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venerdì 1 marzo 2019

Primarie PD: sintesi delle mozioni (se vogliamo un Paese normale, votiamo)

Domenica ci sono le primarie del Partito Democratico. Più delle altre volte, è importante andare a votare, anche per chi non è elettore del PD ma si identifica nel centrosinistra, o anche solo vorrebbe un Paese normale. Dopo vado a spiegare perchè.



Fonte: pdprimarie2019.it

Siccome probabilmente alcuni di voi si riconoscono negli ideali del centrosinistra, magari hanno una mezza idea di andare a votare ma non hanno tantissima voglia di leggere le 3 mozioni in formato integrale, il vostro amichevole blogger di quartiere vi segnala i link dove potete trovare le sintesi delle tre mozioni, in modo da farsi un'idea che vada aldilà della simpatia per Nicola Zingaretti (da non confondere con il fratello Luca che intrepreta Montalbano), Maurizio Martina (il Dylan Dog della sinistra) o Roberto Giachetti (il turborenziano che arriva dai Radicali):

Il Dylan Dog del PD e quello vero - Fonte: nextquotidiano.it



Nicola Zingaretti e il fratello Luca "Montalbano" - Fonte: ildubbio.news

(Questa è la più simpatica che ho trovato) Roberto Giachetti sembra apprezzare Maria Elena Boschi (dagli torto...) - Fonte: www.lastampa.it


COME SI VOTA
Domenica 3 marzo si vota, dalle 8 alle 20, per eleggere sia il Segretario sia l’Assemblea nazionale (a ogni candidato è collegata una lista che lo sostiene). Il vostro seggio lo trovate qui, indicando il vostro Comune e il numero del seggio dove votate alle Politiche (è indicato sulla tessera elettorale). Occorre  un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale e un contributo minimo di due euro. Con il documento e il contributo di due euro possono votare anche gli elettori fuorisede, i giovani fra i 16 e i 18 anni, i cittadini italiani residenti all’estero o temporaneamente all’estero, che devono prima registrarsi online (ma le iscrizioni sono chiuse...).
I cittadini comunitari non italiani ed extracomunitari devono portare un documento di riconoscimento o il permesso di soggiorno o la ricevuta di richiesta di rinnovo e (minimo) due euro.


PERCHÉ VOTARE ALLE PRIMARIE
L'importanza di questo appuntamento è data dalla crisi elettorale e di identità del PD: serve una leadership capace e credibile. Non solo per fronteggiare la deriva populista e xenofoba dell'attuale governo, dove l'incompetenza regna sovrana, le promesse elettorali da mantenere (almeno in parte) mortificano il bilancio, la Lega sempre più azionista di maggioranza. Non solo perchè gli attuali sondaggi danno un centrodestra sostanzialmente in grado di governare da solo, con Salvini leader indiscusso.

È necessario che il PD non diventi irrilevante e si riprenda, perchè in qualsiasi democrazia normale, è importante che ci sia una forza progressista sana (ci vorrebbe anche una destra/ala conservatrice sana, ma nella Seconda Repubblica non l'abbiamo vista). Piaccia o no, in Italia l'area riformista coincide con il PD: da anni, alla sua sinistra si alternano cartelli elettorali di breve durata e sotto la soglia dell'ingresso in Parlamento. Ma, come i più attenti di voi avranno percepito, il PD non gode di ottima salute. Da quelle Europee del 2014, in cui Renzi era arrivato al 40% sull'onda degli 80 euro, la musica è decisamente cambiata, non solo per l'ascesa dei populismi.

Il calo di consensi dei partiti socialdemocratici in Europa - Fonte: sentierodigitale.eu

Non è un problema solo italiano, i socialdemocratici sono in crisi ovunque: in Europa i partiti socialisti sono ai minimi storici, sull'est europeo soffia un vento nazionalista e di destra, gli Stati Uniti hanno creduto nel populismo sovranista. Discorso a parte per la Russia - da 20 anni governata da Putin - e per la Cina del Partito Unico.
All'interno di questo difficile contesto internazionale, i consensi del PD sono scesi anche per il personalismo del segretario, disposto a farsi beffe dei corpi intermedi come i sindacati, a inimicarsi settori tradizionalmente amici come operai, dipendenti pubblci e insegnanti, a calpestare la minoranza del partito e giocarsi tutto sulla riforma istituzionale, nonostante il malumore interno, lo scarso appeal della proposta e la grandissima coalizione che si è battuta per il no al referendum. Il Partito si è spaccato, ma i voti non sono andati verso i transfughi quanto in direzione 5 stelle. Il tema sulla ricongiunzione con chi è uscito dal Partito è abbastanza complesso, io a certe condizioni sarei favorevole: non sono d'accordo con chi è uscito, nella consapevolezza di lasciare il PD al suo problema di personalismo e di allontanamento dalla sinistra, ma ne capisco in parte le motivazioni, e ritengo che se il PD supera quella fase, ci siano le condizioni per far rientrare Bersani. E persino D'Alema, però sarebbe bello se smettesse di remare sempre contro :-)

