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venerdì 14 agosto 2015

Ant-Man: finisce la Fase 2 Marvel. E si ride.


Ho appena visto Ant-Man. Sarò breve perché l'ora è tarda. Il film è nello standard del Marvel Cinematic Universe. Cioè, per chi è un marvel fan, divertente, ben fatto e coinvolgente. Niente male, considerando che Ant-Man è uno dei Vendicatori meno cool. All'inizio del film viene persino ridicolizzata - in quanto impossibile - l'idea stessa di un eroe che si rimpicciolisce e comunica con gli insetti. Nel trailer (ma non nel montaggio finale) Scott Lang chiede se può cambiare nome...

In ogni caso la pellicola funziona, grazie alla storia, agli ingredienti, ai riferimenti "fumettosi" nonché alla bravura degli attori. Paul Rudd è molto convincente (e perno della comicità insieme ai suoi amici) nei panni di Scott Lang, il "nuovo" Ant-Man. Michael Douglas interpreta Henry Pym, per quelli della mia età il "vero" Ant-Man. La sempre bella Evangeline Lilly (la Kate di Lost), interpreta sua figlia Hope e dà mazzate al protagonista. Il tono del film è prevalentemente comico, ma non mancano epicità, drammi familiari e - come detto - coinvolgimento (non ricordo l'ultima volta in cui ho provato empatia per l'insetto di un prodotto di fiction...). 

In realtà lo Shield compare... (fonte: streetrobot.com)




Tanti, naturalmente, i riferimenti ai fumetti Marvel e al MCU: 


  • scopriamo il passato dei due fondatori della versione cartacea dei Vendicatori ancora non comparsi nel MCU
  • tornano due protagonisti di Agent Carter (uno "invecchiato" e uno impersonato da un attore diverso)
  • viene citato di sfuggita un amichevole eroe di quartiere
  • compaiono tre (quattro?) Vendicatori; il protagonista si scontra con uno di loro. Per evitare spoiler, non faccio nomi; diciamo che compaiono due terzi del "Team Capitan America" del prossimo Civil War; per i curiosi, basta leggere la pagina di Wikipedia dedicata al film. 


Attenzione: ci sono sia una scena mid-credit, sia una post-credit (strettamente legata a uno dei prossimi film Marvel): anticipazioni interessanti sui futuri sviluppi del MCU e in particolare degli Eroi Più Potenti della Terra.

Si chiude così la Fase Due dei film Marvel. La Tre si aprirà il prossimo anno con "Captain America: Civil War" (che per epicità e numero di supereroi sarà praticamente un "Avengers 2.5") e "Doctor Strange", mentre l'anno successivo toccherà al seguito dei Guardiani della Galassia, al primo film dei Marvel Studios sull'Uomo Ragno e a "Thor: Ragnarok". Nel 2018 arriverà il terzo capitolo dei vendicatori: "Avengers: Infinity War - part 1".


Massimo

venerdì 5 settembre 2014

Dylan Dog: trama e primi giudizi su "Spazio profondo"

Aggiornamento sulla fase due del "nuovo" Dylan Dog, e in particolare sul numero 337 che la inaugura. Stefano Vietti, autore Bonelli di "Dragonero", "Martin Mystère", "Nathan Never", ha ricevuto "Spazio Profondo" in anteprima, da Roberto Recchioni, e il suo giudizio è decisamente positivo: 
"Letto... direi un gran lavoro... disegni bellissimi, storia ottima e piena zeppa di sottigliezze narrative... speriamo vengano colte dai lettori  Questo è il Dylan che mi piace, con un finale a finestra sull'Inferno che sta arrivando... ovvero... le nuove storie. Mi sembra una promessa per il lettore, assolutamente da mantenere."

La copertina del numero 337
fonte: bonelli.it

Sul sito bonelli.it sono inoltre disponibili il "cast" e la trama dell'albo: 
"Soggetto:Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Nicola Mari
Copertina: Angelo Stano

Colori: Lorenzo De Felici
Dylan Dog si risveglia nell’anno 2427, a bordo della stazione U.S. Beckham, avamposto spaziale di frontiera dell’impero di Albione. Il suo corpo però non è fatto di viscere e sangue, ma è composto di materia sintetica, mentre la sua mente non è che un costrutto mnemonico realizzato a partire dalle sue memorie. Lo scopo del Dylan artificiale, insieme ad altre quattro versioni modificate di sé, è di fare luce sul mistero che circonda gli agghiaccianti fantasmi che infestano da tempo gli spazi siderali. Una missione che lo porterà a esplorare gli infiniti meandri della propria coscienza".




Massimo
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