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lunedì 8 aprile 2019

Dylan Dog: dopo il ciclo della meteora... sparisce Groucho?


Con la gestione Recchioni, iniziata nel 2013, Dylan Dog è cambiato. Poco, secondo alcuni, troppo secondo altri. Prima di ricapitolare: con un pesce d'aprile che forse è un annuncio serio ("Il pesce d'aprile è che non è un pesce d'aprile"), il primo aprile scorso Roberto Recchioni ha scritto sui suoi profili Facebook e Twitter: 
Comunque, dal 401 di Dylan "non c'è più Groucho"

In precedenza il curatore aveva già annunciato che quello sarebbe stato il numero da temere.

FASE 1
A settembre 2013, nel numero 324 della serie inedita, Tiziano Sclavi annuncia il rilancio editoriale del personaggio. Il numero successivo, Una nuova vita, dà il via alle prime innovazioni, che inizialmente si limitano alla revisione di alcune storie già scritte (la prima è lo Speciale n. 27 La bomba, pubblicata pochi giorni prima del numero 325). Nei testi, il "Lei" sostituisce il vintage "Voi". Le copertine cambiano impostazione: non più pensate come rappresentazione della storia o di una scena, ma iconiche, disegnate per comunicare il "mood" dell'albo: il collegamento copertina-storia diventa più concettuale. Su suggerimento di Sclavi, si passa inoltre al colore retinato, con evidenti richiami alla pop-art.


La copertina del n. 325 - Fonte: staynerd.com

FASE 2
Un anno dopo inizia la seconda fase del rilancio, con il numero 337, Spazio profondo (ne avevo parlato a suo tempo su queste pagine, segnalo inoltre un'analisi interessante de Lo Spazio Bianco): una storia ambientata nel futuro, ispirata ad Alien,  2001 - Odissea nello spazio e Solaris. 



L'evoluzione della copertina del n. 337, dal confronto tra Sclavi, Recchioni e Stano - Fonte: sergiobonelli.it


Diversi cloni di Dylan rappresentano i tentativi falliti di ridare vitalità al personaggio. L'autore, Recchioni, annuncia che i lettori perderanno ogni punto fermo, da lì in poi al personaggio potrebbe succedere qualsiasi cosa. Lo stesso curatore approva l'interpretazione metatestuale del lettore Dr. Glass:
C'è una nave alla deriva (la testata di Dylan Dog), troppo preziosa per essere abbandonata e ancora "in grado di prestare servizio per altri cinquantanni".
La nave è piena di prigionieri (i lettori) tormentati da spettri allontanatisi dall'inferno, così come i i fan sono tormentati dagli echi di personaggi (non a caso, Bree e Bloch) e paure ormai lontani dalla loro fonte di origine.
Periodicamente (mensilmente?), una replica di Dylan Dog viene inviata sulla nave nel tentativo di metterla in salvo, ma fallisce ogni volta.
La replica viene affiancata da creature artefatte (quasi parodie dell'originale), nelle quali vengono accentuati solo alcuni aspetti del personaggio, finendo ogni volta per tradirlo (il Dylan Dog ipersensibile e moralista, il Dylan Dog saputello e spettatore).
Queste creature sono però fini a loro stesse: agiscono (sono scritte?) col pilota automatico e non sono in grado di aiutare Dylan a completare la sua missione di salvataggio ("la mia programmazione mi impedisce di andare oltre questo punto").
L'unico modo per salvare la nave è distruggerla e ribaltare la dinamica che l'ha portata a perdersi nello spazio in balia degli spettri: anziché portare avanti lo stallo limitandosi a subire i tormenti dei fantasmi usciti dall'inferno, bisogna spalancare le porte di questo inferno e tuffarcisi dentro, risalendo all'origine di tutto e accogliendo le sfide che seguiranno.
Il finale, aperto e spiazzante come nella miglior tradizione della serie, sembra volere ammettere che che, nonostante la riapertura dell'inferno e la rivoluzione alle porte, anche questo Dylan sarà, necessariamente, una replica dell'originale.
Questa volta, però, si tratta di una replica consapevole, che è stata in grado di andare oltre i limiti della sua programmazione e ha deciso di distruggere per ricostruire, finendo (ricominciando) significativamente non dallo spazio ma dal classicissimo letto e dalla classicissima fidanzata del mese.

Vengono revisionati la grafica della testata, il bollino del prezzo e l'impostazione del Dylan Dog Horror Fest in terza pagina. Il 26 settembre 2014 (vigilia dell'uscita in edicola dell'albo), con una diretta su YouTube (!) Tiziano Sclavi passa ufficialmente il testimone a Roberto Recchioni.

Le storie iniziano ad avere una blanda continuity ("presente, ma non invasiva"), grazie a un filo conduttore che lega in cicli annuali gli episodi, che restano autoconclusivi e quasi indipendenti. Tramite Groucho, Dylan entra in contatto con gli smartphone. Nel 338, Mai più ispettore Bloch (titolo e copertina citano una famosa storia di Spider-Man), il vecchio amico di Dylan va in pensione: lo annuncia il soprintendente, che vediamo per la prima volta. Dopo 30 anni scopriamo che di nome l'ispettore si chiama Sherlock Holmes (non lo sapeva neanche Dylan?). Nel numero 340, Benvenuti a Wickedford, vediamo il trasferimento di Bloch nella campagna londinese, dove ritrova Jenkins. 



Carpenter e Raina
Nel 339, Anarchia nel Regno Unito, arriva a Scotland Yard il sostituto di Bloch: è l'ispettore Tyron Carpenter, che - come la stampa londinese - considera Dylan un ciarlatano. Compare anche Rania Rakim, poliziotta musulmana con cui Dylan collabora, si scontra e per la quale sviluppa un interesse sentimentale. Si scoprirà nel numero 380, Nessuno è innocente, che Rania è innamorata di Carpenter (che è marito e padre), a quel punto Dylan si allontanerà dalla donna.
Dal punto di vista narrativo, Carpenter è una notevole complicazione per Dylan, che negli anni era stato sempre agevolato dal suo padre putativo. Il nuovo ispettore sarà inizialmente molto duro con Dylan, per poi ridurre l'astio: nel numero 384, La Macchina che non voleva morire - dove l'indagatore deve rinunciare allo storico Maggiolone -  Carpenter gli confessa che non sopporta il fatto che compaia nei momenti cruciali delle indagini, rivelandosi non solo innocente nonostante gli indizi inzialmente sfavorevoli, ma fondamentale per risolvere il caso. Carpenter fugge dal paranormale che vede in Dylan.