A mio avviso, è ora di ricostruire il partito, riportare la barra a sinistra, trovare un modo efficace di fare opposizione (i parlamentari evidenziano le storture del governo ma l'opinione pubblica non sembra accorgersene), riavvicinare i cittadini parlando di temi concreti e abbandonando le polemiche autoreferenziali. Salvo illuminazioni tra oggi e domani, l'ordine di presentazione dei candidati rispecchia il mio ordine di preferenza, ma penso sia importante, più ancora delle altre volte, dare un segnale forte, superare il milione di votanti, non tanto per "superare Renzi" quanto per iniziare a dare una risposta forte ma democratica al populismo.

Massimo

giovedì 20 aprile 2017

Primarie PD: domenica 30 aprile

Domenica 30 aprile, dalle 8 alle 20 si svolgeranno le primarie per eleggere il Segretario e l'Assemblea nazionale del PD. Tre i candidati: Andrea Orlando, Michele Emiliano, Matteo Renzi.

Credo che l'Italia abbia bisogno di un forte partito riformista. Di conseguenza ritengo importante votare alle primarie, in particolare per dare una direzione a un PD un po' allo sbando, per riportarlo più a sinistra e a un processo decisionale più consono al suo nome.

Non sono molto soddisfatto della gestione del potere da parte di Renzi, come segretario  e e come Presidente del Consiglio:
- gestione poco democratica della minoranza e delle spaccature sui temi principali
- politiche poco di sinistra
- azione di governo incentrata  su  un combinato disposto (legge elettorale e riforma costituzionale) non proprio meraviglioso e non condiviso dal partito

Detto questo, la minoranza è stata spesso pretestuosa (cose approvate in assemblea diventavano "imposizioni inaccettabili" in aula) ma non vedo altri leader convincenti all'orizzonte (uno dei pochi era Bersani, ma ha deciso di andarsene, scelta che non condivido). Sospendo quindi la decisione in attesa di terminare la lettura delle mozioni:

EDIT: in estrema sintesi, voterò Orlando. Mi rendo conto che la lettura dei 3 documenti è un po' impegnativa (rispettivamente 26, 20 e 41 pagine). Ecco allora le sintesi:






Un metodo ancora più veloce (ma per forza di cose più superficiale) per informarsi sulle differenti posizioni è stato il confronto tra i candidati, organizzato il 26 aprile da Sky TG24: sono disponibili i video dei singoli temi, gli integrali riportati sopra, resoconti puntuali di unita.tv, ilfattoquodiano.it, repubblica.it, ilpost.it, diversi articoli di commento, tra cui segnalo quello di formiche.net.

Dove si vota a Mirafiori Nord e Santa Rita. Controllare sulla tessera elettorale il proprio seggio istituzionale (dove si vota nelle elezioni amministrative e politiche, nonché per i referendum): sono stati raggruppati e assegnati al seggio di primarie di zona.

  • gli elettori dei seggi da 84 a 89, da 104 a 110 e da 153 a 156: votano alle primarie presso il Circolo Pensionati e Amici, in via Ada Negri 26 A (seggio primarie: 3) 
  • Seggi da 90 a 103: gazebo in Piazza Santa Rita (seggio primarie: 9)
  • Seggi da 11 a 117 e da 122 a 132: Bocciofila Amici Boston, in via Boston 31 A (seggio primarie: 4)
  • Seggi da 118 a 121 e da 161 a 166: sede PD, via Dina 51 (seggio primarie: 7)
  • Seggi da 133 a 140 e da 183 a 188: Sede Circoscrizione, Cascina Giajone, via Guido Reni 102 (seggio primarie: 8)
  • Seggi da 141 a 145, da 170 a 172, seggio 182: Bocciofila Omero, Via Guido Reni 213/16 (seggio primarie: 6)
  • Seggi da 146 a 152, seggio 157: Sala "I Centomila", corso Orbassano 192 A (seggio primarie: 1)
  • Seggi da 158 a 160 e da 167 a 169: Via Carlo del Prete 64 B (seggio primarie: 7 "bis")
  • Seggi da 173 a 181: Centro d'incontro anziani Cimabue, via Rubino 86 A (seggio primarie: 2)
  • Seggi da 189 a 191: Bocciofila la Barracca, via Tintoretto (seggio primarie: 5) 
Sul sito cittadino del partito sono disponibili gli elenchi completi dei seggi nel capoluogo e nella Città Metropolitana.




