cittadini parlando di temi concreti e abbandonando le polemiche autoreferenziali. Salvo illuminazioni tra oggi e domani, l'ordine di presentazione dei candidati rispecchia il mio ordine di preferenza, ma penso sia importante, più ancora delle altre volte, dare un segnale forte, superare il milione di votanti, non tanto per "superare Renzi" quanto per iniziare a dare una risposta forte ma democratica al populismo.

Massimo

giovedì 20 aprile 2017

Primarie PD: domenica 30 aprile

Domenica 30 aprile, dalle 8 alle 20 si svolgeranno le primarie per eleggere il Segretario e l'Assemblea nazionale del PD. Tre i candidati: Andrea Orlando, Michele Emiliano, Matteo Renzi.

Credo che l'Italia abbia bisogno di un forte partito riformista. Di conseguenza ritengo importante votare alle primarie, in particolare per dare una direzione a un PD un po' allo sbando, per riportarlo più a sinistra e a un processo decisionale più consono al suo nome.

Non sono molto soddisfatto della gestione del potere da parte di Renzi, come segretario  e e come Presidente del Consiglio:
- gestione poco democratica della minoranza e delle spaccature sui temi principali
- politiche poco di sinistra
- azione di governo incentrata  su  un combinato disposto (legge elettorale e riforma costituzionale) non proprio meraviglioso e non condiviso dal partito

Detto questo, la minoranza è stata spesso pretestuosa (cose approvate in assemblea diventavano "imposizioni inaccettabili" in aula) ma non vedo altri leader convincenti all'orizzonte (uno dei pochi era Bersani, ma ha deciso di andarsene, scelta che non condivido). Sospendo quindi la decisione in attesa di terminare la lettura delle mozioni:

EDIT: in estrema sintesi, voterò Orlando. Mi rendo conto che la lettura dei 3 documenti è un po' impegnativa (rispettivamente 26, 20 e 41 pagine). Ecco allora le sintesi:






Un metodo ancora più veloce (ma per forza di cose più superficiale) per informarsi sulle differenti posizioni è stato il confronto tra i candidati, organizzato il 26 aprile da Sky TG24: sono disponibili i video dei singoli temi, gli integrali riportati sopra, resoconti puntuali di unita.tv, ilfattoquodiano.it, repubblica.it, ilpost.it, diversi articoli di commento, tra cui segnalo quello di formiche.net.

Dove si vota a Mirafiori Nord e Santa Rita. Controllare sulla tessera elettorale il proprio seggio istituzionale (dove si vota nelle elezioni amministrative e politiche, nonché per i referendum): sono stati raggruppati e assegnati al seggio di primarie di zona.

  • gli elettori dei seggi da 84 a 89, da 104 a 110 e da 153 a 156: votano alle primarie presso il Circolo Pensionati e Amici, in via Ada Negri 26 A (seggio primarie: 3) 
  • Seggi da 90 a 103: gazebo in Piazza Santa Rita (seggio primarie: 9)
  • Seggi da 11 a 117 e da 122 a 132: Bocciofila Amici Boston, in via Boston 31 A (seggio primarie: 4)
  • Seggi da 118 a 121 e da 161 a 166: sede PD, via Dina 51 (seggio primarie: 7)
  • Seggi da 133 a 140 e da 183 a 188: Sede Circoscrizione, Cascina Giajone, via Guido Reni 102 (seggio primarie: 8)
  • Seggi da 141 a 145, da 170 a 172, seggio 182: Bocciofila Omero, Via Guido Reni 213/16 (seggio primarie: 6)
  • Seggi da 146 a 152, seggio 157: Sala "I Centomila", corso Orbassano 192 A (seggio primarie: 1)
  • Seggi da 158 a 160 e da 167 a 169: Via Carlo del Prete 64 B (seggio primarie: 7 "bis")
  • Seggi da 173 a 181: Centro d'incontro anziani Cimabue, via Rubino 86 A (seggio primarie: 2)
  • Seggi da 189 a 191: Bocciofila la Barracca, via Tintoretto (seggio primarie: 5) 
Sul sito cittadino del partito sono disponibili gli elenchi completi dei seggi nel capoluogo e nella Città Metropolitana.




I terminii per registrarsi online per le primarie scandono alle 12 del 27 aprile (EDIT: prorogato alle ore 18); è obbligatorio per:
  • coloro che vorranno votare fuori dalla loro provincia di residenza
  • i giovani tra i 16 anni compiuti e i 18 da compiere
  • i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia
  • i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno o della ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso. 