Tyron Carpenter e Rania Rakim (numero 339) - Fonte: ilbardelfumetto.com


John Ghost
Nel numero 341, Al Servizio del Caos, arriva il nuovo antagonista: l'industriale John Ghost, spietato proprietario dell'azienda tecnologica Ghost Enterprises, il cui prodotto di punta è lo smartphone Ghost 9000. Rappresenta in parte il punto di vista di Recchioni (!) e sostuisce di fatto Xabaras (la cosa mi lascia perplesso ma l'ha deciso Sclavi).
Si presenta così: "La teoria del caos. Una farfalla batte le ali all'equatore e scatena un uragano dall'altra parte del mondo. Il mio nome è John Ghost... e sono quello che costringe la farfalla a battere le ali". Il personaggio era già comparso nell'omonimo albo speciale presentato a Lucca Comics and Games 2014.
 

 John Ghost compare nella serie regolare (341) - Fonte: sergiobonelli.it

Dopo il primo scontro con Dylan, John visita una donna simile a Elisabetta II ma con i tentacoli al posto delle gambe, confermandole che tutto è andato esattamente secondo i piani, anche questa volta, e che le necessità dell'Inghilterra sono state soddisfatte: il Paese ha bisogno di sangue, possibilmente giovane. Si congeda dicendo "Che Albione Prevalga". Probabilmente per un motivo legato alla meteora che caratterizzerà la terza fase, Ghost ha bisogno di Dylan: "Un giorno non lontano, l'universo avrà bisogno del tuo sacrificio, Dylan. Ma quel giorno non è ancora arrivato e , fino ad allora, io devo vegliare su di te" (dal n. 361). Ghost ha fatto distruggere Moonlight (dove Dylan da ragazzo aveva conosciuto Marina Kimball nel celeberrimo numero 74, Il lungo addio), che ritiene uno "snodo ferroviario per il multiverso", in cui una nave fantasma salpata centinaia di anni prima con a bordo Xabaras, Morgana ed il piccolo Dylan ha continuato a mostrarsi cercando di attirare l'indagatore: cosa contraria ai piani di John Ghost, al quale Dylan serve vivo (per il suo futuro sacrificio). L'indagatore si butta comunque in mare nel punto d"incontro delle realtà. John mostra disinteresse e va mangiare, ma la sua assistente Elisabeth gli ricorda che deve recarsi a Westminster per l'uscita della Gran Bretagna dal pianeta Terra: John replica che la il Paese può aspettare.

Lo strano trio
Carpenter sequestra a Dylan il distintivo scaduto da poliziotto. L'albo 346 ...E Cenere Tornerai, è un altro numero metatestuale, in cui Dylan è messo in crisi dalla società che cambia e dalle novità che l'hanno coinvolto. Nella storia, scopriamo che Bloch e Groucho collaborano con qualcuno alle spalle di Dylan, in un intrigo che lo porta prima ad essere prima sfrattato e poi a diventare proprietario dell'appartamento al 7 di Craven Road. Nel numero 361 avremo la conferma che il piano è di John Ghost, ma i dettagli sono ancora ignoti. Bloch e Groucho collaborano con lui per il bene di Dylan o sotto minaccia? Alla fine del Ciclo della Meteora si dovrebbe scoprire qualcosa di più.

Il numero 346: Dylan è messo in crisi dai cambiamenti

Arriva il numero 361, che celebra il trentennale di Dylan Dog: Recchioni firma Mater dolorosa, nuovo capitolo dedicato a Mater morbi. Un altro manifesto programmatico che rinnova l'invito a osare, a raccontare storie immedesimandosi in Dylan, come faceva Sclavi. Anche il numero successivo è molto significativo: dopo 9 anni torna a scrivere un episodio il creatore del personaggio, convinto dal curatore. Dopo un lungo silenzio ha la copertina bianca: compaiono solo la testata, il titolo e "Scritto da Tiziano Sclavi". Una particolarità che segna l'avvicendamento alle copertine: lo storico Angelo Stano dopo 26 anni viene sostituito da Gigi Cavenago, che si era fatto le ossa con l’Old Boy. I due numeri successivi, Cose perdute e Gli anni selvaggi affrontano due temi poco trattati finora, l’infanzia e la giovinezza di Dylan.  


 Fonte: staynerd.com


Nel 2017 con l'incontro con Dampyr arriva il primo vero cross-over Bonelli (i precedenti, come Dylan Dog e Martin Mystere, erano albi speciali fuori dalle serie regolari, dunque tecnicamente erano team-up): la storia inizia sul numero 371 della testata dell'indagatore, Arriva il Dampyr, e si conclude sul 209 dell'altra testata "horror", L'indagatore dell'incubo. Entrambi escono con due copertine diverse, che accostate formano un unico disegno.







Il numero 375, a colori, è un'altra storia firmata da Tiziano Sclavi, Nel Mistero. Paola Barbato in Nessuno è innocente (380) sviluppa il personaggio di Carpenter. Con Profondo Nero (383) Dario Argento fa il suo esordio dylaniato.