I terminii per registrarsi online per le primarie scandono alle 12 del 27 aprile (EDIT: prorogato alle ore 18); è obbligatorio per:
  • coloro che vorranno votare fuori dalla loro provincia di residenza
  • i giovani tra i 16 anni compiuti e i 18 da compiere
  • i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia
  • i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno o della ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso. 

Per facilitare le operazioni di voto, è comunque consigliabile la registrazione anche per chi non è obbligato. Al seggio occorre portare documento di identità. Chi non è iscritto al PD versa 2 euro (e i maggiorenni devono avere con sé la tessera elettorale). Tutte le informazioni sul sito primariepd2017.it. 

In base all'esito delle primarie, il 7 maggio si insedierà l'assemblea nazionale convocata dalla Commissione Nazionale: 1000 mille delegati, eletti sulla base di liste legate ai candidati di ogni collegio.

Se uno dei candidati segretari avrà preso almeno il 50% più uno dei voti alle primarie, l'assemblea lo proclamerà nuovo segretario, altrimenti si procederà con la votazione. L'assemblea inoltre eleggerà i 120 componenti della nuova direzione nazionale, che sarà chiamata a votare la segreteria scelta dal nuovo leader.





Massimo

martedì 21 gennaio 2014

Renzi, il Cavaliere e i rosiconi

Prima di commentare il tanto discusso dialogo tra Renzi e Berlusconi, ricordo ai 25 lettori che stasera alle 21 inizia il ciclo "Alla ricerca del bene comune": in via Guido Reni 96/140, il professor Ciravegna parlerà di "Diritto al lavoro perduto".
 
Il fatto che Renzi abbia dialogato con Berlusconi, dichiarando oltretutto una "profonda sintonia" sulla legge elettorale, non è il massimo dal punto di vista della base del PD. E dire che finora Renzi aveva fatto della comunicazione una delle sue armi migliori. Tuttavia non mi scandalizzo, più che altro sono contrario al mantenimento della lista bloccata, benchè "piccola".
Dialogare con B. è sempre pericoloso, forse Renzi non è preoccupato per le possibili reazioni della base, o più semplicemente, volendo arrivare - come ha dichiarato - a una legge elettorale molto incentrata sulla governabilità, deve per forza scontentare i partiti medio-piccoli, quindi non può che dialogare con l'altra forza numericamente consistente, escludendo il M5S con cui non credo possa nascere un dialogo (così come non era nato sulla proposta Renzi per il taglio ai costi della politica).
Se non si crea un consenso parlamentare sulla legge, poi questa non passa e tanto vale non fare la proposta. È facile dire "le leggi si fanno in Parlamento", ma le proposte di legge non le scrive "il web", nè un'astratta "intelligenza collettiva", e i casi di "legge rivelata" sono abbastanza rari. Di solito una o più persone fisiche preparano un testo di legge, preferibilmente concordandolo con soggetti che la devono votare, e poi la si sottopone al voto.

Fonte: ilfattoquotidiano.it


Riguardo l'ironia e lo scandalo sul dialogo con Berlusconi: D'Alema, Veltroni & C hanno sempre "dialogato" con Berlusconi, in alcuni casi semplificandogli la vita, e per qualche mese persino governando assieme, condizione che è cessata - dopo il voto sulla decadenza - per lo strappo interno al PDL e non per una presa di posizione del PD/centrosinistra. Certo, la condanna definitiva e la decadenza cambiano formalmente lo scenario, ma la situazione era nota da tempo, e di fatto B. è il leader del secondo partito italiano. Renzi ha poi dialogato anche con Alfano, dunque con il Nuovo Centrodestra, attuale alleato di governo del PD. 

Detto questo, se il prezzo da pagare per il dialogo con Berlusconi è il mantenimento delle liste bloccate (per quanto ridotte), è un po' alto, perchè sono il peggiore dei difetti del porcellum. Prima però vorrei leggere il testo per capire meglio. Estremizzando, anche il collegio l'uninominale è una lista bloccata, ma il partito e il candidato ci mettono la faccia, e sbagliando candidato si perde il seggio.
Molti di quelli che ora nel PD fanno facile ironia, non sono nella condizione per farla. Hanno perso le primarie, se ne facciano una ragione ed evitino ripicche e polemiche che - per l'ennesima volta - fanno male al partito. "If I can't have you then nobody can" lasciamolo cantare ai Franz Ferdinand.



Alcuni aspetti di Renzi possono non convincere, ma per me rimane lo strumento più efficace a disposizione del cambiamento, molto più dell'"apparato" che è uscito sconfitto dalle primarie, più di Civati che probabilmente sarebbe meno disposto a scendere a compromessi pur di portare avanti il cambiamento, molto più del M5S che gioca a consolidare il consenso tramite la critica.
E ho l'impressione che a molti dia fastidio che Renzi in un paio di mesi possa ottenere più di quanto fatto dagli altri in oltre 8 anni, cioè far votare il Parlamento su una proposta di legge elettorale, anzichè limitarsi a fare dichiarazioni contro il porcellum, facendosi bruciare sul tempo persino dalla tardiva sentenza della Corte Costituzionale.