Per facilitare le operazioni di voto, è comunque consigliabile la registrazione anche per chi non è obbligato. Al seggio occorre portare documento di identità. Chi non è iscritto al PD versa 2 euro (e i maggiorenni devono avere con sé la tessera elettorale). Tutte le informazioni sul sito primariepd2017.it. 

In base all'esito delle primarie, il 7 maggio si insedierà l'assemblea nazionale convocata dalla Commissione Nazionale: 1000 mille delegati, eletti sulla base di liste legate ai candidati di ogni collegio.

Se uno dei candidati segretari avrà preso almeno il 50% più uno dei voti alle primarie, l'assemblea lo proclamerà nuovo segretario, altrimenti si procederà con la votazione. L'assemblea inoltre eleggerà i 120 componenti della nuova direzione nazionale, che sarà chiamata a votare la segreteria scelta dal nuovo leader.





Massimo

lunedì 20 febbraio 2017

"Quando la sinistra si è divisa ha fatto male a se stessa e al Paese"

La situazione del PD, arrivato sulla soglia della scissione, meriterebbe analisi approfondite. Spero solo che si trovi una soluzione alternativa, perché il partito ha probabilmente bisogno di una conversione a sinistra, ma con la divisione tramonterebbe il sogno di una grande forza riformista, e si creerebbero due (o più) entità deboli, difficilmente dialoganti, e si consegnerebbe su un piatto d'argento il Paese al populismo. 
La7 ha dedicato una lunga diretta all'assemblea nazionale, i cui contenuti sono stati sintetizzati in 5 punti da unita.tv. Mi preme sottolineare il discorso di Veltroni che ha invitato all'unità, ricordando non tanto i motivi "pratici", quanto le ragioni per cui il PD è dato, e la necessità di chi porta idee diverse: da anni non mi emozionavo (in positivo) per un intervento politico.


Massimo

lunedì 30 maggio 2016

"Non è un Paese per giovani... politici" - Lo Sguardo N. 6

Domani (31 maggio) alle 21 il Gruppo Michele Pellegrino organizza un incontro per i giovani, al Raggio Caffè, in via Guido Reni 96/140 a Torino (tra la Chiesa Santissimo Nome di Maria e la casa parrocchiale). Condurranno la serata Luca Galeasso e Dennis Maseri, i due membri del gruppo che si candidano alle prossime elezioni amministrative (di questa aspetto si parla più dettagliatamente nel numero 6 dello Sguardo, pubblicato a fine post).


L'incontro del 31 maggio è rivolto alla categoria più colpita dall'attuale disaffezione per la politica. È il motivo per cui abbiamo pensato di organizzare un appuntamento in un loro punto di ritrovo: per incontrarli, farli discutere di politica con i nostri candidati, bere insieme un caffè e confrontarsi su aspettative, speranze, criticità e proposte. 

Condivido ora il numero 6 dello Sguardo, dedicato alle elezioni amministrative del 5 giugno e all'incontro di domani.











Massimo

mercoledì 26 novembre 2014

Atti vandalici nella sede PD di via Dina

 Fonte: pd-circ2-to.blogspot.it/

Purtroppo torno a parlare di cose serie per segnalare un fatto molto spiacevole. Lunedì in tarda serata i soliti imbecilli hanno vandalizzato la sede PD di via Dina 51 (Circoscrizione 2, Santa Rita - Mirafiori Nord), rompendo le vetrine anti sfondamento e disegnando croci celtiche e svastiche sui muri, chissà se per presentarsi, per insultare, o per dare la colpa a qualcun altro... 
Per ora nessuna rivendicazione, le prime ipotesi sono comunque relative all'estrema destra locale. Sono intervenuti i poliziotti della Digos, si spera che dalle immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza della zona riescano a risalire agli autori di quanto accaduto, ma immagino che gli "eroi notturni" per dare prova di coraggio abbiano operato con il volto coperto. A inizio anno erano stati attaccati altri Circoli PD di quartiere e a marzo la sede regionale di via Masserano, spesso con riferimenti alla questione sfratti, analogamente ai raid avvenuti di recente a Milano, a Castellanza e in altri Comuni lombardi.

Davide Gariglio, segretario regionale del partito e capogruppo a Palazzo Lascaris, ha dichiarato: "I vetri anti sfondamento sono stati colpiti ripetutamente con mazze. Si tratta dell'ennesimo vile atto teppistico contro il principale partito della nostra Regione. Ovviamente non ci lasceremo intimidire. Ripareremo i danni e continueremo ad essere presenti sul territorio".