Le altre testate

Le varie pubblicazioni legate a Dylan Dog sono state caratterizzate in base al nuovo corso: 
- il Maxi, ora  "Maxi Dylan Dog Old Boy" e quadrimestrale, contiene storie "del vecchio Dylan", cioè privi delle novità della serie regolare
- al posto dell'Almanacco della Paura c'è il Dylan Dog Magazine, dedicato alla nuova vita di Bloch
- lo Speciale è legato a un futuro alternativo, Il Pianeta dei Morti
- la pubblicazione dell'Albo Gigante è terminata con il numero 22 
- il Color Fest è diventato ancora più sperimentale

Fonte: badtaste.it

FASE 3: IL CICLO DELLA METEORA
È attualmente in corso la fase 3, il Ciclo della Meteora, dove un bolide è in rotta di collisione con la Terra. L'arco inizia e finisce con storie scritte dal curatore: nel numero 387, Che regni il caos, torna Axel Niel, rocker serial killer (prende - storpiato - il nome del cantante dei Guns n' Roses e parte del look dal chitarrista Slash), già visto nel primo Dylan Dog Color Fest e sul numero 311, Il giudizio del corvo. Dylan si ritrova suo malgrado popolare ed eroe ispiratore di un gruppo di "ammazzamostri". 
 Per sottolineare questo ciclo, il logo dell’albo è crepato e si sgretolerà progressivamente a ogni uscita, inoltre viene indicato in copertina un conto alla rovescia fino al n. 400, corrispondente all'impatto della meteora. 
Gli uomini prendono consapevolezza della fine imminente, inoltre l'avvicinarsi del bolide porta conseguenze poco prevedibili, anche in ambito sovrannaturale. Le storie dovrebbero portare all'epilogo con una certa coerenza di trama e un tema preciso. "Nel corso dei quattro anni che ci hanno portato a questa svolta - spiega Recchioni - abbiamo disseminato sottotrame e concetti che giungeranno a compimento in questo arco narrativo. Dal ciclo di Nora di Paola Barbato, fino alle sottotrame dedicate a Carpenter, che subiranno cambiamenti importanti. Soprattutto la storia di John Ghost riannoderà le sue fila. L’opera del personaggio ha lasciato segni dappertutto e nelle storie recenti è stata richiamata da tantissimi, piccoli rimandi".


 Tavola di Martinello dal n. 393 - Il primordio - Fonte: sergiobonelli.it


Barbato
Dei 14 numeri del ciclo, metà sono firmati da Paola Barbato:
388 - Esercizio numero 6: dalla scuola per bambini e ragazzi esper scompare un ragazzo, dopo aver eseguito l'esercizio numero 6, mirato al controllo della paura. La meteora amplifica i poteri dei ragazzi
390 - La caduta degli dei: la N-Limited, una misteriosa società spirituale e ambientalista proverà a fermare l'apocalisse con un metodo discutibile
391 - Il sangue della terra: un miliardario russo si è rifugiato su un satellite per sfuggire alla meteora e alla strega che ha sposato
392 - Il primordio: nel Red Centre, in Australia, uno sciamano osserva la meteora e prende dalla sacca un artefatto in pietra. Dylan si ritrova il misterioso oggetto in casa e scopre che è in grado di alterare la realtà
- un successivo numero sarà dedicato a un'epidemia legata all'asteroide 
- infine l'autrice, insieme a Paolo Armitano, racconterà un regolamento di conti fra Dylan e Nora Cuthbert (ragazza "non morta" apparsa per la prima volta nel n 338, Mai più, Ispettore Bloch).

L'epilogo
La storia conclusiva si svilupperà nei numeri 399 e 400 (a colori), scritti da Recchioni e realizzati rispettivamente dal duo Leomacs-Nizzoli e da Angelo Stano. Le varie sottotrame iniziate col rilancio editoriale partito con "Una nuova vita" verranno chiuse, vedremo l'esito dell'impatto (o come sarà evitato) e dovremmo scoprire perchè Groucho e Block operano alle spalle di Dylan.

LA FASE 4: PREPARATEVI!
Il numero 401 inaugurerà una nuova fase della testata: scritta ancora dal curatore e disegnata da Corrado Roi, la storia sarà strettamente collegata ai due numeri precedenti e porterà cambiamenti sconvolgenti. L'universo di Dylan Dog cambierà, ma per certi versi ci sarà anche un ritorno alle origini del personaggio. Come detto all'inizio, più che la meteora, i fan dovrebbero infatti temere questa storia: in un "pesce d'aprile" che forse non lo era, Recchioni ha annunciato che dal 401 non ci sarà più Groucho. Sarà colpito dalla meteora? Avrà una testata tutta sua? Sarà una sparizione momentanea, nella migliore tradizione del fumetto seriale?

Successivamente, la continuity sarà più serrata, grazie a piccole saghe di tre numeri, scritte da Claudio Chiaverotti, Pasquale Ruju, Paola Barbato e Roberto Recchioni. Inoltre, Sclavi sta preparando una serie parallela, Racconti di Domani. Il futuro dell'editore comprende anche i prodotti audiovisivi della Bonelli Entertainment, tra cui una serie TV su Dylan, e il film Dampyr, in sala il 23 gennaio 2020, prodotto con Brandon Box ed Eagle Picture. Infine, la serie  di cross-over con la DC, annunciati in collaborazione con RW Edizioni a Lucca Comics & Games 2018. Il primo vedrà coinvolti Zagor e Flash e uscirà quest'anno. Gli editori hanno già stabilito punti e regole da rispettare, il curatore dello spirito con la scure, Moreno, Burattini farà da editor e ha affermato che tutti gli sceneggiatori e gli artisti coinvolti saranno italiani.

Fonte: sergiobonelli.it






Massimo

venerdì 5 febbraio 2016

Finalmente The Hateful Eight

Ieri è uscito in Italia The Hateful Eight, l'ottavo film di Tarantino (che sarebbe il nono, contando l'episodio "Deathproof" di Grindhouse, di fatto un film intero). Neanche due mesi dopo il resto del mondo, ma sapete com'è, qui c'era Checco Zalone...

Su Top Week il curatore di Dylan Dog Roberto Recchioni ha inserito film nella top 10 del 2015 (basandosi sulla data di uscita americana): "Un western in settanta millimetri girato per il 95% al chiuso. Un thriller alla Dieci Piccoli Indiani più sanguinoso di uno splatter. Il teatro reinventato al cinema come Reservoir Dog. Un omaggio, prima ancora che agli spaghetti western, al La Cosa di Carpenter (la neve, la presenza di Kurt Russell e un certo cappello non sono affatto casuali, fidatevi)".