Massimo

lunedì 9 dicembre 2013

Renzi, è tempo per noi

Le primarie sono state ancora una volta un grande successo: hanno votato quasi tre milioni di persone. 
Mentre a quelle della Lega hanno partecipato 10.000 persone. C'è da dire che è il 60% degli aventi diritto (primarie riservate ai "militanti da almeno un anno")
Il PD ha dunque un nuovo segretario e, com'era previsto dai sondaggi, si tratta di Matteo Renzi. Un trionfo, 68% dei voti, contro il 18% di Cuperlo e il 14% di Civati.

Fonte: repubblica.it


Alla sinistra, più che contenuti, mancavano capacità di comunicarli e di coinvolgere la gente, motivare le persone, recuperare i disillusi, un segnale forte di cambiamento, e magari vincere le elezioni. Tutte capacità che mi sembrano nelle corde del sindaco di Firenze. Motivi che, insieme ai contenuti e al ricordo della "batosta" delle scorse elezioni politiche, mi hanno convinto a votare per lui. Sebbene "meno di sinistra" degli altri due. Cuperlo, bravo e preparato, rappresenta la dirigenza di un partito lontana dall'elettorato, che troppo spesso ha sbagliato, senza assumersene la responsabilità. Non avrebbe convinto cittadini delusi dal PD e dalla politica, qualcuno in più l'avrebbe magari "mosso" Civati, ma è Renzi quello che ce la può fare.
Di contenuti il segretario neoeletto ha parlato, eccome, anche ieri sera: dal taglio di un miliardo ai costi della politica, all'istruzione e alla cultura come investimento e non costo da tagliare, dalla mano da dare a chi non ce la fa, ai milioni di elettori delle primarie come risposta alle migliaia che sono andate alla giornata dell'insulto. Qualche infelice scelta di dettaglio, come "I love it" messa a tutto volume al momento di salire sul palco, ma i contenuti c'erano, e la capacità di trascinare  e convincere anche.



Aggiungo che da coetaneo mi fa molto piacere che abbia vinto Renzi (e che nel terzetto ci fosse Civati), e che appena eletto abbia ricordato che adesso tocca ai (quasi) quarantenni. Per me può essere la risposta a Scanzi, che ha da poco pubblicato il libro "Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina". Ecco, io spero che lo sia, o che lo stia diventando, ma spero ancora di più che il Paese cambi in meglio, a prescindere. Siamo comunque in un Paese dove il ricambio scarseggia, per "attaccamento" della vecchia classe dirigente e/o mollezza "nostra", e per la cooptazione imperante. Su quest'ultimo aspetto, riporto un interessante articolo scritto lo scorso anno da Luca Ricolfi, L'incapacità di ricambio di leader.

Massimo

martedì 3 dicembre 2013

Tempo di primarie


EDIT: il termine per registrarsi on-line per le primarie è stato prorogato alle 16.00. Siete ancora in tempo!


Fonte: primariepd2013.it


Domenica 8 dicembre, dalle 8.00 alle 20.00, si svolgeranno le primarie per decidere il segretario del Partito Democratico. Si tratta delle quinte primarie nazionali: nel 2005 per il candidato premier dell'Unione, nel 2007 e 2009 per il segretario del PD, 2012 per il candidato premier di "Italia. Bene comune" e un mese dopo per i candidati parlamentari. Milioni di persone escono di casa, fanno la fila, pagano due euro, per esprimere la loro preferenza su chi dovrà guidare un partito o una coalizione: le primarie sono una bella festa per la democrazia, lo ribadisco sempre.
In questo caso trovo persino eccessivo che siano aperte ai non iscritti anche le primarie che individuano il segretario, ma non sottilizziamo. Saranno in lizza, in rigoroso ordine alfabetico, Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Matteo Renzi. Credo siano tre candidati validi, in termini di serietà e contenuti, come è emerso anche nel confronto televisivo di venerdì sera. Qui sono disponibili i video delle risposte alle domande del giornalista, Gianluca Semprini.
E Pittella?
Ne parliamo dopo


fonte: partitodemocratico.it

Appoggio Renzi per una serie di ragioni, prevalentemente incentrate sulla necessità di cambiare la classe dirigente e di avere un leader in grado, se non di trascinare le folle, almeno di convincere gli elettori, fedelissimi e   non.


CONTENUTI
Per non votare per simpatia o per sentito dire, può essere utile leggere le mozioni congressuali dei tre candidati. Le avevo pubblicate a ottobre, le ripropongo.