Massimo

mercoledì 28 maggio 2014

Stelle cadenti


Belin ma ancora credete ai risultati elettorali? Siete zombi! Le telecamere fatte con stampanti 3D hanno filmato tutto: quando uno dei nostri votava il movimento, nel seggio compariva Renzi in streaming, sbianchettava, leccava la matita, e votava PD. Belin, vi devo spiegare tutto. Mi raccomando, occhio in Piemonte: c'è il ballottaggio ma i media non ve lo dicono!

# sischerza #vinciamopoi #com'eraquelladelledimissioni? #leccatoridimatite #videoperatoriefotografiillegali

Purtroppo, come sempre, la colpa è sempre degli altri, anche quando la sconfitta è sonora... Anche in questo il guru e il suo Movimento non si discostano dal sistema che vogliono abbattere. 
Abbiamo assistito al trionfo del PD di Matteo Renzi, passato da 25.42 a 40.8%, il miglior risultato nazionale di un partito dal 1958 (solo la DC nel 1948 e nel 1958 era arrivata così in alto).
E dunque l'hashtag grillino #vinciamonoi ha ceduto il passo all'ironico #vinciamopoi. Una netta "non vittoria" del Movimento, che ha perso oltre il 4% rispetto alle politiche 2013, in termini assoluti quasi 2.900.000 milioni di voti in meno (anche se le acrobazie di Beppe cercano di dimostrare che si tratti solo di un milione in meno, considerando la maggiore astensione di quest'anno): domenica scorsa 5.792.865 voti, nel 2013 alle politiche 8.691.406 (dati del Ministero dell'Interno, voti presi alla Camera - al Senato gli aventi diritto al voto sono di meno). Tenendo fuori dal conto i voti all'estero (95.173) e Val D'Aosta (13.403).
Eppure, pare che non sia colpa di Beppe o dello stesso M5S. Pare che non abbiano inciso alcuni elementi che alla lunga avrebbero potuto stancare l'elettorato: gli eccessi tipo "oltre Hitler" e "processi popolari"*, l'evanescenza del programma, gli slogan e gli annunci apocalittici che sostituiscono le proposte, o la ricerca di consenso che sovrasta la ricerca del bene comune. Già letto e sentito che: 


  • "sicuramente ci sono stati brogli" 
ma come? con le Forze dell'Ordine dalla vostra parte? ("La Digos è tutta con noi, la Dia è tutta con noi, i carabinieri pure")

  • "attenzione: hanno manipolato i seggi - controlliamo"
e i rappresentanti di lista stavano lì a leccare le matite?
  • "ecco il prezzo degli italiani: 80 euro" 
vai con gli slogan, fino alla fine! ma allora gli 80 euro non erano tanto ridicoli come intervento?



Naturalmente, non arriveranno le dimissioni annunciate di Grillo. C'è forse una spiegazione cui non si può ribattere (pena l'espulsione): Beppe ha detto che si sarebbe dimesso (da cosa? megafono? proprietario?) se avesse preso "un solo voto in meno" rispetto alle politiche. Invece i voti persi sono 3 milioni. Belin, non capite mai...


Massimo

* "Niente di violento e aggressivo, è un gioco che deve soddisfare milioni di italiani che sono stati depredati da questa associazione a delinquere di stampo politico-legale e informatico".

lunedì 31 marzo 2014

Riforme istituzionali e nuova legge elettorale - incontro con Andrea Giorgis

Un post veloce per invitarvi l'incontro di stasera, quanto mai attuale, su "Riforme istituzionali e nuova legge elettorale", in programma questa sera alle 21, nella sala dei Centomila, in corso Orbassano 192 a Torino.



L'incontro, segnalato dall'amico Luciano Rivoira, è organizzato dal Circolo PD "Santa Rita Mirafiori Nord" (Circoscrizione 2 di Torino). Interverrà come relatore Andrea Giorgis, docente universitario di diritto costituzionale e deputato democratico.



Massimo

giovedì 20 febbraio 2014

Renzi-Grillo: un'occasione persa

Due parole sulle non-consultazioni di ieri, avvenute tra Matteo Renzi, Presidente incaricato e Beppe Grillo, leader-non-democratico-con-chi-si-vuole-eliminare del Movimento 5 Stelle. Un'occasione sprecata da Grillo: ancora una volta, anziche motore del cambiamento, è stato fustigatore morale e megafono del malcontento, due ruoli facili, alla portata di qualunque uomo della strada.
E dire che di proposte lodevoli del M5S ce ne sarebbero, sarebbe bastato dire "porta in aula questo, e te lo votiamo", lasciando il cerino in mano a Renzi. In diretta, senza bisogno di scrivere per l'ennesima volta "massima diffusione", come se ci trovasse ancora una volta di fronte a una scottante verità che i media insabbiano...