Gli odiosi otto (Fonte: static.independent.co.uk)


FINALMENTE
Per il film più lungo della carriera di Tarantino (187 minuti la versione analogica, 167 la digitale), sono diversi i motivi di interesse, che potrebbero dare un'idea della complessità e la bellezza dell'opera. Alcuni li suggerisce lo stesso regista:
- Tarantino definisce The Hateful Eight “Le Iene formato western, con un chiaro influsso de La cosa di Carpenter”. Secondo qualcuno, è addirittura un remake del famoso horror del 1982.
- "Potrebbe essere una piéce teatrale, anzi, lo è"
- “È straordinario quando ti capita di girare un film e accorgerti che dialoga con l'attualità: in questo caso me ne sono reso conto durante le riprese e non in fase di sceneggiatura”
- "The Hateful Eight è meno ispirato a un film western che a Bonanza, Il virginiano e Ai confini dell'Arizona".
- “Questo è un film assolutamente politico. I western hanno sempre raccontato la propria epoca, molto meglio di qualunque altro film". Il regista cita in particolare i western americani degli anni ’50 (problemi della società americana di quegli anni), ’60 e ancor di più per quelli dei ’70 (prima ‘Vietnam-western’, che riflettevano gli effetti della guerra in Vietnam, poi i ‘Watergate-western’). 



70 MM
Tarantino ha voluto girare il film sulle gloriose  pellicole Ultra Panavision 70mm, un formato inutilizzato da circa cinquant'anni (è stato usato solamente una decina di volte, prevalentemente in kolossal anni '50 e '60, ad esempio il Ben Hur di William Wyler). Il rapporto base/altezza è uno stratosferico 2,76:1. La Kodak, che due anni fa era praticamente fallita, può ringraziare Tarantino e un altro pugno di registi (Christopher Nolan, J.J. Abrams e Martin Scorsese) per aver "costretto" i produttori a mantenere l'uso delle pellicole. 

La distribuzione limitata in pellicola è iniziata negli Stati Uniti il 25 dicembre scorso, due settimane prima della versione digitale. La versione da 70mm è più lunga, di circa 18 minuti, come spiega Tarantino: "ha un prologo e un intermezzo, e durerà 3 ore e 2 minuti. Quella digitale è più corta di circa 6 minuti, senza contare l'intermezzo, che dura circa 12 minuti. Certe scene risultano meravigliose e sfavillanti se viste in 70mm, ma nelle copie digitali perdono tutta la loro potenza". In Italia la pellicola 70 mm è uscita il 29 gennaio in soli tre cinema: l'Arcadia di Melzo, la Cineteca di Bologna e il Teatro 5 di Cinecittà, Roma.

Anna Maria Pasetti sul Fatto Quotidiano aggiunge: "Il quadro visivo permesso dai 70mm permette allo spettatore di scegliere la propria scena, i propri personaggi da osservare, proprio come in un grande palcoscenico dove accadono molti fatti e ciascuno può seguire quello che maggiormente lo interessa". 

L'immancabile Samuel L. Jackson (fonte: giphy.com)



LA MUSICA DI MORRICONE
La colonna sonora del film è scritta da Ennio Morricone, che torna al western dopo 40 anni. Ha vinto un Golden Globe ed è candidata all'Oscar, inoltre è la prima colonna sonora inedita di un film di Tarantino, dopo tante selezioni di brani presi da pellicole precedenti. Le musiche dello stesso Morricone vengono citate in Kill Bill e Bastardi senza gloria (e aveva composto "Ancora qui" per "Django unchained"). L'autore delle soundtrack dei film di Sergio Leone aveva dichiarato che non avrebbe più lavorato con Tarantino visto che il regista, secondo lui, utilizzava la musica "senza coerenza". 



***

Aspettavo da tempo questo film (vedi ad esempio i post precedenti che lo annunciavano e anticipavano il cast). Causa gruppo di amici da mettere d'accordo, io lo vedrò tra qualche giorno, per cui sono ancora in impaziente attesa...

Massimo

mercoledì 18 marzo 2015

Dylan Top - Topolino omaggia Dylan Dog

Ho letto con piacere "L'alba dei topi invadenti", divertente parodia-omaggio di Dylan Dog pubblicata su Topolino. Anche le altre storie del n. 3094 del settimanale sono di buona qualità (a partire dalla prima puntata dell'adattamento de "L'isola del tesoro", che apre l'albo). 

 La prima pagina delle storia "L'alba dei topi invadenti" (fonte: comicus.it)


Fin dal titolo, la parodia si ispira al mitico numero 1 di Dylan Dog, "L'alba dei morti viventi". La storia è curata da tre artisti con esperienze su entrambe le testate. Soggetto di Roberto Recchioni, attuale curatore di Dylan Dog. Testi di Tito Faraci, sceneggiatore di diverse testate Bonelli e Disney, di Diabolik, nonché autore di alcune storie di Spider-Man, Devil & Capitan America. Tavole di Paolo Mottura, che disegna per numerose testate Disney, oltre che per l'indagatore dell'incubo.


Le parodie Disney, numerosissime, raramente hanno toccato altri comics, concentrandosi prevalentemente su opere letterarie "classiche". Nel caso specifico, l'idea di incrociare due dei personaggi cardine del fumetto italiano circolava dagli anni 90. Topolino, per le analogie già accennate, si prestava sicuramente meglio di Paperino. L'ostacolo dei temi poco adatti al mondo Disney, e in particolare dei morti viventi protagonisti della storia omaggiata, è stato superato da Recchioni sostituendo gli zombi con i topi invadenti. I riferimenti al numero uno di Dylan Dog sono molti, anche a livello di singole vignette o dettagli: rimando all'interessante lavoro di fumettologica.it che ne mette in evidenza 18 (16 vignette, la copertina e un "bonus").

 Una delle "citazioni" a confronto con la tavola originale (fonte: fumettologica.it)


IL "CAST"

Topolino è Dylan Top, "indagatore da incubo". Molti i punti in comune con Dylan Dog, citati esplicitamente nella storia. 
Pippo è a suo agio nei panni di Groucho.
Minni è la cliente/love interest (nell'originale era Sybil Browning), tormentata dall'invadente fidanzato Topesio (John Browning nel n. 1 di Dylan Dog).
Basettoni naturalmente prende il posto di Bloch ed è assistito da Manetta/Jenkins.
Macchia Nera, com'era prevedibile, è stato scelto per interpretare Xabaras (con lo pseudonimo John Black). Tra le sue vittime, Orazio.