CHI PUÒ VOTARE - DOVE, COME, QUANDO
I seggi saranno aperti dalle 8.00 alle 20.00, occorre portare documento di identità e certificato elettorale. Trovate il vostro seggio per le primarie qui, precisando il Comune di residenza e il numero di seggio elettorale. Se siete residenti a Torino, potete trovare qui il vostro seggio elettorale (cioè dove andate a votare per le elezioni politiche e amministrative).

I seggi nella Circoscrizione 2 saranno 10, in particolare quanti hanno il seggio elettorale presso il complesso scolastico E10 (Nido d'Infanzia "L'anatroccolo", Scuola Materna "Brunella", Scuola Elementare "Piero Gobetti" - Scuola Media "Corrado Alvaro"-Modigliani), potranno votare per le Primarie presso la Cascina Giajone, che raccoglie i seggi elettorali da 133 a 140 e da 183 a 188.

I seggi previsti nella Circoscrizione 2, con l'indirizzo e l'abbinamento con i seggi elettorali


Possono votare sia gli iscritti al PD, gratuitamente, sia i non iscritti, che devono registrarsi (on-line o al seggio) e pagare un contributo di due euro (due euro e cinquanta per i pagamenti on-line, comprende 30 giorni di accesso a PD Live, Unità ed Europa). Sia ragazzi fra i 16 e i 18 anni sia studenti e lavoratori fuori sede devono necessariamente registrarsi on-line, entro le 12.00 di venerdì 6 dicembre. Si può fare qui. 
Gli italiani all'estero possono votare on-line dal 2 al 6 dicembre qui.
Cittadini immigrati ed extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno possono votare presso il luogo di domicilio o residenza (fa fede carta di identità, il permesso di soggiorno oppure la ricevuta di richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno) nei seggi a loro dedicati, rintracciabili visitando la pagina “Trova seggio” e individuando tra i seggi del Comune in cui si vota quelli destinati agli IMMIGRATI.
Qualora l’immigrato o l’extracomunitario per motivi di studio o di lavoro dovesse trovarsi in una provincia diversa da quella di domicilio o residenza abituale, ha le stesse opportunità previste per studenti e lavoratori fuori sede.

I malati ricoverati in ospedale o impossibilitati a muoversi in casa che intendano votare alle primarie, possono chiamare il Coordinamento Provinciale PD di riferimento (qui i contatti) che provvederà ad istituire un seggio speciale itinerante apposito per permettere loro il voto.

SEGRETARIO O PREMIER
Qualcuno sostiene che il segretario nazionale non possa fare il candidato premier. Ne approfitto per ricordare che lo Statuto prevede tutt'ora (all'articolo 18) che il candidato del PD nelle primarie di coalizione per la carica di premier sia il Segretario nazionale. Tanto che per far partecipare Renzi alle scorse primarie venne prevista una specifica deroga (norma di sospensione transitoria).


E PITTELLA?
Il quarto candidato, Gianni Pittella, è stato escluso con le convenzioni locali svoltesi nelle scorse settimane, perchè lo Statuto del PD prevede all'articolo 9 che i candidati all'elezione del Segretario nazionale siano i tre che hanno ottenuto il maggior numero di consensi tra gli iscritti, purchè con almeno il 5% dei voti validamente espressi ("e in ogni caso quelli che abbiano ottenuto almeno il 15% per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome"). 


Massimo

martedì 23 aprile 2013

Povera Italia, povero PD

Riprendiamo dopo quasi due mesi le considerazioni politiche (e togliamo le ragnatele dal blog).  Da fine febbraio ho cercato di approfondire con gli amici che hanno votato per il Movimento le ragioni della loro scelta. Naturalmente ho trovato motivazioni molto diverse, dalla fiducia cieca e acritica nei confronti del comico, al disgusto per tutti i partiti, ad argomentazioni più articolate.

PERCHE' NON RODOTA'?
Da oltre due mesi evidenzio dal vivo e sui social network - trascurando il blog - anomalie, difetti e contraddizioni del M5S (contestando in particolare l'arroganza e le semplificazioni di comodo), auspicando però una soluzione dignitosa che dia un governo a questa povera Italia. La vicenda Rodotà ha capovolto la situazione. 