Renzi ha incassato, pure troppo, a parte la buona battuta "Esci da questo blog". Immagino che quello di Grillo fosse un monologo preparato, ma in alcuni momenti è sembrato un po' incerto, in particolare quando rinfacciava a Renzi le 2-3 cose di cui tutti ci stiamo lamentando da una settimana (promesse non mantenute su Letta, larghe intese, staffetta): davvero, il grande comunicatore non sa fare meglio? Magari era una "studiata spontaneità"... 
Credo comunque che una parte degli attivisti M5S (anche tra chi ha votato si, perchè Grillo andasse alle consultazioni con Renzi), volesse proprio quello, che il leader andasse a cantargliele anziché sfidarlo sui contenuti. Gli altri saranno rimasti delusi.


Massimo

martedì 21 gennaio 2014

Renzi, il Cavaliere e i rosiconi

Prima di commentare il tanto discusso dialogo tra Renzi e Berlusconi, ricordo ai 25 lettori che stasera alle 21 inizia il ciclo "Alla ricerca del bene comune": in via Guido Reni 96/140, il professor Ciravegna parlerà di "Diritto al lavoro perduto".
 
Il fatto che Renzi abbia dialogato con Berlusconi, dichiarando oltretutto una "profonda sintonia" sulla legge elettorale, non è il massimo dal punto di vista della base del PD. E dire che finora Renzi aveva fatto della comunicazione una delle sue armi migliori. Tuttavia non mi scandalizzo, più che altro sono contrario al mantenimento della lista bloccata, benchè "piccola".
Dialogare con B. è sempre pericoloso, forse Renzi non è preoccupato per le possibili reazioni della base, o più semplicemente, volendo arrivare - come ha dichiarato - a una legge elettorale molto incentrata sulla governabilità, deve per forza scontentare i partiti medio-piccoli, quindi non può che dialogare con l'altra forza numericamente consistente, escludendo il M5S con cui non credo possa nascere un dialogo (così come non era nato sulla proposta Renzi per il taglio ai costi della politica).
Se non si crea un consenso parlamentare sulla legge, poi questa non passa e tanto vale non fare la proposta. È facile dire "le leggi si fanno in Parlamento", ma le proposte di legge non le scrive "il web", nè un'astratta "intelligenza collettiva", e i casi di "legge rivelata" sono abbastanza rari. Di solito una o più persone fisiche preparano un testo di legge, preferibilmente concordandolo con soggetti che la devono votare, e poi la si sottopone al voto.

Fonte: ilfattoquotidiano.it


Riguardo l'ironia e lo scandalo sul dialogo con Berlusconi: D'Alema, Veltroni & C hanno sempre "dialogato" con Berlusconi, in alcuni casi semplificandogli la vita, e per qualche mese persino governando assieme, condizione che è cessata - dopo il voto sulla decadenza - per lo strappo interno al PDL e non per una presa di posizione del PD/centrosinistra. Certo, la condanna definitiva e la decadenza cambiano formalmente lo scenario, ma la situazione era nota da tempo, e di fatto B. è il leader del secondo partito italiano. Renzi ha poi dialogato anche con Alfano, dunque con il Nuovo Centrodestra, attuale alleato di governo del PD. 

Detto questo, se il prezzo da pagare per il dialogo con Berlusconi è il mantenimento delle liste bloccate (per quanto ridotte), è un po' alto, perchè sono il peggiore dei difetti del porcellum. Prima però vorrei leggere il testo per capire meglio. Estremizzando, anche il collegio l'uninominale è una lista bloccata, ma il partito e il candidato ci mettono la faccia, e sbagliando candidato si perde il seggio.
Molti di quelli che ora nel PD fanno facile ironia, non sono nella condizione per farla. Hanno perso le primarie, se ne facciano una ragione ed evitino ripicche e polemiche che - per l'ennesima volta - fanno male al partito. "If I can't have you then nobody can" lasciamolo cantare ai Franz Ferdinand.