UN'OPERAZIONE RIUSCITA

Credo che questa parodia sia, oltre che una buona operazione di marketing, una storia di qualità, con più livelli di lettura in grado di attirare lettori di età e caratteristiche diverse (nel caso specifico naturalmente l'occhio è strizzato ai lettori di Dylan Dog): la storia è godibile per i bambini, il target "tipico" di Topolino, ma contiene elementi che rendono la lettura interessante per gli adulti, a partire naturalmente dai riferimenti al genere horror e alla testata omaggiata. Alcuni sono piccoli, quasi nascosti, tanto per il lettore più curioso (o più appassionato di Dylan Dog) sono uno stimolo alla ricerca e alla ri-lettura. Un omaggio particolarmente gustoso viene svelato nelle pagine di approfondimento (opportunamente collocate dopo la storia). Divertente la caratterizzazione dei topi invadenti, che passa in particolare attraverso manie moderne "parodiate" (es. i social network come Squitter e Facetop, la serie televisiva "Last").

Di Topolino 3094 esiste una versione con copertina variant che riprende la cover del n. 1 omaggiato. Distribuita in anteprima nei giorni scorsi a Cartoomics, sarà in vendita in fumetteria a 5 euro (contro i 2,50 del Topolino "ordinario").

La copertina "variant" di Topolino n. 3094 e quella del n. 1 di Dylan Dog (fonte: fumettologica.it)



Massimo

venerdì 3 ottobre 2014

Spazio profondo

E alla fine è uscito "Spazio profondo", il numero a colori che inaugura la seconda fase di rinnovamento di Dylan Dog. Caro fido lettore esiliato in Francia: ne ho presa una copia anche per te. Naturalmente seguono spoiler sulla storia: se non ne volete, leggete prima l'albo.


Il percorso che ha portato alla copertina del n. 337
Fonte: sergiobonelli.it

Mi sono tuffato nella lettura tutta d'un fiato e forse anche per questo (o magari sarebbe successo comunque) non ho colto la metafora editoriale, presto esplicitata da Roberto Recchioni tramite approvazione pubblica del post di un acuto lettore:
Un lettore (Mr. Glass) centro in pieno il meta-testo editoriale di DYD 337:
"Fuori dal tempo e dagli schemi, è un albo (quasi celebrativo) che può essere collocato in qualsiasi punto della cronologia dylandoghiana ma, al tempo stesso, è fortissimamente rappresentativo del cambiamento in atto.
Forse sono io che vado troppo oltre con le interpretazioni, ma a me è sembrato un vero e proprio manifesto metafumettistico.
C'è una nave alla deriva (la testata di Dylan Dog), troppo preziosa per essere abbandonata e ancora "in grado di prestare servizio per altri cinquantanni".
La nave è piena di prigionieri (i lettori) tormentati da spettri allontanatisi dall'inferno, così come i i fan sono tormentati dagli echi di personaggi (non a caso, Bree e Bloch) e paure ormai lontani dalla loro fonte di origine.
Periodicamente (mensilmente?), una replica di Dylan Dog viene inviata sulla nave nel tentativo di metterla in salvo, ma fallisce ogni volta.
La replica viene affiancata da creature artefatte (quasi parodie dell'originale), nelle quali vengono accentuati solo alcuni aspetti del personaggio, finendo ogni volta per tradirlo (il Dylan Dog ipersensibile e moralista, il Dylan Dog saputello e spettatore).
Queste creature sono però fini a loro stesse: agiscono (sono scritte?) col pilota automatico e non sono in grado di aiutare Dylan a completare la sua missione di salvataggio ("la mia programmazione mi impedisce di andare oltre questo punto").
L'unico modo per salvare la nave è distruggerla e ribaltare la dinamica che l'ha portata a perdersi nello spazio in balia degli spettri: anziché portare avanti lo stallo limitandosi a subire i tormenti dei fantasmi usciti dall'inferno, bisogna spalancare le porte di questo inferno e tuffarcisi dentro, risalendo all'origine di tutto e accogliendo le sfide che seguiranno.
Il finale, aperto e spiazzante come nella miglior tradizione della serie, sembra volere ammettere che che, nonostante la riapertura dell'inferno e la rivoluzione alle porte, anche questo Dylan sarà, necessariamente, una replica dell'originale.
Questa volta, però, si tratta di una replica consapevole, che è stata in grado di andare oltre i limiti della sua programmazione e ha deciso di distruggere per ricostruire, finendo (ricominciando) significativamente non dallo spazio ma dal classicissimo letto e dalla classicissima fidanzata del mese.


Già nella presentazione si rivelano le fonti di ispirazione dell'albo, tre grandi pellicole di fantascienza: Alien,  quello cui probabilmente l'album è maggiormente debitore, 2001 - Odissea nello spazio, Solaris (quello del 1972 diretto da Andrej Tarkovskij). Il colorista è Lorenzo De Felici, lo stesso di Orfani, e la grafica di "Spazio profondo" richiama quella serie. Efficaci i disegni di Nicola Mari, anche se secondo alcuni è più valorizzato negli albi in bianco e nero. Citazioni, buona storia, impatto visivo notevole, qualche ritorno dal passato, metafore editoriali: un ottimo numero "di transizione" per celebrare il cambiamento. Non si tratta infatti di una svolta definitiva nella trama, Dylan Dog non diventa un fumetto di fantascienza, come invece ha scritto il Corriere della Sera. L'albo, precisa Recchioni, è stato studiato "per avvertire il lettore che, da quel momento in poi, non dovrà più stare tranquillo perché potrà succedere quasi qualsiasi cosa in Dylan Dog".