C'era una candidatura forte, autorevole, gradita al popolo, vicina alla sinistra, con ampio consenso esterno al PD, e potenzialmente utile ad avere un governo non controllato da Berlusconi. E invece il PD ha preferito snobbare Grillo per collaborare con SB, contarsi, fallire con Marini - fatto scegliere a SB da una rosa di nomi - fallire con Prodi quando bastava la maggioranza semplice, spaccarsi, implorare a Napolitano di iniziare un altro settennato - a 88 anni - perdere consensi e credibilità.
Da giorni, come buona parte della "base", mi chiedo: "Perchè non Rodotà?". Le risposte "non c'erano i numeri" (con 200 voti extra-pd a disposizione!) e "perchè l'ha proposto Grillo" non convincono affatto. E mi chiedo anche come possa essere meglio "accordarsi" con Berlusconi anzichè aprire la strada a un accordo con il M5S, esplicitamente ipotizzato da Beppe Grillo. 
Berlusconi ha sempre perseguito i suoi interessi, con successo, e gli accordi con lui sono sempre rischiosi. Il sorriso soddisfatto di questi giorni è tutto un programma. Voleva un "moderato", ma gli andava bene il "comunista" D'Alema (quello della bicamerale, Travaglio ne ricorda mirabilmente i continui "salvataggi" in favore di SB), non il cattolico Prodi (che l'ha battuto due volte, e probabilmente sarebbe stato poco malleabile sulla firma di leggi "di interesse" per Mr. B, cui non avrebbe magari concesso grazie o il titolo di Senatore a vita).


Fonte: www.repubblica.it


E LA BASE?
Che cosa fa ora la base del PD? Ieri a Torino c'è stata un'assemblea autoconvocata degli iscritti, da cui sono emersi tre punti "senza se e senza ma": mai un governissimo con Berlusconi, reset di tutta la dirigenza, nazionale e locale, e congressi a tutti i livelli (aperti e non chiusi, come le ultime primarie). Posizione simile a Milano, dove il partito ha organizzato un referendum per prendere posizione sull'accordo con il PdL. A Bologna, i "trentenni" si ritrovano nel circolo Bolognina, in piazza Unità, vicino alla sede della celebre svolta: l'hashtag è "#resetpd". 

Se il PD si disgregherà, il problema non sarà soltanto interno. Berlusconi rimarrà li, vittorioso come sempre, come il banco. E' questo lo tsunami? Napolitano bis, Monti ancora li, spariti solo i partiti piccoli, ostili a Berlusconi, e il PD al collasso. Con il sorridente sempre in sella. bella roba!


La scissione mi pare un passo verso la dissoluzione del centrosinistra (le due-tre parti non arriverebbero, temo, nè all'identità nè al peso elettorale di Margherita e DS). Con, nuovamente, grande soddisfazione dei due comici...

RENZI E BARCA
Il futuro "democratico", se c'è, sembra essere di Matteo Renzi, su cui sembra ora convergere la corrente dei giovani turchi (Rifare l'Italia), e Fabrizio Barca, ministro della coesione territoriale nel governo Monti (giudicato il migliore della squadra, sia dal Fatto Quotidiano sia dal Sole 24 ore). 
Al primo turno delle primarie avevo votato Renzi, perchè ero già convinto che ci volesse un rinnovamento, una persona carismatica o almeno in grado di farsi ascoltare, comunicare, catturare consenso. Sottovalutando l'esigenza di cambiamento (molti volevano il cambiamento a prescindere) e sopravvalutando il segretario (e la sua segreteria), al ballottaggio delle Primarie votai Bersani, perchè il programma era più di sinistra, può vicino alle mie idee (anche se carente su rinnovamento, riduzione costi della politica, e altri temi che - come abbiamo visto - erano e sono molto sentiti dai cittadini), e si trattava di uno dei pochi dirigenti "storici" che non mi avesse - ancora - deluso. L'esito del voto, e la "stoffa" della segreteria Bersani mi hanno convinto di aver sbagliato.
Non saprei ancora giudicare Barca - che tra l'altro si è iscritto pochi giorni fa - che ha comunque un ottimo "cv", dovrebbe rappresentare l'ala sinistra e ha pubblicato un documento programmatico. Se ne può leggere una sintesi qui, ne riporto qualche passaggio: 

"Bisogna cambiare il modo in cui, nella macchina dello Stato, vengono prese le decisioni. E' sbagliata sia la soluzione del “minimalismo” (ovvero del liberismo) secondo cui 'alcuni, pochi individui, gli esperti, i tecnocrati, dispongano della conoscenza per prendere le decisioni necessarie al pubblico interesse, indipendentemente dai contesti' – sembra la descrizione del governo tecnico, di cui Barca ha fatto parte – sia un’altra soluzione oggi molto diffusa, 'pensare che la ‘folla’ possa esprimere quelle decisioni in modo spontaneo, attraverso la Rete'.
L’idea centrale per cambiare i processi decisionali è il cosiddetto “sperimentalismo democratico”, una sorta di terza via tra il governo dei tecnici e le decisioni prese attraverso la Rete: "la macchina pubblica per prendere decisioni deve costruire un processo, che, convincendo i molteplici detentori di conoscenza e esperienza a partecipare, promuova il confronto fra le loro parziali conoscenze, consenta innovazione, e lo traduca in decisioni assunte secondo le regole di responsabilità costituzionalmente previste"