Alcuni aspetti di Renzi possono non convincere, ma per me rimane lo strumento più efficace a disposizione del cambiamento, molto più dell'"apparato" che è uscito sconfitto dalle primarie, più di Civati che probabilmente sarebbe meno disposto a scendere a compromessi pur di portare avanti il cambiamento, molto più del M5S che gioca a consolidare il consenso tramite la critica.
E ho l'impressione che a molti dia fastidio che Renzi in un paio di mesi possa ottenere più di quanto fatto dagli altri in oltre 8 anni, cioè far votare il Parlamento su una proposta di legge elettorale, anzichè limitarsi a fare dichiarazioni contro il porcellum, facendosi bruciare sul tempo persino dalla tardiva sentenza della Corte Costituzionale.

Massimo

lunedì 9 dicembre 2013

Renzi, è tempo per noi

Le primarie sono state ancora una volta un grande successo: hanno votato quasi tre milioni di persone. 
Mentre a quelle della Lega hanno partecipato 10.000 persone. C'è da dire che è il 60% degli aventi diritto (primarie riservate ai "militanti da almeno un anno")
Il PD ha dunque un nuovo segretario e, com'era previsto dai sondaggi, si tratta di Matteo Renzi. Un trionfo, 68% dei voti, contro il 18% di Cuperlo e il 14% di Civati.

Fonte: repubblica.it


Alla sinistra, più che contenuti, mancavano capacità di comunicarli e di coinvolgere la gente, motivare le persone, recuperare i disillusi, un segnale forte di cambiamento, e magari vincere le elezioni. Tutte capacità che mi sembrano nelle corde del sindaco di Firenze. Motivi che, insieme ai contenuti e al ricordo della "batosta" delle scorse elezioni politiche, mi hanno convinto a votare per lui. Sebbene "meno di sinistra" degli altri due. Cuperlo, bravo e preparato, rappresenta la dirigenza di un partito lontana dall'elettorato, che troppo spesso ha sbagliato, senza assumersene la responsabilità. Non avrebbe convinto cittadini delusi dal PD e dalla politica, qualcuno in più l'avrebbe magari "mosso" Civati, ma è Renzi quello che ce la può fare.
Di contenuti il segretario neoeletto ha parlato, eccome, anche ieri sera: dal taglio di un miliardo ai costi della politica, all'istruzione e alla cultura come investimento e non costo da tagliare, dalla mano da dare a chi non ce la fa, ai milioni di elettori delle primarie come risposta alle migliaia che sono andate alla giornata dell'insulto. Qualche infelice scelta di dettaglio, come "I love it" messa a tutto volume al momento di salire sul palco, ma i contenuti c'erano, e la capacità di trascinare  e convincere anche.



Aggiungo che da coetaneo mi fa molto piacere che abbia vinto Renzi (e che nel terzetto ci fosse Civati), e che appena eletto abbia ricordato che adesso tocca ai (quasi) quarantenni. Per me può essere la risposta a Scanzi, che ha da poco pubblicato il libro "Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina". Ecco, io spero che lo sia, o che lo stia diventando, ma spero ancora di più che il Paese cambi in meglio, a prescindere. Siamo comunque in un Paese dove il ricambio scarseggia, per "attaccamento" della vecchia classe dirigente e/o mollezza "nostra", e per la cooptazione imperante. Su quest'ultimo aspetto, riporto un interessante articolo scritto lo scorso anno da Luca Ricolfi, L'incapacità di ricambio di leader.

Massimo

martedì 3 dicembre 2013

Tempo di primarie


EDIT: il termine per registrarsi on-line per le primarie è stato prorogato alle 16.00. Siete ancora in tempo!


Fonte: primariepd2013.it


Domenica 8 dicembre, dalle 8.00 alle 20.00, si svolgeranno le primarie per decidere il segretario del Partito Democratico. Si tratta delle quinte primarie nazionali: nel 2005 per il candidato premier dell'Unione, nel 2007 e 2009 per il segretario del PD, 2012 per il candidato premier di "Italia. Bene comune" e un mese dopo per i candidati parlamentari. Milioni di persone escono di casa, fanno la fila, pagano due euro, per esprimere la loro preferenza su chi dovrà guidare un partito o una coalizione: le primarie sono una bella festa per la democrazia, lo ribadisco sempre.
In questo caso trovo persino eccessivo che siano aperte ai non iscritti anche le primarie che individuano il segretario, ma non sottilizziamo. Saranno in lizza, in rigoroso ordine alfabetico, Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Matteo Renzi. Credo siano tre candidati validi, in termini di serietà e contenuti, come è emerso anche nel confronto televisivo di venerdì sera. Qui sono disponibili i video delle risposte alle domande del giornalista, Gianluca Semprini.
E Pittella?
Ne parliamo dopo


fonte: partitodemocratico.it

Appoggio Renzi per una serie di ragioni, prevalentemente incentrate sulla necessità di cambiare la classe dirigente e di avere un leader in grado, se non di trascinare le folle, almeno di convincere gli elettori, fedelissimi e   non.