 


La copertina di Dylan Dog n. 338 e di The Amazing Spider-Man n. 50
New & vintage: le copertine di Dylan Dog n. 338 e di The Amazing Spider-man n. 50
Fonte: comicsblog.it


Il 29 ottobre si entra nella "nuova" continuity, con "Mai più, Ispettore Bloch", un albo di 112 pagine scritto da Paola Barbato e disegnato da Bruno Brindisi, che vedrà il pensionamento del mentore di Dylan. "Una commedia nera nello stile tipico di Paola Barbato", annuncia Roberto Recchioni. 
Magari di qui al 29 ne scriverò qualche riga in più, comunque questa è la trama anticipata da sergiobonelli.it:  
"L’aveva attesa, invocata e desiderata da una vita la pensione, Bloch… e finalmente l’ora è scoccata. L’ex-ispettore svuota l’ufficio dalle sue cose e lascia dietro sé Scotland Yard, ma non Dylan Dog, la cui amicizia continuerà con l’affetto e la stima di sempre. Nel frattempo, l’Indagatore dell’Incubo è alle prese con il paradossale caso di Nora, una ragazza che è stata uccisa senza che sia morta". 
La copertina dell'albo cita esplicitamente quella di "Spider-man no more" (The amazing Spider-Man n. 50, luglio 1967), disegnata da John Romita per un numero storico dell'Uomo Ragno, in cui Peter Parker abbandonava momentaneamente il ruolo di supereroe.


A scanso di polemiche, la stessa casa editrice evidenzia le somiglianze con una copertina storica 
Fonte: sergiobonelli.it

Per chi non ha letto o non ricorda il post sulla fase due di Dylan Dog e dunque si sta stracciando le vesti (esistono queste persone e spesso infestano il gruppo facebook "I fumetti sono una cosa seria"): Bloch non muore nè scompare: va in pensione, si ritira in campagna, in un paesino fuori Londra, pronto a dare una mano a Dylan all'occorrenza. Sarà protagonista delle storie degli Almanacchi della Paura, dove sarà occasionalmente Dylan a fargli da spalla. Inoltre il Maxi Dylan Dog, che diventa Maxi Dylan Dog Old Boy, racconterà storie ambientate nella "vecchia continuity", dove l'amico del protagonista è ancora ispettore.



Roberto Recchioni, che la scorsa settimana nella prima conferenza della storia della Sergio Bonelli Editore ha ricevuto la "benedizione" di Tiziano Sclavi, ha comunicato di recente che T.F. (Tito Faraci) e L.O. (Leo Ortolani) scriveranno albi dedicati a Groucho, un probabile ritorno del volumetto allegato allo speciale. Un'ottima notizia!

Un Groucho "ortolanico"
Fonte: rat-man.org

EDIT: il grande Leo ha raccontato con il suo stile spassoso, elencando la mole di impegni con scadenza 2015, come gli è stato "strappato" il si (editoriale):
E poi a Rapallo, mentre avevo bevuto e ridevo e scherzavo con Gianni Fantoni e Giuseppe Palumbo, mi si siede accanto il Roberto nazionale, no, non Baggio, recchioni, e come Bart Simpson mi inizia a fare “Eddai, fammi una storiellina di Groucho, eddai, fammi Groucho, eddai, falla, eddai, che ti costa, eddai, fammi Groucho, eddai, fammi” Ho detto sì. Dovevo farlo smettere in qualche modo. E così eccomi a bordo di un traghetto di disperati dell’umorismo, tra cui Giacomo Bevilacqua, per un albo a più mani in uscita, indovinate quando. 2015

Massimo

venerdì 5 settembre 2014

Dylan Dog: trama e primi giudizi su "Spazio profondo"

Aggiornamento sulla fase due del "nuovo" Dylan Dog, e in particolare sul numero 337 che la inaugura. Stefano Vietti, autore Bonelli di "Dragonero", "Martin Mystère", "Nathan Never", ha ricevuto "Spazio Profondo" in anteprima, da Roberto Recchioni, e il suo giudizio è decisamente positivo: 
"Letto... direi un gran lavoro... disegni bellissimi, storia ottima e piena zeppa di sottigliezze narrative... speriamo vengano colte dai lettori  Questo è il Dylan che mi piace, con un finale a finestra sull'Inferno che sta arrivando... ovvero... le nuove storie. Mi sembra una promessa per il lettore, assolutamente da mantenere."

La copertina del numero 337
fonte: bonelli.it

Sul sito bonelli.it sono inoltre disponibili il "cast" e la trama dell'albo: 
"Soggetto:Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Nicola Mari
Copertina: Angelo Stano

Colori: Lorenzo De Felici
Dylan Dog si risveglia nell’anno 2427, a bordo della stazione U.S. Beckham, avamposto spaziale di frontiera dell’impero di Albione. Il suo corpo però non è fatto di viscere e sangue, ma è composto di materia sintetica, mentre la sua mente non è che un costrutto mnemonico realizzato a partire dalle sue memorie. Lo scopo del Dylan artificiale, insieme ad altre quattro versioni modificate di sé, è di fare luce sul mistero che circonda gli agghiaccianti fantasmi che infestano da tempo gli spazi siderali. Una missione che lo porterà a esplorare gli infiniti meandri della propria coscienza".




Massimo

venerdì 22 agosto 2014

Dylan Dog - la seconda fase del rinnovamento

Il sito della Bonelli illustra le novità che caratterizzeranno la seconda fase del rinnovamento di Dylan Dog, testata cui il vostro amichevole blogger di quartiere è molto affezionato. Le riporto, integrandole con altre anticipazioni pubblicate in rete.

Lo scopo dichiarato è rilanciare e rinnovare il personaggio: il creatore Tiziano Sclavi ha lavorato al progetto con il curatore Roberto Recchioni e il coordinatore editoriale Franco Busatta. Si tratterà di un ritorno alle origini più che un'evoluzione: in un'intervista rilasciata il primo agosto su Radio Due (Miracolo Italiano), il curatore ha raccontato che con Sclavi condivideva l'idea che a un certo punto Dylan Dog non raccontava più il presente e il mondo, ma si era involuto. Era necessario un cambiamento per tornare alle origini.

Si conclude così la fase uno, iniziata 12 numeri fa e caratterizzata da una revisione delle storie già in cantiere, un nuovo approccio delle copertine,
un nuovo Horror Club e il passaggio dal "Voi" al "Lei" nei dialoghi. Ora le novità si fanno più consistenti. 