ELEZIONI FRIULANE - SONDAGGI - PROSPETTIVE
In Friuli, con l'astensione al 50%, arriva una vittoria di misura ma insperata per Debora Serracchiani. Speriamo sia un buon segno. L'avvocato romano diventa governatore in una terra storicamente non di sinistra. M5S perde molti consensi, in particolare sulla lista: 13.75%, contro il 19.21% del candidato presidente. A febbraio il M5S aveva ottenuto il 27.2% alla Camera e il 25.5% al Senato.
L'esito, molto incerto, è stato deciso dal voto disgiunto, probabilmente per la  connotazione territoriale di queste elezioni: la Serracchiani ha preso qualcosa in più rispetto alla sua coalizione (39.39% contro 38.98%), Renzo Tondo, governatore uscente e candidato del centrodestra (compreso l'UDC) ha invece perso ben 6 punti percentuali (39% rispetto al 45.2% della coalizione), sostanzialmente confluiti sul candidato del M5S.

Secondo il sondaggio nazionale diffuso ieri dal Tg La 7 (EMG), il PD ha perso - comprensibilmente - il 6% in una settimana; la coalizione, ammesso che possa ancora esistere, il 4%. Molto diversa la situazione secondo il sondaggio di Skytg24 (Tecnè): tenuta complessiva del centrosinistra, che perde 1 punto in una settimana, tornando al livello del voto di febbraio (rispetto al quale il PD è addirittura in crescita, +0.6%), crescita continua del centrodestra (+3% in una settimana, e +8% rispetto a due mesi fa!), in calo M5S (-4%, 3 punti persi solo nell'ultima settimana), così come il centro (-2%).







Resta da capire se c'è la possibilità di convogliare per il bene del PD e della nazione le tante energie disponibili, e ricostruire il partito, dandogli una dirigenza non solo più giovane, ma più capace e illuminata. O se la scissione sia davvero, oltre che inevitabile, l'inizio della fine. 


Massimo

martedì 29 gennaio 2013

Presidenti "non si sa di che". A un mese dal voto

Capita che passi più di un mese, forse è un record, senza che io riesca a scrivere nuovi post. E dire che in mezzo ci sono state le feste e diversi giorni di ferie. Pigrizia o mancanza di tempo...

Uno potrebbe riavviare gli ingranaggi partendo in modo soft, parlando ad esempio della Juve. Ma, approfittando di un momento di flessione della squadra di Conte (ha già subito una sconfitta e un pareggio casalingo), passiamo alle cose importanti. Come la politica.


Prima di alzare un attimo il livello del dibattito, due parole sul cosidetto "presidente": i giornalisti lo chiamano così... ma presidente di cosa? del Milan? del PdL? di qualche aziendapartitoazienda? In ogni caso, pur non essendo - in teoria - SB il candidato premier della coalizione, sul simbolo del PdL che troverete sulle schede campeggia a caratteri cubitali la scritta "Berlusconi presidente".




Vabè. Per la cronaca, il candidato premier del centrodestra è un soggetto indefinito, diciamo uno fra Tremonti, Alfano, ed SB (che, sempre teoricamente, non si candida come premier ma fa da "garante" del programma).
Maroni al Nord: come candidato governatore della Lombardia, forse lo possiamo escludere come candidato premier.

Comunque ieri era il "Giorno della Memoria" (ricorrenza internazionale, in commemorazione delle vittime del nazismo e dell'Olocausto), e il "presidente" ha pensato bene di ricordare che Mussolini, escluse le leggi razziali, ha fatto diverse cose buone. La dittatura? L'assassinio di Matteotti? I crimini di guerra? L'alleanza con Hitler? Chissà. Una gaffe? Più probabilmente un goffo e infelice tentativo di raccattare qualche voto a destra della destra.

In ogni caso, fra quattro settimane di vota. Il mio invito è di orientarsi sulla coalizione di centrosinistra, composta da Partito Democratico e Sel. L'unica che, a mio avviso, abbia le idee, la responsabilità, la coesione e i numeri per governare.
Nonostante qualche scandalo di troppo anche a sinistra, NON sono tutti uguali. Nel centrosinistra, per contrastare gli aspetti scelleratamente antidemocratici del porcellum, con le primarie non si è scelto solo il candidato premier, Bersani, ma anche i candidati parlamentari. Qualcuno è stato imposto da Roma, ma una larga maggioranza è stata scelta dagli elettori, con la posizione in lista determinata dal numero di preferenze. Questo segna una voragine rispetto a chi le primarie non le ha fatte (che le abbia annunciate o meno).