CONTENUTI
Per non votare per simpatia o per sentito dire, può essere utile leggere le mozioni congressuali dei tre candidati. Le avevo pubblicate a ottobre, le ripropongo.



CHI PUÒ VOTARE - DOVE, COME, QUANDO
I seggi saranno aperti dalle 8.00 alle 20.00, occorre portare documento di identità e certificato elettorale. Trovate il vostro seggio per le primarie qui, precisando il Comune di residenza e il numero di seggio elettorale. Se siete residenti a Torino, potete trovare qui il vostro seggio elettorale (cioè dove andate a votare per le elezioni politiche e amministrative).

I seggi nella Circoscrizione 2 saranno 10, in particolare quanti hanno il seggio elettorale presso il complesso scolastico E10 (Nido d'Infanzia "L'anatroccolo", Scuola Materna "Brunella", Scuola Elementare "Piero Gobetti" - Scuola Media "Corrado Alvaro"-Modigliani), potranno votare per le Primarie presso la Cascina Giajone, che raccoglie i seggi elettorali da 133 a 140 e da 183 a 188.

I seggi previsti nella Circoscrizione 2, con l'indirizzo e l'abbinamento con i seggi elettorali


Possono votare sia gli iscritti al PD, gratuitamente, sia i non iscritti, che devono registrarsi (on-line o al seggio) e pagare un contributo di due euro (due euro e cinquanta per i pagamenti on-line, comprende 30 giorni di accesso a PD Live, Unità ed Europa). Sia ragazzi fra i 16 e i 18 anni sia studenti e lavoratori fuori sede devono necessariamente registrarsi on-line, entro le 12.00 di venerdì 6 dicembre. Si può fare qui. 
Gli italiani all'estero possono votare on-line dal 2 al 6 dicembre qui.
Cittadini immigrati ed extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno possono votare presso il luogo di domicilio o residenza (fa fede carta di identità, il permesso di soggiorno oppure la ricevuta di richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno) nei seggi a loro dedicati, rintracciabili visitando la pagina “Trova seggio” e individuando tra i seggi del Comune in cui si vota quelli destinati agli IMMIGRATI.
Qualora l’immigrato o l’extracomunitario per motivi di studio o di lavoro dovesse trovarsi in una provincia diversa da quella di domicilio o residenza abituale, ha le stesse opportunità previste per studenti e lavoratori fuori sede.

I malati ricoverati in ospedale o impossibilitati a muoversi in casa che intendano votare alle primarie, possono chiamare il Coordinamento Provinciale PD di riferimento (qui i contatti) che provvederà ad istituire un seggio speciale itinerante apposito per permettere loro il voto.

SEGRETARIO O PREMIER
Qualcuno sostiene che il segretario nazionale non possa fare il candidato premier. Ne approfitto per ricordare che lo Statuto prevede tutt'ora (all'articolo 18) che il candidato del PD nelle primarie di coalizione per la carica di premier sia il Segretario nazionale. Tanto che per far partecipare Renzi alle scorse primarie venne prevista una specifica deroga (norma di sospensione transitoria).


E PITTELLA?
Il quarto candidato, Gianni Pittella, è stato escluso con le convenzioni locali svoltesi nelle scorse settimane, perchè lo Statuto del PD prevede all'articolo 9 che i candidati all'elezione del Segretario nazionale siano i tre che hanno ottenuto il maggior numero di consensi tra gli iscritti, purchè con almeno il 5% dei voti validamente espressi ("e in ogni caso quelli che abbiano ottenuto almeno il 15% per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome"). 


Massimo

venerdì 29 novembre 2013

Circoscrizione 2: manca il numero legale. Ma anche il PTA

Esprimo la mia soddisfazione per la decadenza dell'(ex) senatore Berlusconi (ma tanto tutti lo chiamavano Presidente, e magari continueranno). Era ora. Si è fatta, con notevole ritardo, un po' di giustizia.