N. 337 - SPAZIO PROFONDO - TUTTO A COLORI

Per celebrare l'inizio della seconda fase, l'albo numero 337, "Spazio Profondo", sarà a colori. In edicola il 27 settembre, sceneggiatore Roberto Recchioni, disegnatore Nicola Mari, colorista Lorenzo De Felici. La storia, in base a quanto anticipato dalla Bonelli, sarà particolarmente introspettiva.

La copertina dell'albo 337 - a colori
Fonte: sergiobonelli.it


Recchioni racconta sul sito della Bonelli la storia della cover del 337 e il restyling grafico della testata. La copertina ha avuto un "parto" travagliato: il riferimento proposto dal curatore erano la grafica di Urania e le atmosfere di Karel Thole, grande illustratore della fantascienza e dell'orrore, mentre Sclavi optava per un Dylan con la testa scoperchiata da cui uscivano tentacoli. Infine, dopo una bozza di Recchioni, si è consolidata l’idea dello spazio profondo. La posizione fetale di Dylan rappresenta una nuova nascita, tanto un elemento della storia quanto un simbolo dell'inizio del nuovo corso del personaggio. Colori lividi e il corpo che galleggia nello spazio richiama Kubrick, ma la copertina si ispira anche a Ridley Scott, Andrej Tarkovskij, Paul W. S. Anderson, Phil Hale, James Cameron...

La sequenza di bozze che ha portato alla copertina del n. 337
Fonte: sergiobonelli.it


La grafica della testata ha subito qualche ritocco. A Paolo “Ottokin” Campana (autore anche della grafica e del logo di Orfani), è stato richiesto un rinnovamento quasi invisibile: 
"Il logo della testata realizzato da Luigi Corteggi - spiega ancora Recchioni - è un'istituzione ed è praticamente perfetto. Paolo ha avuto la bella intuizione di non toccare nulla ma di alleggerire tutto, rendendo alcuni elementi trasparenti. Ecco quindi che l'ombra dietro alla scritta si è fatta "bucata" e lo stesso è successo al bollino del prezzo. È un cambiamento minimo che però dona una nuova freschezza alla grafica e comunica nella maniera giusta lo spirito del cambiamento".


In sintesi le novità principali del "nuovo" Dylan Dog, già in parte anticipate, saranno queste: l'Ispettore Bloch andrà in pensione (si ritirerà in campagna, ma sarà sempre pronto a dare una mano all'investigatore dell'incubo), saranno inseriti nuovi personaggi, Dylan si rassegnerà all'utilizzo della tecnologia (delegando però Groucho). Inoltre, le varie testate saranno maggiormente caratterizzate rispetto al passato. 

Al Crime City Comics di Napoli, il mese scorso, è stato anticipato che Dylan si troverà tra due fuochi, in mezzo a due dark lady che lo metteranno sotto pressione. E che Dylan e Groucho saranno rappresentati anche nel loro "quotidiano", ad esempio alle prese con la spesa.

Gli albi successivi al 337 saranno a cura di autori "storici" come Paola Barbato, Bruno Brindisi, Giampiero Casertano, Claudio Chiaverotti, Michele Medda, Montanari e Grassani, Marco Nizzoli, Corrado Roi, e altri grandi fumettisti italiani, tra cui Akab, Ausonia, Barbara Baraldi, Ratigher, Gigi Simeoni, "esordienti" su Dylan. 

Il numero successivo a "Spazio Profondo" sarà scritto da Paola Barbato e disegnata da Bruno Brindisi: sarà più corposo del solito, ben 110 pagine, e racconterà il pensionamento di Bloch. Secondo DDcomics.it, i toni cupi inizialmente scelti dalla Barbato sono stati ammorbiditi da Recchioni. 
A fine novembre uscirà un albo sceneggiato da Gigi Simeoni e disegnato da Giampiero Casertano, in cui saranno introdotto l'ispettore Carpenter e la sua assistente Rania. Simeoni ha definito questo nuovo personaggio un muro contro il quale Dylan Dog andrà a sbattere costantemente. Non un malvagio, ma un uomo potente e con molte conoscenze importanti, scettico su Dylan e il suo mondo.
A fine dicembre, il quarto albo post-rivoluzione
racconterà la nuova vita di Bloch, con la storia scritta da Michele Medda e disegnata da Marco Nizzoli. Le uscite successive dovrebbero essere realizzate da Recchioni e Leomacs, Barbato e Stano, Bilotta e Roi.



DYLAN DOG – SERIE REGOLARE MENSILE

I cambiamenti si concentreranno sulla struttura narrativa, l'ambientazione, nuovi e vecchi personaggi, tecnologia e copertine.

STRUTTURA NARRATIVA
Gli albi continueranno ad essere autoconclusivi, ma saranno legati da un filo conduttore e formeranno cicli di storie annuali, riprendendo una continuity "presente, ma non invasiva" che caratterizza diverse serie televisive
.


AMBIENTAZIONE
 
Una Londra contemporanea e multietnica, di cui saranno esplorati i quartieri classici e turistici, quelli in espansione come Southwark, con il suo grattacielo The Shard, l'East London. Una città non più solo sfondo delle storie, ma protagonista. A Radio Due Recchioni ha spiegato che la Londra pensata da Sclavi era un posto fantastico, uno stato della mente, estremamente stilizzata. Ma oggi, con la possibilità di andare a Londra con una spesa minima, c'era bisogno di rinnovare la rappresentazione: lo scopo è rendere la città più fedele all'attuale, sia geograficamente (luoghi veri), sia riguardo le componenti etniche e il modo in cui ci si vive.


PERSONAGGI

L’ispettore Bloch, di Scotland Yard, amico (e padre putativo) del protagonista, andrà in pensione, dopo averla vagheggiata per tanti anni. Si ritirerà in campagna, in un paesino fuori Londra, pronto a dare una mano a Dylan all'occorrenza. Nella già citata intervista, Recchioni ha dichiarato: "Bloch è il mio personaggio preferito, ma era diventato uno strumento meccanico, copriva sempre lo stesso ruolo, risolveva tutte le cose a Dylan". Il pensionamento dell'ispettore, che resterà ben presente, consentirà di complicare la vita a Dylan e riportarlo al centro della scena.