Come sempre, sento dire "non si parla di questo, non si parla di quello". Purtroppo, i media e la comunicazione hanno le loro leggi, noi spettatori rifuggiamo spesso i contenuti non immediati, e infine "presidenti" e partiti hanno imbottito la politica di personalismi e trasformato il dibattito in contrapposizioni povere di contenuto. Sentiamo quel che i telegiornali riportano, ma alcuni partiti parlano anche di contenuti. C'è la possibilità di informarsi di questo aspetto "non trascurabile". 
Qui ci sono i dieci punti del programma di Bersani:






* No, non il fantastico sintezoide dei Vendicatori. Di quello magari parliamo un'altra volta...









Massimo

giovedì 29 novembre 2012

Ballottaggio: la festa delle Primarie raddoppia!

Domenica più di tre milioni di persone hanno partecipato alla festa delle primarie. Un successo dunque, soprattutto in un momento in cui gli italiani nutrono grande sfiducia verso i partiti. Il risultato di domenica scorsa è stato sostanzialmente quello previsto dai sondaggi, con Bersani in testa, Renzi secondo, gli altri tre ben distanziati. Non mi sbilancio sui due "finalisti" perchè li ritengo entrambi ottimi candidati premier, ovviamente con differenti caratteristiche, pregi e difetti.
Esorto comunque tutti ad andare a votare.



  • Chi ha partecipato alle primarie domenica scorsa, presentando il certificato ricevuto al seggio non dovrà versare di nuovo 2 euro
  • Chi si era registrato on-line e non aveva completato l'operazione al seggio, può rimediare domenica, terminando l'operazione e versando almeno 2 euro; a quel punto potrà votare
  • Chi invece non si è ancora registrato, può ancora rimediare oggi e domani: i residenti in provincia di Torino possono richiedere la registrazione nei giorni 29 e 30 novembre presso il Coordinamento provinciale di Via Masserano 6/a a Torino, dichiarando di essersi trovati, per cause indipendenti dalla propria volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro il 25 novembre. Al momento la sede di Via Masserano è l’unica autorizzata a registrare elettori per il turno di ballottaggio.
Parentesi sul dibattito di ieri sera su Raiuno, condotto da Monica Maggioni: ha avuto il pregio di riportare sull'ammiraglia della TV di Stato la discussione politica seria. I due contendenti, pur stuzzicandosi, non hanno litigato, e sono stati molto più cavallereschi dei relativi supporter, che spesso con la scusa della campagna elettorale infangano "l'avversario" dimenticando che si tratta di un rispettabilissimo compagno di partito. Non sono riuscito a seguire con grandissima attenzione, ma ho letto di una vittoria di Renzi, anche se la conclusione finale di Bersani mi è sembrata condivisibile e molto ad effetto.
Per "bilanciare" la serata, dopo il dibattito Bersani-Renzi, a "Porta a Porta" sono intervenuti i "vertici" del PDL, Gelmini, Meloni, Lupi, Santanchè. Ecco, quel programma l'ho proprio saltato...
Fra tre giorni dunque si vota di nuovo, con gli stessi orari (8.00-20.00) e nei medesimi seggi del primo turno (li trovate qui o più semplicemente qui). Votate, votate, votate!
  

Massimo

sabato 24 novembre 2012

Primarie: festa di democrazia

Le primarie sono sempre una festa per la democrazia, quindi invito tutti ad andare a votare domani, anche - soprattutto - in questo momento di particolare sfiducia verso i partiti e la politica. Per certi versi, questa volta la festa sarà ancora più grande, perchè la sfida non sembra scontata.
A mio parere, i 5 candidati sono molto validi. Non ho fatto campagna per qualcuno, ma invito a leggere le proposte di Bersani e Renzi.
Qualche informazione utile per votare domani. Innanzitutto: il seggio delle primarie e l'ufficio elettorale delle primarie non sono gli stessi delle elezioni "vere": domani non si vota nelle scuole, ma presso alcune strutture allestiti dalla coalizione del centrosinistra.
Per votare occorre registrarsi. Per evitare lunghe code, è preferibile pre-registrarsi (è possibile farlo on-line, bastano pochi minuti e non è necessario lasciare recapiti, occorre inserire il numero di seggio elettorale, reperibile qui per i residenti a Torino).Verrà rilasciato un certificato, da stampare e portare al seggio delle primarie, che potete trovare qui o più semplicemente qui. Per chi di solito vota alla scuola Alvaro, il seggio delle primarie è in Cascina Giajone.
E' possibile completare la registrazione presso l'ufficio elettorale delle primarie (lo trovate qui), così come presso il seggio di voto. Si vota dalle 8.00 alle 20.00, dovete portare un documento di identità, il certificato elettorale (quello delle elezioni "vere"), certificato di elettore del centrosinistra (quello della pre-registrazione) e 2 euro di contributo per le spese organizzative. E' possibile votare un solo candidato. Per maggiori informazioni: http://www.primarieitaliabenecomune.it/





Massimo
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