Torniamo però ai temi locali, due notizie dalla Circoscrizione 2. La prima è nuovamente una polemica, ma rispetto alle vicende di fine ottobre e metà novembre, questa volta la scena è occupata dai Moderati, che ieri in Consiglio hanno fatto mancare il numero legale. Quel "bel" giochino che faceva nel 2008 Italia dei Valori, quando era un partito all'apice dei consensi e attirava transfughi dalle altre forze politiche. Può essere che il tutto nasca da uno sgarro fatto dal gruppo del PD (poteva mancare?), in particolare una dinamica spesso criticata durante le sedute: il ruolo svolto nella terza commissione, Lavoro e Commercio, dal consigliere democratico Riccardo Prisco, ex presidente dell'associazione di via "Tripoli nord", e collaboratore delle altre associazioni. 

Lunedì i moderati in Consiglio comunale avevano contribuito a far passare una mozione spinosa dell'opposizione, sugli immobili occupati. L'impressione è che il partito voglia sottolineare la propria indispensabilità in maggioranza, e rafforzare i propri amministratori.
Tornando alla seduta del Consiglio di Circoscrizione: spiace non solo per la vita travagliata della maggioranza, ma soprattutto perché nessuna delibera è passata e tra i punti all'ordine del giorno c'erano contributi e concessioni per realtà e progetti importanti: 
  • concessione locali all'associazione CEPIM
  • progetti rivolti ai minori
  • Progetto Dormitori Inverno 2013 (Associazione "Colazione Insieme")
  • Progetto Famiglia - Progetto Scuola 2013 - 2014

L'ordine del giorno sarà riproposto la prossima settimana in una seduta straordinaria di Consiglio, che si aggiungerà alla seduta ordinaria del 3 dicembre.
Cascina Giajone
Fonte: panoramio.com - Foto di Roberto Ganio Mego

Aggiungo un'importante notizia emersa grazie alla Lista La Piazza, da sempre molto attenta sul tema: il Parco Telematico Ambientale non si farà più. A un'interpellanza della lista civica, il presidente della Circoscrizione Punzurudu ha risposto che dei 360.000 euro previsti per il PTA, 200.00 saranno utilizzati per la sorveglianza sanitaria, e - sollecitato dagli interpellanti - ha precisato che i restanti 160.000 saranno utilizzati per il progetto ITER, per la ristrutturazione dei cortili scolastici. Con conseguente polemica, a mio avviso giustificata, sul processo decisionale nella destinazione dei soldi "liberati" dal PTA.




Massimo

mercoledì 20 novembre 2013

Ancora polemiche per il PD a Santa Rita

Spiace continuare a raccontare episodi spiacevoli legati al Partito Democratico della Circoscrizione 2, ma è quanto sta offrendo la cronaca politica. Il giorno dopo lo svolgimento della "convenzione", con cui gli iscritti hanno espresso la loro preferenza sui candidati alle primarie nazionali, "La Stampa" ha pubblicato un ulteriore servizio sulle anomalie emerse nel tesseramento legato alla fase congressuale del PD.

Fonti: lastampa.it - rassegnastampa.comune.torino.it

A fine ottobre il Circolo 2 si era distinto, in negativo, per i tesseramenti "allegri", che avevano coinvolto tanti cittadini poco consapevoli della loro azione: l'iscrizione al partito, a pagamento, come condizione per votare al congresso. Il Circolo si era "meritato un servizio del Fatto Quotidiano TV, in cui venivano raccontanti comportamenti anomali e "rimborsi" a pochi metri dal Circolo di via Dina 51.
Ora si sottolinea la presenza, tra i tesserati del Circolo 2, di numerosi dirigenti della Circoscrizione, e soprattutto di soggetti che a vario titolo risultano beneficiari di contributi da parte della stessa istituzione: "vertici" di bocciofile e associazioni, consulenti di progetti, staffisti in Regione e "il presidente di una fondazione che ha ricevuto un contributo di 120.000 euro sul territorio della 2".
Apro una parentesi su quest'ultimo caso. Si tratta, evidentemente, di Giovanni Paciariello, presidente della Fondazione Dare, le cui disavventure con il Punto Vendita Solidale di via De Canal, finanziato con gli ultimi fondi di Urban 2, sono state raccontate lunedì da Repubblica, in un articolo che sostanzialmente riprende dati già pubblicati, aggiungendo la novità dell'esposto presentato alla Corte dei Conti dalla lista civica "La Piazza".  Il sottoscritto continua a giudicare i progetti "Last Minute Market" e “Scuola, Impresa, e Solidarietà” molto positivi negli strumenti e negli obiettivi, sebbene i risultati siano stati finora molto deludenti. L'amico Marco Muzzarelli, consigliere comunale ma ai tempi coordinatore della commissione commercio, sintetizza la vicenda sul suo blog, evidenziando le notevoli differenze rispetto al progetto presentato, tanto che "a pochi mesi dalla partenza sia Last Minute Market (startup emiliana con cui avevamo interloquito) che Corintea (soggetto promotore delle politiche di Last Minute Market) si siano sfilati dall’iniziativa".
Come rileva l'articolo de "La Stampa", le ulteriori "anomalie" riscontrate nei tesseramenti effettuati nella Circoscrizione 2 non sono illecite, ma risultano critiche, appesantiscono la situazione creatasi con i congressi territoriali e non aiutano il Partito Democratico ad abbandonare il passato e diventare - come vorrebbe la sua base sana - un soggetto "nuovo", trasparente e al servizio della collettività.