Il pensionamento di Bloch
Dal n. 338 in edicola a fine ottobre
Fonte: sergiobonelli.it


Comparirà un nuovo ispettore a Scotland Yard, Carpenter. Caratterizzato da una ferrea deontologia professionale, considera Dylan Dog un ciarlatano, farà di tutto per screditarlo, e da subito gli farà strappare il distintivo scaduto, usato tante volte per qualificarsi come poliziotto. 

Al fianco di Carpenter ci sarà Rania Karim, detective di religione musulmana, fedele al suo capo, ma molto meno ostile verso Dylan Dog.

Carpenter e Rania
(Fonte: dylan-dog-web-club.com)

Xabaras sarà sostanzialmente sostituito da John Ghost, incarnazione dei mali di oggi. Ne è stata definita da poco la caratterizzazione grafica: il personaggio ispirato a James Bond e Fassbender. "John Ghost rappresenta la mia visione del mondo inserita all’interno della serie - spiega Recchioni - i miei punti di vista sono opposti a Dylan e non avrei mai potuto far pronunciare determinate frasi all’Indagatore dell’incubo come altri personaggi creati dalla mia penna". 

 
Gli studi di Angelo Stano per John Ghost
Fonte: c4comic.it/


Il mancato ritorno di Xabaras è la novità che mi lascia più perplesso, anche se è una scelta dello stesso Sclavi e il mancato ritorno del nemico storico è già stato spiegato in modo plausibile da Recchioni.

Il percorso già in atto muta anche la natura dei personaggi storici: Groucho sarà meno stralunato, non più una figurina da barzelletta. “Per me dev’essere sempre rilevante il suo apporto – aveva affermato Recchioni al Lucca Comics & Games nel novembre scorso – perché lo vedo come Joker per Batman, un demone che infesta la vita di Dylan, mentre ad esempio Paola Barbato lo fa apparire più umano. In ogni caso, se l’autore non ha idee per lui, è bene non lo utilizzi a sproposito”. Il personaggio tornerà in qualche modo alla sua primordiale natura, non limitandosi a raccontare barzellette, ma dando il suo apporto con un umorismo folle e contestualizzato. Nell'intervista a Radio Due, il curatore ha spiegato l'importanza di Groucho: è l'elemento surreale che scardina la realtà, così come Sclavi che sostiene che si possa ridere di tutto. Groucho è elemento più perturbante del fumetto, più dei mostri, è più forte.

TECNOLOGIA
Dylan odia la tecnologia, ma non può più farne a meno: "non si può vedere uno che non usa Google nel 2013 e deve andare al catasto per informarsi” ha spiegato Recchioni “Ma la penna e il calamaio rimarranno”. Groucho farà da tramite: userà uno smartphone che sarà animato da Irma, un "software donna" (una sorta di Siri), dalla spiccata personalità e senso dell’umorismo, che svilupperà una profonda intesa con Groucho, ma sarà ostile a Dylan.

COPERTINE
Le copertine saranno ancora realizzate da Angelo Stano. Già in quest'ultimo anno, nella prima fase di rinnovamento, le copertine hanno subìto un restyling concettuale e grafico, non più pensate come rappresentazione della storia o di una scena, ma iconiche, disegnate per comunicare il "mood" dell'albo. Su suggerimento di Sclavi, si passa inoltre al colore retinato, con evidenti richiami alla pop-art. Non viene più rappresentata una scena significativa della storia: il collegamento copertina-storia diventa più concettuale.


AUTORI
Oltre alle novità già riportate, aggiungo che Mauro Uzzeo,  coautore con Recchioni della storia "L'eliminazione" (Almanacco della Paura 2012), entrerà nello staff di Dylan Dog come sceneggiatore solista. Collaboratore di Recchioni per "John Doe", la seconda stagione di "Orfani" e alcuni albi della serie "Le Storie", Uzzeo esordirà come "solista" su Dylan Dog con una storia incentrata sulla manipolazione dell’informazione, la ricerca della verità, i Grandi Antichi Lovecraftiani e la distruzione di Londra. Titolo provvisorio "La fine dell’oscurità", disegni di Giorgio Santucci.



MAXI DYLAN DOG – OLD BOY
L'albo Maxi cambierà nome in "Maxi Dylan Dog – Old Boy" e diventerà quadrimestrale, mantenendo le tre storie per albo. Le storie si svolgeranno nell’"universo classico" di Dylan, precedente al rinnovamento, orientato alle "origini". Un cambiamento anticipato da dai nuovi responsabili di Dylan già nel novembre scorso: "una Londra ultra-stilizzata e fuori dal tempo, Bloch sarà ancora ispettore e tutto sarà, esattamente, come Tiziano lo ha concepito in origine" aveva precisato Recchioni, mentre per Busatta le storie "riporteranno tutto quanto a com'era nel 1986". Saranno opera di Luigi Mignacco, Claudio Chiaverotti, Corrado Roi, Luigi Piccatto e di nuovi autori quali Riccardo Torti (suo il numero di fine ottobre). Le copertine saranno affidate a Gigi Cavenago.


DYLAN DOG COLOR FEST

Il Color Fest riprenderà la sua natura sperimentale, la ricerca di interpretazioni originali del personaggio, coinvolgendo autori italiani e stranieri non legati alla Bonelli (e spesso "lontani"), tra cui Mirka Andolfo, Flaviano Armentaro, Ausonia, Akab, Lorenzo De Felici.


SPECIALE DYLAN DOG

Le storie dello Speciale apparterranno al ciclo del Pianeta dei Morti (che ha avuto origine sui Color Fest 2 e 10, proseguito sull'ultimo Maxi, infine raccolto in un volume della BAO), scritto da Alessandro Bilotta. Sono ambientate in un universo alternativo caratterizzato da un’apocalisse zombi e un governo distopico che cerca di salvare l'umanità. Un Dylan stanco e invecchiato, a capo di una polizia anti-zombi, ha l'onere di salvare l'umanità o condannarla.

ALMANACCO DELLA PAURA

L’annuale Almanacco della Paura avrà come protagonista il "nuovo" Bloch, con storie sulla sua vita da “pensionato” coinvolto in casi che richiederanno l'intervento di Dylan Dog.


Massimo
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