Massimo

giovedì 31 ottobre 2013

PD Circoscrizione 2 - Polemiche al Congresso, cambiamenti in Giunta

In questa fase travagliata per il PD, con i congressi locali che hanno portato a scandali e polemiche per i tesseramenti "allegri", purtroppo ha giocato un ruolo di primo piano il Circolo di Mirafiori Nord - Santa Rita, tanto da "meritare" un servizio del Fatto Quotidiano.

"Nella giornata di voto per l’elezione del segretario provinciale si sono iscritte oltre cento persone. Nei giorni scorsi, proprio per controllare la regolarità dei tesseramenti è arrivato Giovanni Lunardon, ispettore inviato da Roma. A Santa Rita sui circa 400 votanti i nuovi rappresentano un quarto degli elettori. Molti militanti del partito e i ‘Resistenti democratici’ denunciano l’arrivo di ‘truppe cammellate’ istruite da uno dei ‘signori delle tessere’ di Torino, Andrea Stara, consigliere regionale indagato per peculato e finanziamento illecito ai partiti nello scandalo dei rimborsi ai gruppi consiliari. Stara non ha voluto rispondere alle domande de ilfattoquotidiano.it. Le iscrizioni sono consentite dal regolamento, ma molti sottolineano la scorrettezza delle pratiche. Per i militanti veri è un elemento di frustrazione: il loro voto vale come quello di persone ‘ignare’ nelle mani dei soliti"


Anche dalla Circoscrizione giungono notizie rilevanti, in parte - ipotizzo- legate alle polemiche del congresso. Marco Rappazzo si è dimesso da coordinatore della VI commissione (Ecologia, ambiente, verde pubblico, AAM, AEM, AMIAT), e si vocifera di una decisione analoga da parte di Luisa Bernardini, neoeletta segretaria del circolo e coordinatrice della V (Cultura - Istruzione - Sport, Turismo Sociale e Tempo Libero - Gioventù). La commissione più importante e impegnativa.

Mi dispiace, perchè si tratta di persone con cui ho lavorato nel precedente mandato e che hanno dimostrato le loro capacità. Si avvera, curiosamente, quanto chiedeva quasi due anni fa la consigliera del M5S, Serena Imbesi, per ragioni diverse, legate a una verifica del numero legale durante una seduta del Consiglio.

Immagino che nel caso di Marco Rappazzo possano aver influito le polemiche legate ad alcune questioni molto discusse: (inceneritore e Comitato Locale di Controllo, PTA, mancata convocazione della Commissione negli ultimi 4 mesi, e relativa mozione dell'opposizione con richiesta di sostituzione). Per Luisa Bernardini, presumo influisca la conciliabilità il nuovo incarico (e magari le dinamiche che hanno portato al congresso). EDIT: il commento dello stesso Marco, che ringrazio del chiarimento, precisa che si tratta di impegni personali, legati al lavoro. Dunque consideriamo le criticità elencate come conseguenze della minor presenza, e non cause delle dimissioni.

Attendiamo comunque gli sviluppi in merito al rimpasto di giunta, che riguarderà - a mio avviso - il PD, che conta attualmente 9 consiglieri, tra cui i coordinatori Dennis Maseri (IV - Sanità e Servizi Sociali) e Vito Gentile (I, Bilancio e Programmazione Patrimonio). La situazione del resto della maggioranza:
  1. il gruppo dei Moderati conta 3 consiglieri (con Genco coordinatore della III, Lavoro e commercio)
  2. SEL è già rappresentata in giunta dal suo unico rappresentante (Raffaella Perrone, coordinatrice della II, Urbanistica, viabilità e trasporti)
  3. due ex IDV, il Presidente Antonio Punzurudu e il consigliere Calogero Alaima (attualmente nel gruppo misto di maggioranza)

Fonte: museotorino.it

Massimo
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